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Femminicidio: mattanza continua

Scritto da on sabato, 15 settembre 2018No Comment

femminicidioUn fatto di cronaca agghiacciante ha scosso le coscienze di molti

  • Roma 29 maggio 2016: Una ragazza di 22 anni, Sara Di Pietrantonio viene bruciata viva dal suo ex-fidanzato Vincenzo Paduano. Paduano durante l’interrogatorio ha affermato che: “ero ossessionato da Sara. La consideravo una ‘cosa‘ mia e non accettavo l’idea che lei potesse allacciare una relazione sentimentale con un altro ragazzo.” Il Paduano in stile mafioso,  per difendersi ascoltate cosa dice:”Non saprei ricostruire perfettamente la scena – ha proseguito l’indagato -, ho dato una versione nei giorni scorsi, probabilmente ne darò altre. Mi sono state proposte delle ipotesi su come potrebbe essere andata la vicenda, io ne ho in mente varie, non so quale sia quella vera. Faccio uso di cannabis. Il quantitativo di stupefacente che mi è stato ritrovato ce l’ho da Natale e solo per mio uso personale. Non mi è chiaro quanto accaduto. Sono certo che non era un gesto premeditato perchè mai avrei voluto farle del male”(fonte ilgiornale.it). Ma  Paduano è stato un killer spietato, un omicidio di stampo mafioso e ora si difende con l’uso della cannabis…

Purtroppo la ferocia di persone ormai fuori controllo è una variabile in crescita in una nazione malata. Spesso la ferocia di queste bestie si accanisce sulle persone indifese: donne, bambini, anziani, persone civili che aborriscono la violenza. Ma tale fenomeno è in crescita in ogni sfera sociale e a farne le spese sono le persone civili purtroppo!

Gli ultimi dati Istat ci dicono che la  violenza contro le donne in Italia relativa al quinquennio 2009/2014 documenta un’inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti, con un sensibile calo del numero delle vittime.
L’aspetto inquietante è il seguente: si registra un aumento di donne uccise.

Alcuni dati: una donna su tre ha subito violenza, parliamo di circa 6 milioni e 788mila donne.  Sono state violentate  almeno una volta nel corso della vita (violenza fisica o sessuale). Parliamo di donne italiane.
Aggiungo un dato: spesso in molte regioni del sud le violenze non vengono denunciate, nemmeno gli stupri, per vergogna, per paura, per omertà.

I numeri: le violenze fisiche o sessuali sono diminuite, dal 13% dell’indagine precedente, all’attuale 11% Si registrano importanti segnali di miglioramento rispetto all’indagine precedente. Sono aumentate le violenze estreme sulle donne con morti, strangolamenti e forme estreme, selvagge di violenza.

E ancora: le  donne più a rischio di violenze fisiche o sessuali sono le separate e le divorziate. Gli attori primari di violenze sono gli attulai  partner o ex-partner, infatti a loro si deve il 62,7% degli stupri.
Il dato allarmante è l’incremento di violenze che causano danni permanenti, ferite,  si è passati dal 26,3% al 40,2%,
La pecezione della violenza come estrema da parte delle donne ha subito un forte incremento: dal18,8% del 2006 al 34,5% del 2014. Anche le violenze da parte di compagni occasionali, conoscenti, amici, sono più gravi.

Il 16,1% delle donne (3 milioni e 466mila) ha subìto stalking nel corso della vita, nel 9% da parte del partner o ex-partner.

Dati che pesano come macigni. Si può parlare di società civile? Ripeto tali dati sono per difetto, molte donne in alcune regioni del sud subiscono violenze da anni e non dicono assolutamente nulla, spesso tali violenze si estendono ai figli, alle figlie minori e ai figli di parenti e amici.

L’Italia non è un paese civile, una folla sterminata di persone odia il prossimo ed è disposta ad uccidere, a violentare, umiliare, offendere, stuprare, a tutelate i violenti e la violenza. In molti quartieri di Napoli, della Calabria, della Sicilia, i mafiosi vengono protetti e nascosti alle forze dell’ordine, sono i loro beniamini.

Ma questo odio strisciante, questo rancore che alberga nei cuori di tante persone, improvvisamente esplode e miete vittime, pensateci bene, con uno stile e una dinamica molto spesso mafiosa.

