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Una risorsa per le imprese artigiane del Lazio: parla il Direttore dell'Eblart Franco Cervini

Scritto da on martedì, 31 Gennaio 2012No Comment
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Il tessuto economico del nostro Paese è costituito in prevalenza da piccole e medie imprese, che rappresentano circa il 94% delle aziende italiane. Realtà piccole ma importantissime per la vita economica dell’Italia, eppure le più bersagliate dalla crisi in atto, svantaggiate a livello internazionale e interno da un sistema non pensato per realtà di questo genere. Esistono tuttavia delle strutture pensate per venire incontro alle necessità di queste aziende. L’Eblart, l’Ente Bilaterale del Lazio per l’Artigianato è una di esse, nata dalla concertazione fra parti datoriali e sindacali, allo scopo di sostenere sotto il profilo economico imprese e dipendenti che versano in condizioni critiche. Dal Luglio del 2010, in conformità a quanto previsto dai contratti collettivi di categoria, è stato convenuto che tutte le imprese artigianali siano obbligate a prevedere il versamento di un contributo integrativo per i propri dipendenti, finalizzato a salvaguardare i livelli di professionalità delle imprese artigiane e i diritti dei lavoratori in caso di crisi economica o produttiva. Altrimenti le aziende, associate o meno alle parti datoriali o sindacali che hanno sottoscritto gli accordi per la nuova bilateralità, hanno l’obbligo di aderirvi attraverso il versamento di quote annuali all’Ente stesso, che si farà carico dell’erogazione delle prestazioni previste dai contratti collettivi. Per comprendere meglio che cosa è l’Eblart, la sua mission e le prestazioni che eroga abbiamo intervistato il Dott. Franco Cervini Direttore del Comitato esecutivo dell’Ente Bilaterale.

L’Eblart è l’Ente Bilaterale del Lazio per l’Artigianato, nato per iniziativa dei Sindacati dei lavoratori di Cgil Cisl Uil e delle Associazioni dell’Artigianato CNA, Confartigianato, Casa Artigiani e CLAAI. Come tutti gli enti bilaterali è figlio della contrattazione e di accordi interconfederali stipulati dai Sindacati e dalle Associazioni datoriali dell’artigianato con l’obiettivo di promuovere interventi di sostegno al reddito delle imprese e dei lavoratori nei momenti di crisi economica e produttiva. Non ci scordiamo, infatti, che le imprese fino a 15 dipendenti non hanno beneficiato fino ad oggi di strumenti come la cassa integrazione, e solo negli ultimi anni hanno potuto accedere agli ammortizzatori sociali in deroga in momenti di difficoltà. L’Ente bilaterale è nato allo scopo di aiutare le imprese e i dipendenti in momenti di crisi, attraverso dei fondi costituiti per mezzo delle quote associative che le imprese versano all’Ente stesso. Dopo Luglio 2010, ci troviamo in una fase di crescita. La nuova bilateralità permetterà di creare le condizioni che consentiranno di incentivare interventi di sostegno al reddito delle imprese.

Tuttavia oltre a questo genere di prestazioni, eroghiamo servizi che tendono ad incentivare l’incremento occupazionale all’interno delle aziende. Favoriremo quelle attività produttive che aumenteranno l’occupazione, in particolar modo quella femminile. C’è grande bisogno di sostenere la c

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reazione di nuovi posti di lavoro soprattutto per i giovani e per le donne. Sappiamo perfettamente che non basteranno i nostri incentivi ma che sarà necessaria la ripresa del sistema economico, senza la quale sarà difficile raggiungere buoni traguardi. Purtroppo ci troviamo in una fase in cui la disoccupazione è in aumento.

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Viste le prospettive di crescita della struttura e la difficile situazione economica avete in progetto l’attivazione di corsi di formazione o riqualificazione professionale?

L’Ente bilaterale si propone di prevedere interventi di integrazione salariale, svolgendo sostanzialmente  una funzione di welfare privato ad integrazione di quello pubblico – in fase di ridimensionamento nel corso degli ultimi anni – e di ampliare la sfera di intervento per promuovere politiche attive per il lavoro, rivolgendosi a tal fine ai lavoratori in mobilità favorendone il reinserimento attraverso programmi di formazione e riqualificazione, ma anche promuovendo l’apprendistato, in relazione al quale il testo unico approvato di recente ha tutti i presupposti  per incrementare l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e tornare ad essere il veicolo principale che consentirà questo processo.

Secondo lei quali dovrebbero essere gli strumenti da adottare per favori da un lato la competitività delle aziende dall’altro i lavoratori?

Ci sarebbe bisogno di politiche economiche e industriali, la così detta fase due: prima il risanamento e poi la crescita; senza la crescita non ci sarà nemmeno il risanamento. C’è bisogno di azioni politiche che diano ossigeno al sistema imprenditoriale, dare soluzione al grave problema dell’accesso al credito. In generale c’è bisogno di politiche efficaci per consentire alle imprese di essere competitive, bisogna superare quanto prima questo gap che c’è fra noi e altri stati occidentali. Ci aspettiamo azioni adeguate da parte delle Istituzioni, così come dalle parti sociali. Le scelte, le politiche, i sacrifici delle imprese dovrebbero scaturire dalla concertazione, da un confronto approfondito fra parti datoriali e sindacali, per convergere verso obiettivi comuni, che sono di risanamento, di rigore, ma anche di crescita e sviluppo. Noi nel nostro piccolo facciamo proprio questo, nell’Ente bilaterale le parti concertano, concordano una serie di interventi finalizzati al raggiungimento di una meta comune. Nelle piccole aziende artigiane datori di lavoro e lavoratori collaborano, lavorano gomito a gomito, vivono gli stessi problemi e gli stessi sacrifici, questo è il loro punto di forza e la loro originalità. L’Ente bilaterale è nato dall’incontro di associazioni dei sindacati dell’artigianato per portare avanti, insieme, iniziative sul terreno dell’integrazione al reddito, per sviluppare interventi di formazione, sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, per promuovere politiche attive del lavoro e dotare i dipendenti, i giovani e le donne, di quelle competenze adatte alle esigenze del mercato del lavoro.

Per vedere l'intervista vai su: Italialivetube.it (Parte 1) Italialivetube.it (Parte2)

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