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Prime Italia inaugura nuovo Spazio per l’Impiego

Scritto da on martedì, 26 aprile 2011No Comment

Il primo maggio festa dei lavoratori intende ricordare l’impegno del movimento sindacale sia in ambito economico che sociale per l’affermazione dei loro diritti. Questi sono i motivi ispiratori che nel 1891 portano alla nascita di questa ricorrenza; una data significativa per tutti gli italiani ma anche per PRIME Italia, associazione di volontariato indirizzata a promuovere l’integrazione e l’uguaglianza dei richiedenti asilo politico e dei rifugiati, di impegnarsi affinché possano ritrovare la loro autonomia e libertà, attivandosi per garantire miglioramenti permanenti nelle loro vite.

Nel 2010 PRIME Italia sceglie questa data per aprire presso il centro polivalente Binario95 uno Spazio per l’impiego: luogo di incontro e ascolto di rifugiati che cercano e hanno bisogno di un lavoro. Gli operatori del centro forniscono un supporto nella definizione di curriculum vitae indirizzati alla valorizzazione delle competenze delle persone che si rivolgono ai nostri sportelli; svolgono un servizio di trasporto all’interno dell’area urbana, e creano i presupposti necessari alla candidatura di posizioni lavorative, colmando quel gap esistente con i cittadini italiani ai quali sono equiparati per legge.

Il diritto di asilo è garantito dall’articolo 10 comma 3 della Costituzione e dalla legge di recepimento della direttiva europea che sancisce piena parità di trattamento tra  rifugiati e cittadini italiani sotto il profilo del godimento dei diritti civili e per l’accesso alle misure socio-assistenziali, ma si ferma al riconoscimento dello status di rifugiato senza chiari obblighi normativi sull’accoglienza e l’integrazione, nonostante la presenza di rifugiati in Italia sia estremamente bassa soprattutto se paragonata agli altri paesi europei: 55.000 circa contro i 580.000 di Germania, 290.000 della Gran Bretagna e 160.000 presenti in Francia. Il primo maggio sarà l’occasione per denunciare le condizioni di estrema precarietà nelle quali versano la maggioranza dei rifugiati presenti in Italia: solo a Roma 1.500 di loro sono senza tetto e senza alcuna possibilità di integrazione lavorativa e sociale.

PRIME Italia vuole ricordare che i rifugiati non  scelgono di spostarsi alla ricerca di migliori opportunità di vita, ma sono costretti ad abbandonare il proprio paese perché rischiano di essere perseguitati per motivi sociali, politici di razza o religione. PRIME Italia invita le istituzioni italiane ad utilizzare la data del primo maggio come un occasione per ripensare alle proprie politiche in materia di diritto di asilo e diritto al lavoro ricordando che prima di essere travolti da eventi drammatici, queste persone avevano una famiglia, una casa, un lavoro: si tratta dunque di soggetti che, se aiutati ad integrarsi nel tessuto produttivo possono apportare un notevole contributo sociale e culturale al paese d’asilo.

In un contesto in cui i posti a disposizione per l’accoglienza tra Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo, Rifugiati (Sprar), Enti locali o terzi, sono largamente insufficienti e le liste di attesa eccessivamente lunghe, favorire l’inserimento lavorativo dei rifugiati potrebbe rappresentare non solo un’importante modalità di integrazione degli stessi, ma anche il mezzo più efficace per consentire loro di trovare in autonomia una soluzione abitativa dignitosa contribuendo a ridurre le richieste nei già congestionati centri di accoglienza. In questo delicato momento storico in cui il problema dell’accoglienza è tornato drammaticamente alla ribalta a causa della crescente instabilità dei paesi del nord Africa e della fascia sub-sahariana, PRIME Italia sollecita l’attuale governo a ripensare l’intero sistema di accoglienza attraverso l’elaborazione e l´approvazione di una Legge organica sul diritto d´asilo – da troppo tempo mancante nel nostro paese. In attesa che tale legge venga promulgata, PRIME Italia invita a prevedere misure immediate quali sgravi fiscali per le aziende che assumono o offrono tirocini formativi ai titolari di protezione, o la possibilità di far rientrare i rifugiati tra le categorie di persone inseribili, con condizioni di favore, nelle Cooperative Sociali. Ogni diritto -incluso il diritto al lavoro – affinché venga rispettato prevede non solo un “titolare del diritto” e un “responsabile della sua attuazione”, ma anche che tali ruoli siano rispettivamente riconosciuti e ricoperti.

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