Roma dà spazio ai protagonisti della Street Art
C’è chi li chiama vandali, imbrattatori, e chi, invece, riconosce nei loro lavori una forma d’arte, perché di questo si tratta: sono gli autori di murales e graffiti. Apparso per la prima volta tra le fila dell’arte contemporanea nel Messico degli anni venti, il muralismo nasce con intenti sociali; da qui l’esigenza di grandi superfici all’aperto, così che il messaggio sia facilmente fruibile da tutti.
Diffusasi rapidamente anche nelle città europee, l’arte del murales incontra tutt’oggi grandi difficoltà a causa della resistenza delle amministrazioni cittadine, che vedono nella pittura sui muri un atto di vandalismo più che una forma di espressione artistica.
Roma non vuole, però, tradire il suo ruolo di città delle arti. Nel corso delle tre giornate che vedranno ospiti nella Capitale artisti provenienti da tutto il mondo, a partire dal 27 Settembre, il Comune sottoscriverà un accordo con le associazioni rappresentanti dei writers, impegnandosi nell’individuazione di quattro aree per municipio da destinare alla Street art.
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