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The Escapist

Scritto da on sabato, 27 novembre 2010No Comment

L’Irish Film Festa, in cui si mostra tanto cinema irlandese di qualità che in Italia raramente viene distribuito, è una vetrina che all’occorrenza dà spazio anche a qualche co-produzione, non solo quindi ai film realizzati interamente nell’isola. Tra simili proposte è The Escapist di Rupert Wyatt ad averci colpito positivamente. Wyatt non è nemmeno irlandese, essendo originario della cittadina inglese di Exeter. Ed il suo film, un robusto “prison movie” caratterizzato da ottime scelte di casting, figura come co-produzione tra Eire e Gran Bretagna. Il dramma carcerario è un filone cinematografico decisamente prolifico che ha proposto spesso, in passato, storie di fughe rocambolesche, in questo caso non si può quindi parlare di un film particolarmente originale ma la struttura a incastri del racconto ed il ritmo incalzante, senza soste, ne rendono la visione particolarmente intensa, coinvolgente. 

Il protagonista Brian Cox

Come accennavamo poc’anzi, tra i punti di forza della pellicola vi è senz’altro un cast che, oltre ad avere una dimensione internazionale, risulta quasi interamente maschile. Dall’asprezza dei rapporti tra detenuti e dal cinico menefreghismo delle guardie, disposte sovente a lasciarli scannare tra loro, prende forma l’atmosfera ruvida, gravida di tensioni, che precede l’evasione. Era quindi necessario che Rupert Wyatt trovasse i volti giusti. Pensiamo ci sia riuscito, a partire dal protagonista scozzese Brian Cox (un veterano del cinema anglo-sassone dalla carriera veramente immensa, basti pensare all’Hannibal Lecter da lui impersonato in Manhunter – Frammenti di un omicidio o ai suoi ruoli in Zodiac e Il ladro di orchidee), affiancato nella circostanza da Joseph Fiennes (cresciuto in Irlanda, già protagonista di Shakespeare in Love) e dall’inglese Damian Lewis (L’acchiappasogni, Il vento del perdono). Singolare anche la presenza di Seu Jorge, attore e cantante brasiliano che in Le avventure acquatiche di Steve Zissou rivisitava in portoghese brani musicali di successo, ma che precedentemente era stato tra i protagonisti del premiatissimo City of God. A un film come The Escapist si può forse rimproverare qualche soluzione di sceneggiatura un po’ forzata, specie verso la fine. Ma il modo in cui ci si arriva, alla fine, è adrenalina pura.

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