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LA CITTA’ IN TASCA VOGLIA DI TRASPARENZA 1° – 11 SETTEMBRE 2011

Scritto da on martedì, 19 luglio 2011No Comment

Trasparenza. Una richiesta semplice quella fatta oggi durante la conferenza stampa al Dipartimento Cultura del Comune di Roma dalla Presidente di Arciragazzi Comitato di Roma Anna Maria Berardi.

Una conferenza indetta per spiegare i motivi dell’insolita breve durata di questa edizione de La Città in Tasca, la storica manifestazione dell’Estate Romana dedicata all’infanzia, giunta alla sua diciasettesima edizione.

Per iniziare l’evento si svolgerà dal 1° all’11 settembre, invece che, come negli anni scorsi, a cavallo tra giugno e luglio. “Dopo aver sperimentato per vari anni il mese di settembre, ci siamo resi conto che luglio è anche più gradito al nostro pubblico – ha dichiarato infatti la Presidente di Arciragazzi Comitato di Roma Anna Maria Berardi – ma non abbiamo potuto fare diversamente”.

Ma perchè la manifestazione durerà solo 11 giorni, contro le tre settimane della scorsa edizione? E’ proprio su questo che si è voluta soffermare durante la conferenza La Presidente spiegando che “La Città in Tasca era stata inserita nel 2009 dal’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma, in una “rosa” di 11 manifestazioni dell’Estate Romana definite “storiche” e – ha continuato – questo comportava che la manifestazione, l’unica dedicata all’infanzia, avesse l’affidamento diretto al contributo economico da parte del Comune di Roma”. Certo un fatto di grande importanza per una manifestazione ad ingresso gratuito.

Poi il ricorso al TAR del Lazio, con esito favorevole, di un’altra manifestazione esclusa dal novero delle “storiche”, che ha annullato la qualifica di “storiche” alle 11 manifestazioni, e tutto è tornato come prima. Quindi… necessità  per tutti di partecipare al bando comunale con il proprio progetto.
Lo scorso anno La Città in Tasca aveva dalla sua la garanzia del contributo comunale fin dall’anno precedente e ciò ha consentito all’Arciragazzi di Roma che la organizza di avere un anno a disposizione per recuperare altri fondi e riuscire a realizzare una programmazione di tre settimane con un programma assai ricco.

Quest’anno il bando del Dipartimento Cultura è stato pubblicato molto tardi (con scadenza 17 maggio), probabilmente a causa del ritardo dell’approvazione del bilancio comunale. Le manifestazioni più “ricche”, quelle che possono contare sui ticket d’ingresso e su numerosi punti ristoro, bar e ristoranti, nonostante il ritardo del bando, hanno potuto comunque organizzare il loro programma per tempo, avendo sufficienti garanzie da queste diverse entrate economiche; ma per La Città in Tasca – manifestazione ad ingresso gratuito da sempre –  questo non è stato possibile: non si poteva rischiare senza la garanzia di un contributo comunale. Per cui, quando il 10 giugno è finalmente stata pubblicata la graduatoria che vedeva comunque La Citta in Tasca fra le manifestazioni finanziate, l’organizzazione ha deciso di rinviare a settembre, per avere i tempi necessari per organizzare adeguatamente l’iniziativa.

La graduatoria pubblicata sul sito del Dipartimento Cultura del Comune di Roma ha riservato a La Città in Tasca una amara sorpresa: ai primi posti, in blocco, tutte le manifestazioni ex “storiche” (compresa quella che aveva fatto ricorso al TAR), come sicuramente era giusto che fosse, data l’eccellenza dei programmi, mentre La Città in Tasca veniva collocata al 35° posto, con 23 manifestazioni poste in graduatoria subito dopo le storiche e prima di essa, nonostante la certezza di avere risposto a tutte le richieste del bando.

