Cinema

Cosa succede nel mondo del cinema con le ultime novità in questa città

Cultura

La cultura attraverso i libri che raccontano la città e il tempo

Musica

La sezione per la musica italiana e gli eventi romani

Video

I video della redazione di Romalive, interviste, servizi e approfondimenti a 360 gradi!

Home » Primo piano

Incontro al liceo Cannizzaro di Roma con la ricercatrice dott.sa Catalina Curceanu.

Scritto da on giovedì, 1 aprile 2010No Comment

La dott.sa Curceanu, ricercatrice del Istituto di Fisica nucleare di Frascati, ha incontrato gli studenti del liceo scientifico Cannizzaro per parlare con loro di fisica quantistica e delle ricerche ad essa connesse. Numerosi i punti toccati dalla Curceanu, da una breve ricostruzione della storia degli albori della fisica quantistica,  agli ultimi risultati che da questa si sono ottenuti; come la possibilità, che ormai sembra sempre meno remota, di riprodurre i buchi neri, o come la stessa ricercatrice li definisce, i buchi grigi. Finito l’intervento la dottoressa e le professore del liceo, che hanno organizzato l’incontro, si sono concesse ai nostri microfoni  per alcune brevi domande.

Dottoressa Curceanu in che misura le ricerche di meccanica quantistica possono avere un risvolto in ambito medico, se possono averne uno ovviamente?

Certo che ne hanno, basti pensare ai microchip utilizzati per i computer, alle tecniche di indagine non distruttiva che sempre di più vengono impiegate in ambito medico, come la PET, la tomografia computerizzata, che partono dall’aver capito la meccanica quantistica. In futuro tutte le scoperte e le innovazione che avverranno in questo settore avranno sicuramente una ricaduta nel sociale e soprattutto nell’ambito medico.

Durante la sua presentazione ai ragazzi lei ha accennato anche ai tumori.

Più che dei tumori stessi ho parlato della terapia ad essi connessa, è su quella infatti che più interviene la fisica, dove dà un aiuto concreto; basti pensare alla adroterapia, in luogo della chemioterapia o della radioterapia, una cura che consiste nel bombardare il tumore con un fascio di particelle, protoni o di ioni di carbonio, che provengono da un acceleratore di particelle, che entrano e distruggono il tumore, in maniera molto più efficace e senza intaccare i tessuti che stanno intorno. A differenza dunque delle altre terapie, che sono distruttive per tutto l’organismo, anche se aggrediscono di più il tumore per una questione metabolica , la adroterapia, che anche in Italia si sta diffondendo, vi è il centro Cnao di Pavia che già la utilizza, permette di distruggere il cancro senza indebolire troppo il paziente per effetti collaterali.

Si può dire quindi che la adroterapia sostituirà la chemioterapia, oppure no?

Purtroppo questa terapia è applicabile solo per i tumori localizzati, per quelli estesi no, tuttavia una volta che risulti idonea come cura e venga applicata non ha bisogno di nessuna altra terapia aggiuntiva, poiché distrugge il tumore, e oltretutto richiede un numero di sedute molto limitate. Per rimanere in tema di ricerche con fasci di particelle e acceleratori, al Cern stanno facendo degli studi sulle capacità delle antiparticelle e degli antiprotoni, quindi sull’antimateria, ma i risultati di tali studi non sono ancora passati dai laboratori alla loro applicazione sui pazienti. La fisica è un grande motore, un grande trascinatore di tutta la società in tutti i suoi componenti, anche nel campo artistico. Abbiamo due tipi di ricaduta proprio in quest’ultimo ambito, il primo è quello che dà la possibilità di fare un’indagine non invasiva delle varie opere d’arte, quindi analizzare un quadro senza doverne togliere delle parti per analizzarle chimicamente, l’altra è che vede gli stessi fisici come ambito di studi artistici, pensiamo all’opera di Friedrich Dürrernmatt  “I Fisici”, che indaga sul ruolo sociale e le responsabilità di questi nei confronti del mondo.

