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La regione che verrà, intervista a Roberto Rastelli

Scritto da on venerdì, 12 Febbraio 2010No Comment

Roberto Rastelli

Siamo con Roberto Rastelli, vice coordinatore del Pdl di Roma.
Partiamo dal passato, la Regione Lazio in questi anni ha avuto come governo la giunta di centro sinistra, come vede l’operato della giunta?
Potevano fare di più, del resto questo è sotto gli occhi di tutti. Per un periodo la Regione ha avuto il suo Presidente, Marrazzo, ma non c’era la giunta. Il Presidente Marrazzo a causa delle sue vicende personali, ha terminato bruscamente il suo impegno, ma ripeto era un impegno solitario. Le preoccupazioni della giunta erano piuttosto indirizzate verso l’ottenimento di ruoli ed assessorati. I cittadini hanno pagato tutta questa confusione, credo quindi che la Sanità ed altri problemi al centro del dibattito politico ed amministrativo siano la cartina tornasole di una amministrazione regionale che non ha assolutamente brillato per la sua capacità di aggredire e risolvere nodi.

In questo quinquennio si sono create le condizioni per una grossa disoccupazione, e nel Lazio, si avverte una situazione di grande disagio per la gente. Lei crede che l’operato della giunta di centro sinistra poteva evitare tutto ciò?
Sicuramente. Il Lazio è la regione più importante della nostra Nazione essa fa da cerniera fra nord e sud. Non solo, abbiamo un grande patrimonio, solo di coste per esempio ci sono 360 Km, ma mai abbiamo sentito iniziative tese a valorizzarle dal punto di vista turistico. Ieri si è svolto un evento molto importante grazie al sindaco di Fiumicino Mario Canapini, che ha posto la prima pietra per la costruzione del porto turistico di Fiumicino. L’idea di affrontare la questione lavoro anche attraverso l’adeguamento delle risorse del nostro territorio è stato dimenticato dalla giunta. Sono stati più attenti al potere che ai problemi dei nostri cittadini. I giovani sono stati dimenticati, mentre gran parte degli interventi del nostro programma elettorale sono rivolti a loro. I giovani rappresentano il futuro, i giovani rappresentano le famiglie, e se li facciamo lavorare a tempo determinato non possono certo programmare il loro futuro. Dobbiamo assolutamente sconfiggere il lavoro a tempo determinato. Dobbiamo sconfiggere il precariato.

A proposito di questo discorso, pochi giorni fa Marchionne e Montezemolo, dicevano che loro non hanno mai avuto contributi dal governo nazionale, ma nella Regione Lazio l’indotto della Fiat di Cassino, sembra sia stato finanziato.
Basterebbe guardare i bilanci della Regione Lazio, anche se io non sono stato nel Consiglio. Al di là di questo mi sembra che il governo nazionale abbia in questi anni messo a disposizione dei cittadini incentivi per l’acquisto di autoveicoli. Nelle imprese come la Fiat di Cassino, o quelle di Pomezia o Latina ci sono investitori privati che rischiano i propri soldi. Ma chi vuole fare impresa deve anche rischiare su se stesso.

Durante la giunta Storace nel Lazio avevano sede il 33% delle aziende esistenti sul territorio italiano, a fine dicembre 2009, c’è stata un’ecatombe. Quindi le vorrei chiedere, è possibile sostenere le piccole e medie imprese?
Certo, lo dobbiamo fare per mezzo dell’accesso al credito, facendo quindi un accordo con il sistema bancario per agevolare le imprese.
Abbiamo fatto una breve panoramica di ciò che è stato nel passato, ora affrontiamo questioni attuali. Innanzi tutto la campagna elettorale e le due candidate al governo della Regione, per il centro destra Renata Polverini.
Noi la sosteniamo con grande convinzione rappresenta il nuovo, è una donna con un programma opportuno per la Regione ed ha una grande volontà di risolvere problemi. Dall’altro lato, una candidata di rilevanza internazionale, ma che rappresenta il passato.

Da una serie di indiscrezioni emerse anche sui giornali sembra che nel Lazio la faccia da padrone l’ex partito di Alleanza Nazionale, crede sia vero?
I padroni non li hanno più nemmeno i cani. Il Pdl è un partito nuovo, e riteniamo di apportare un contributo importante.

Un’altro dato importante: l’Udc e la scelta di schierarsi a macchia di leopardo. Nel Lazio c’è bisogno della sua alleanza?
Secondo me no, la politica dei due forni fa si che si bruci il pane in tutti i due forni poiché i cittadini non vedono in questo atteggiamento chiarezza. L’Udc ha un comportamento assolutamente equivoco. Ritenevamo più opportuno un patto organico fra partiti.
Mentre nel Lazio hanno fatto l’accordo con la Polverini, nei vari comuni, l’anno fatto anche con il centro sinistra.
Si tanto che negli enti locali ci sono questioni non risolte e un grande caos.

Un’altra questione è legata al leader dell’Udc, Casini, lui è legato per questioni personali ad una realtà importante del nostro territorio. Inoltre a Roma c’è l’Acea.
Lei diceva che a Roma c’è l’Acea, questa è una società che assolutamente deve rimanere pubblica, può avere un contributo, un impreziosimento, da parte dei privati ma deve rimanere in maggioranza pubblica, così come altre importanti aziende locali. Del resto questo emerge anche dalla legislazione.

Il 28 e 29 Marzo ci saranno le elezioni, se dovesse vincere il centro destra quali saranno i nodi che affronterà?
Innanzi tutto la sburocratizzazione della regione. La regione deve tornare ai comuni: attraverso il sostegno agli enti locali il territorio potrà tornare a crescere. Inoltre oggi per l’approvazione di una delibera occorrono tempi biblici. Quindi è necessario intervenire per accorciare i tempi e dare ai Comuni la certezza del pagamento facilitando queste realtà nell’erogazione dei servizi ai cittadini. Altro problema importante è l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. Si deve collaborare con le aziende, favorirle nella formazione dei giovani. Si potrebbe pensare anche ad un accordo quadro tra la regione e i privati, per incentivarle ad assumere.
E’ necessario riformare il sistema dei trasporti, le aziende hanno una gestione del bilancio inefficiente, c’è uno sperpero di denaro. E’ necessario rivedere il contratto di servizio e aumentare i mezzi pubblici, in questo modo i cittadini sarebbero incentivati ad utilizzarli.

Vorrei sapere quale è il suo parere in merito al settore turismo. Il comune di Roma ha fatto alcune iniziative in questo senso ma la Regione Lazio non mi sembra se ne sia mai occupata.
Nel Lazio c’è il 70% del patrimonio artistico nazionale, sarebbe quindi solo volontà politica quella di effettuare un disegno che sfrutti le nostre risorse creando ricchezza e posti di lavoro. Effettivamente il Sindaco sta dando delle risposte, ma la Regione non ha fatto nulla, in questo modo si rinuncia a posti di lavoro.

Altro questione urgente, visto il suo stato è la discarica di Malagrotta, come intervenire?
Piano regionale di smaltimento dei rifiuti, occorre mettere d’accordo i comuni e gli abitanti ed informali che si possono mettere in atto delle soluzioni che rispettano l’ambiente e la salute.

Perché votare per Roberto Rastelli?
Perché fa politica con passione, per scelta, perché ha intenzione di svolgere questo compito con grande entusiasmo e volontà, perché vuole venire a contatto con i problemi dei cittadini.

Il video dell’intervista è visionabile al seguente link: Italialivetube

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