Per concludere la Presidente di Arciragazzi Roma ha voluto raccontare la situazione del contributo stanziato in questi anni alla Manifestazione. Nel 1995 La Città in Tasca, per un programma di 16 giorni ebbe dal Comune di Roma un contributo di 134 milioni di lire. Nel corso dei primi anni successivi la cifra si mantenne più o meno costante, anzi nel 1998 si arrivò ad un contributo di 210.240.000 di lire. Nel frattempo la manifestazione raccoglieva consensi sempre maggiori presso il pubblico di bambini e di adulti e ciò determinò anche l’attenzione di vari sponsor che via via cominciarono a sostenerla. Si aggiunsero anche alcuni contributi dell’Assessorato alle Politiche Educative del Comune  e altri  della Provincia di Roma.
Ad un certo punto, non si capisce bene perché, di colpo, cominciarono a calare vistosamente i contributi del Dipartimento Cultura, che prescindevano completamente dai progetti da noi presentati, costringendo ovviamente a precipitose rimodulazioni e tagli di programma. Qualche esempio: nel 2003 soltanto 15.480 euro, nel 2007 16.500 euro, nel 2008 neanche 1 euro.
E arriviamo agli ultimi anni. Ormai dal 2009 il contributo ottenuto da La Città in Tasca, anche durante la breve parentesi in cui ha “abitato” nell’olimpo delle “storiche”, è sempre di 20mila euro, centesimo più centesimo meno, compresa IVA. Quest’anno la storia si ripete. E c’è un abisso siderale fra il contributo de La Città in Tasca e i contributi previsti non soltanto per le ex storiche (che comunque possono contare anche sui ticket di ingresso), ma anche per manifestazioni minori.
Il problema è che, come ovvio, con il passare degli anni questa misera cifra perde sempre più potere di acquisto. Quindi per non tagliare sulla qualità che è prerogativa principale del format, gli organizzatori sono costretti ad un minore numero di giorni di programmazione.
Inoltre non è più possibile invitare compagnie straniere (ci sono importanti sperimentazioni di teatro per ragazzi all’estero), come invece possono fare ancora gli organizzatori di altre manifestazioni.
Con queste cifre veramente esigue destinate ad una manifestazione di cultura dell’infanzia che raccoglie notevoli consensi ormai da 16 anni, non si tiene conto tra l’altro che – a differenza di altre manifestazioni dell’Estate Romana – La Città in Tasca offre ogni giorno giochi, spettacoli e laboratori dalle 17 alle 23. E che ciò implica anche l’impiego di personale qualificato (per lavorare con i bambini) numeroso.
Come si può facilmente evincere da quanto sopra esposto, non si tratta da parte dell’Amministrazione comunale, di prese di posizione di carattere politico, anzi, da parte dell’assessore alla cultura Gasperini ci sembra esserci sicuramente attenzione verso questo settore e quindi anche verso La Città in Tasca. Purtroppo invece questo penoso andazzo è iniziato nel corso dell’ultima consiliatura e prosegue ora con una giunta di diverso colore, quindi il problema è altrove.
Anna Maria Berardi ritiene che purtroppo tutto sia dovuto a radicati stereotipi culturali insiti anche in coloro che, per mestiere, dovrebbero essere più sensibili alle esigenze della cultura: i consulenti, i funzionari, coloro che vengono chiamati a far parte di commissioni giudicatrici.
Stereotipi culturali nei confronti della cultura dell’infanzia che, nel pensiero di tanti, è meno importante di quella degli adulti. Si taglia ad esempio a La Città in Tasca, per sostenere magari – anche, in alcuni casi,  in modo consistente –  qualche iniziativa in più dove spesso la cultura è prevalentemente quella del bere e del mangiare.

Arciragazzi Comitato di Roma chiede quindi trasparenza al Dipartimento Cultura del Comune di Roma, che pubblichi sul sito, accanto ad ogni manifestazione finanziata, anche l’importo previsto per ciascuna di esse.

“Perché riteniamo che sia corretto, perché pensiamo che il pubblico abbia diritto a conoscere i criteri di finanziamento utilizzati dall’Ente locale per sostenere ciascuna iniziativa privata con il denaro pubblico – e ha concluso la Presidente Anna Maria Berardi –
Perché la trasparenza è sempre indice di civiltà”.

Arciragazzi Comitato di Roma si impegna, in accordo con il partner Ass. Culturale Ekphrasis, a rendere pubblici sulla brochure del programma de La Città in Tasca 2011, tutti i  contributi che saranno erogati dalla Pubblica Amministrazione per la manifestazione.

La Città in Tasca
Ideata e curata da Arciragazzi Comitato di Roma, la manifestazione che è organizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale Ekphrasis e realizzata con il sostegno di Roma Capitale – Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico, e della Provincia di Roma, ha in serbo tanti laboratori legati alla manualità ed in generale al contatto di tipo esperienziale tra i giovanissimi e le arti.

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