L’abbiamo incontrata qui, in mezzo ai giovani di un liceo, questo vuole essere un nuovo canale di comunicazione per portare i risultati delle ricerche di fisica anche ai ragazzi?

Questo è un canale di comunicazione fondamentale, non solo per trasmettere i nostri risultati, la conoscenza, ma anche per far vedere che la fisica, ma direi tutta la ricerca in generale, non è un campo morto,  è un ambito vivo, attivo ed entusiasmante. Fondamentale in questo processo è sicuramente il ruolo degli insegnanti, sono loro che attraverso l’impegno, il lavoro, possono organizzare cose come queste e guidare un ragazzo nelle scelte, permettendogli di conoscere i diversi aspetti di una realtà, di guardare da una finestra che si apre verso il mondo. Questi incontri non sono importanti solo per quelli che in futuro, magari, saranno miei colleghi, ma per tutti i ragazzi ai quali dobbiamo dare delle capacità, pensiamo, ad esempio, alla futura classe politica che un giorno ci dovrà governare, non possiamo permettere che questi siano ignoranti rispetto alla conoscenza, come oggi purtroppo accade. Vi è un’ignoranza, per quanto concerne la scienza, nel mondo, in Italia, preoccupante, che porta ad una incapacità di gestire argomenti di natura scientifica; quello che conta non è sapere i meccanismi della fisica quantistica, ma costruirsi una capacità logica, un modus operandi, applicabile ad ogni aspetto, che solo la scienza è in grado di dare.

Professoressa Giusti da dove nasce quest’idea di collaborare con la dottoressa Curceanu?

Sono ormai cinque anni che abbiamo il piacere di collaborare con la dottoressa Curceanu, normalmente organizziamo anche una visita ai laboratori del centro di fisica nucleare di Frascati, purtroppo quest’anno non siamo potuti andare e abbiamo così deciso di trattare a scuola, con la dottoressa, alcuni temi, come la fisica quantistica, fino ad oggi mai approfondita. Abbiamo infatti pensato che potesse essere un argomento di grande interesse per i ragazzi che la studiano sia in chimica che in fisica.

Ormai sono anni, dunque, che lavorate con la dottoressa Curceanu, vorrei sapere se qualcuno dei vostri studenti ormai diplomati, si è iscritto a fisica e se, in qualche modo, questa scelta è stata  legata a questo tipo di incontri?

C’è da dire che i nostri studenti si iscrivono principalmente a facoltà scientifiche, ingegneria è la più scelta , tuttavia alcuni si sono iscritti a fisica, e fra questi, penso in particolare ad una mia allieva che sta frequentando fisica con grande soddisfazione. Questi incontri danno la possibilità di ampliare quello che è il programma che si svolge a scuola, noi studiamo la fisica classica, arriviamo all’elettromagnestismo al massimo; con questi appuntamenti conosciamo aspetti altrimenti trascurati e diamo la possibilità ai ragazzi delle quinte, visto che devono portare alla maturità degli approfondimenti, di trarre degli spunti da questi incontri.

Comments are closed.

Cultura »

Il Futuro chiama a cura della Gestalt esperienziale CIG

La Gestalt esperienziale con la CIG, sabato 10 dicembre 2016 ore 9,30 la Gestalt presenta il seminario “Il Futuro chiama” presso Roma Scout Center, Largo Scautismo n. 1.
“Il Futuro chiama” – il ciclo della progettualità secondo il metodo della Gestalt esperienziale© a cura di Paolo Greco e Raffaele Appio

Musica »

Graham Nash con il suo “This Path Tonight” all’Auditorium Parco della Musica

Graham Nash con il suo “This Path Tonight” all’Auditorium Parco della Musica

Il ponte del 2 giugno non è riuscito a portare troppo lontano gli italiani e gli stranieri vista fans del mitico Graham Nash, cantautore senza tempo per la presentazione del suo nuovo disco “This Path Tonight”

Video »

Intervista Liceo Aristotele parte 2

Intervista Liceo Aristotele parte 2