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Con Letters to Juliet l’amore trionfa al cinema

Scritto da on lunedì, 30 agosto 2010One Comment

Lettere di innamorati a Verona, in una scena del film.

Il balcone di Giulietta nella stupenda Verona è tornato ad essere il palcoscenico di amori romanzeschi e avventurosi, grazie alla commedia romantica di Gary Winick. Il suo “Letters to Juliet”, uscito nelle sale italiane a fine agosto, si riallaccia alle indimenticabili figure di innamorati create da Shakespeare, ma in modo scanzonato, leggero, volendo anche tenero.

Lo spunto di partenza è il viaggio in Italia di una coppietta newyorkese in cerca di maggiore affiatamento: lui, Victor (Gael Garcia Bernal), è un giovane ristoratore così preso dal suo lavoro che anche in vacanza finisce per privilegiare incontri coi fornitori e aste di vini, trascurando così la deliziosa e fin troppo paziente fidanzata; lei, Sophie (Amanda Seyfried), mostra segni di insoddisfazione ma avrà presto a che fare con un diversivo decisamente sfizioso, dal punto di vista di una scrittrice in erba che vorrebbe andare oltre il proprio ruolo di giornalista. A Verona, infatti, la curiosissima Sophie scopre l’esistenza di un gruppo di donne, che hanno il compito di rispondere alle lettere indirizzate a Giulietta dagli innamorati di tutto il mondo. Seriamente intenzionata ad offrire un aiuto, tra queste lettere ne scopre casualmente una, andata precedentemente perduta, di ben cinquant’anni prima! Invece di scoraggiarsi, l’indomita ragazza si propone di contattare l’autrice della lettera e di aiutarla a ritrovare il suo vecchio amore, con l’idea di raccontare poi quella storia ai lettori. Inizia così il picaresco viaggio dal Veneto alla Toscana di Sophie e Claire (interpretata magistralmente dal premio Oscar Vanessa Redgrave), energica donna inglese accompagnata in questa “trasferta del cuore” dal burbero ma sensibile nipote Charlie (Christopher Egan). Durante l’affannosa ricerca non mancheranno quei risvolti in grado di mettere a fuoco il vero carattere dei protagonisti: possibile, ad esempio, che anche nell’animo insicuro di Sophie stiano germogliando sentimenti nuovi, rivolti verso qualcuno che sia meno egocentrico e distratto del fidanzato?

La risposta non è forse così difficile da indovinare, considerando anche la trama esile di un film che nei momenti più prevedibili può ricordare un romanzetto Harmony riprodotto sul grande schermo. Senza contare che al pari di altre produzioni anglosassoni c’è un po’ troppo folklore nel rappresentare l’Italia, con scelte discutibili (vedi gli 883) anche a livello musicale.  Ma sarebbe poco generoso parlarne solo in questi termini, perché “Letters to Juliet” riesce comunque a far vivere determinate situazioni con brio, sentimento e un pizzico di ironia, alternando confronti verbali frizzanti come un buon Lambrusco a scambi di battute secchi come certe varietà di Tokaj. E poi gli attori: sempre più ammaliante la giovanissima Amanda Seyfried, già interprete di “Mamma mia” e “Jennifer’s Body”, mentre la gestualità e le smorfie incredibili di Gael Garcia Bernal, quasi sempre impegnato a parlare con entusiasmo di vini e gastronomia, regalano allo spettatore le scenette più gustose dell’intera pellicola.

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One Comment »

  • Lucilla Colonna said:

    E’ sempre un piacere vedere sullo schermo la grande Vanessa Redgrave. Proprio al suo sorriso forte e sapiente Julian Schnabel ha affidato le primissime e significative battute del suo ultimo lavoro in concorso a Venezia.

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