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La regione che verrà, intervista al consigliere regionale Giuseppe Mariani

Scritto da on venerdì, 29 Gennaio 2010No Comment

Siamo con Giuseppe Mariani, rappresentante del Consiglio regionale e esponente della Commissione politiche sociali e del lavoro.
Quale è il bilancio di un quinquennio di governo?

Ci siamo trovati in una situazione complicatissima, avendo iniziato la legislatura senza un bilancio trasparente, con un deficit di 10 miliardi di euro, è chiaro che l’inizio è stato molto faticoso. Nonostante questo ci sono molti punti virtuosi, uno per tutti riguarda l’introduzione del reddito di inserimento minimo, sicuramente da migliorare e da estendere, ma importante. In proposito mi ha piacevolmente sorpreso vedere che le candidate per la guida della regione lo abbiano inserito nel loro programma. Siamo la prima regione d’Italia che applica misure di sostegno a persone che perdono il lavoro. Un’altra legge importante è quella che riguarda l’istituzione dei servizi sanitari integrati, legge che ha ormai concluso il suo iter e che sarà quindi oggetto di campagna elettorale. Con questa legge verrà istituito un unico sportello informativo, al quale i cittadini italiani e stranieri, di ogni fascia d’età, potranno rivolgersi, per avere il giusto orientamento ai servizi. I cittadini potranno presentare presso questo sportello qualsiasi tipo di istanza, di natura sanitaria, socio-sanitaria, socio-assistenziale, e psicologica. Per la realizzazione di questa legge sono state sentite tutte le parti coinvolte, e sono state effettuate più di 150 audizioni. C’è l’esigenza di apportare ulteriori modifiche al sistema sanitario rendendolo in grado di rispondere in modo immediato alle esigenze dei cittadini, ma per fare questo sarà necessario il coinvolgimento di tutti gli attori in gioco.

Siamo in campagna elettorale, abbiamo la Polverini per il centro destra e la Bonino per il centro sinistra, mentre nel consiglio regionale ci sono molti deputati uscenti che hanno ripresentato la loro candidatura. Ma immagino che molti cittadini siano delusi da ciò che questi rappresentanti sono riusciti a concludere in questi anni, a maggior ragione vista la crisi economica e la drammatica condizione lavorativa che esiste nel Lazio. In che modo la politica può rispondere a queste esigenze?

Ha sollevato un quesito molto importante, nel quale esistono a mio avviso due punti critici, che riguarda in particolar modo la mancanza di comunicazione fra le istituzioni e la cittadinanza. I cittadini non riescono a comprendere le risposte della politica ed il lavoro legislativo svolto, esiste un gap molto importante tra bisogni e risposte. In merito alle due candidate, non credo si possano ritenere equivalenti, la Polverini è stata presentata come una grande sindacalista , ma ha un’esperienza sindacale poco rilevante, il suo è un personaggio costruito a Ballarò! Emma Bonino al contrario ha un grande spessore politico, avendo inoltre ricoperto diverse cariche istituzionali. Il nuovo esecutivo dovrà mettere in atto una politica meno centralistica, e lavorare congiuntamente alla giunta. L’aula consiliare deve essere l’unica sede dove si prendono decisioni. Oggi non si lavora in questo modo e ciò provoca grandi limiti alla politica. Le dirò di più le istituzioni devono essere a contatto con il territorio e conoscere nel dettaglio la sua struttura, le realtà produttive presenti e la loro composizione, affinché possano operare positivamente. La nostra regione sta attraversando una fase di crisi, anche se Roma e il Lazio sono in contro tendenza rispetto alla media nazionale, gli ultimi rilevamenti Istat mostrano che il nostro tasso di disoccupazione è inferiore rispetto alle altre regioni. E’ chiaro che questi dati non ci soddisfano, ci sono molte realtà anche di grandi dimensioni che rilevano una situazione di crisi, come Fiumicino o la Fondazione Santa Lucia, o ancora piccole e medie imprese che hanno perso la loro capacità di operare sul territorio. Per questo è importante costituire una struttura in grado rilevare le criticità e le vocazioni locali.

In merito al settore dell’editoria, che nel Lazio rappresenta una fetta importante del sistema economico, gli Istituti finanziari internazionali invitano a dare spazio alla new economy e alla green economy, ma vige un forte conservatorismo, addirittura vi sono editori importanti che hanno presentato la loro candidatura, e questo potrebbe provocare la strozzatura di molte aziende del settore, che prima o poi esploderà.

Il settore audiovisivo è effettivamente in grandi difficoltà. In questo momento gran parte degli operatori è in protesta contro una situazione lavorativa di forte precarietà e stipendi da fame. E’ una condizione a cui bisogna porre rimedio essendo un settore di primo piano, nel quale bisognerà intervenire legislativamente.

E’ necessario pensare un intervento che sia rivolto alle PMI, che si potrebbero equiparare ai lavoratori precari. Un potenziale elettore potrebbe pensare che la sinistra rivolge sempre ed unicamente la sua attenzione ai lavoratori, ma poco alle aziende, perché dovrebbe votarvi?

Ha ragione, la crisi delle imprese equivale alla precarietà dei lavoratori, le PMI sono la vera ricchezza della Regione agevolarle vuol dire agevolare i lavoratori. Sarà necessario lavorare in sinergia con le PMI.

In merito alla costruzione dei termovalorizzatori nel Lazio cosa accadrà?

E’ centrale evitare di ripetere gli errori commessi in Campania, si dovrà quindi procedere ad un ampliamento della raccolta differenziata, trattare con i gruppi più grandi ed evitare le discariche a cielo aperto.

E’ possibile visionare il video dell’intervista al seguente link: Italialivetube

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