Nel 2016 la mattanza delle donne è continuata:

  • Valentina Tarallo, 29 anni, torinese, uccisa a sprangate a Ginevra l’11 aprile 2016. Il folle assassino, un uomo di origine africana con cui la donna aveva avuto una breve relazione, l’ha uccisa colpendola con una spranga di ferro davanti al numero civico 22 di avenue de la Croisette, mentre tornava dalla palestra.
  • Liliana Bartolini, è stata uccisa dal marito Andrea Balboni. L’uomo ha dichiarato che la moglie l’aveva aggredito durante una violenta lite e l’aveva accusata di avere una relazione extraconiugale.
  • Fiorella Radaelli, sgozzata dal marito Giuseppe Gallina bancario in pensione. Giuseppe Gallina prima a sgozzato la moglie e poi si è suicidato. Pare che il movente sia stato il vizio del gioco di Fiorella Radaelli.
  • Luana Finocchiaro di 41 anni, e madre di due bimbi è stata uccisa dal suo ex compagno Vincenzo Di Mauro di 37 anni.
  • Marinella Pellegrini di 51 anni, è stata sgozzata da marito Paolo Piraccini. Il Piraccini dopo averla uccisa si è suicidato.
  • Carla Ilenia Caiazzo di 38 anni, è stata bruciata dal fidanzato Paolo Pietropaolo. La donna ricoverata con ustioni gravissime su tutto il corpo è riuscita a partorire ed è fuori pericolo, con menomazioni su oltre il 40% del corpo.
  • Maria Teresa Meo di 40 anni, e stata uccisa a coltellate dal marito Giulio Carafa il 31 maggio, trovata in un lago di sangue dalla figlia 14enne.
  • Anna Recalcati di 62 anniuccisa a colpi di pistola dal marito Enesto Cardosi di 72 anni.
  • Deborah Desiree Fuso di 25 anni uccisa con 15 coltellate dal fidanzato di 32 anni Arturo Saraceno.
  • Natalia Gorbati di 38 anni, uccisa a coltellate e martellate, dal cognato Ghenadie Gontea di 41 anni.
  • Michela Noli di 31 anni, uccisa con 47 coltellate dal marito Mattia di Teodoro di 33 anni.
  • Mariangela Mancini di 33 anni strangolata da uno sconosciuto.
  • Kamaljit Kaur di 63 anni uccisa da vicino di casa Enrico Guerzoni di 58 anni.

Questi sono i casi più eclatanti di cui si sono occupati i media nazionali, purtroppo ci sono tanti altri casi di cui nessuno si è occupato e le donne purtroppo non hanno un nome e un cognome, ma sono soltanto numeri.

  • Ragusa 2 Gennaio 2016: una donna viveva da due anni segregata in casa dal suo convivente subendo violenze di ogni genere e spesso veniva legata con una catena.
  • Ancona 2 Gennaio 2016: donna vittima di violenze inerarrabili da parte dell’ex-fidanzato,  più volte ha rischiato di essere uccisa.
  • Città di Castello 3 Gennaio 2016: una donna è stata accoltellata e uccisa dal figlio.
  • Torino 5 Gennaio 2016: una donna è stata tramortita dal marito, salva per miracolo.
  • Firenze 9 Gennaio 2016: dopo una notte di passione passata con un uomo, la donna viene strangolata.
  •  12 gennaio un’altra donna è stata  uccisa dal suo amico intimo.
  • 15 e il 16 gennaio due donne sono state uccise dai nipoti.
  • 27 gennaio una donna è stata uccisa dal suo ex cognato.
  • 30 gennaio una donna è stata gravemente ferita dal marito che poco prima aveva ucciso i loro due figli di 8 e 13 anni.

Cosa fare per ridurre al minimo tali mattanze? Appena si ha la sensazione di atteggiamenti violenti, parlarne con uno psicologo e fare una denuncia cautelativa. Successivamente rivolgersi ad un investigatore privato   per una tutela personale e per indagini approfondite sulla persona.

Sempre più spesso le persone cambiano, da apparenze civili diventano bestie feroci. Rivolgersi ad un’ agenzia investigativa permette di verificare se qualcosa è cambiato:

  • amicizie
  • amanti
  • problemi di lavoro
  • vizio del gioco
  • associazioni discutibili
  • logge massoniche
  • sette sataniche

 

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