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Vincere la crisi: L’Europa abbraccia l’Africa

Scritto da on venerdì, 7 dicembre 2012No Comment

De Gasperi RotunnoPer Vincere la Crisi

L’EUROPA ABBRACCIA L’AFRICA

L’Europa abbraccia l’Africa è di per se stesso un programma di solidarietà che ha dietro di
sé già una lunga storia percorsa dal Comitato di Collegamento di Cattolici attivo dal 1986
nell’ambito della cooperazione internazionale. La promozione da esso sostenuta di 25 mila
microprogetti di sviluppo sostenibile per aiutare i paesi poveri con lo scopo di promuovere un auto
sviluppo in termini di lavoro, di istruzione e di formazione, vuole oggi promuovere con una
maggiore presenza, attraverso gli interventi di rappresentanti del mondo imprenditoriale italiano ed
europeo, una cultura di sviluppo solidale tra l’Europa e l’Africa.
Attraversiamo un momento difficile dal punto di vista economico, ma questo non ci
impedisce di guardare ai popoli che rischiano la loro sopravvivenza sia per cause naturali, come la
progressiva desertificazione dei loro territori, sia per l’abbandono di interesse da parte dei paesi
occidentali oggi maggiormente ripiegati sui problemi che riguardano se stessi più che alla
sopravvivenza di quelli lontani.
Siamo tuttavia convinti che la civiltà europea abbia ancora un immenso patrimonio
ambientale, economico e culturale che le farà non solo superare questo momento negativo, ma che
le permetterà di essere di nuovo elemento trascinante per i paesi in via di sviluppo.
Oggi nell’aprire le braccia all’Africa apriamo per noi stessi la via ad una nuova crescita.
Importante quindi si è rivelato questo lavoro, dove, fra i rappresentanti del mondo imprenditoriale,
gli esperti, i responsabili della Commissione Europea ed il nostro Comitato, dopo aver esposto le
attività già esistenti, è stata illustrata e discussa un’ipotesi di piano volto alla realizzazione di un
duplice obiettivo: promuovere piccole medie aziende europee, favorendo in tal modo l’occupazione
e la ripresa dell’economia dell’Europa, e dare impulso e sostegno ad un rilevante numero di
Microimprese nel continente africano, con vantaggi sia per le popolazioni locali, sia per lo sviluppo
di nuove fette di mercato per l’Europa, contribuendo altresì a ridurre la pressione migratoria da quel
Il Piano di interventi ipotizzato è sinteticamente illustrato qui di seguito.

PIANO EUROPA-AFRICA per PMI europee, Occupazione Giovanile e Microimprese
africane
L’Unione Europea stanzi strategicamente per lo sviluppo una quota di Bilancio in 3 anni
consecutivi di 200 miliardi di euro a favore di;
– Le PMI europee, delle oltre 10 milioni di Aziende, che aderendo al Piano Europa-Africa
attingerebbero ai Fondi UE impegnandosi innanzitutto ad assumere ognuna almeno una
delle professionalità giovanili europee per avviare la loro internazionalizzazione.
– Le figure professionali giovanili in Europa, parte di oltre 8 milioni in attesa di occupazione,
assunti dalle PMI fungerebbero da mediatori di assistenza allo sviluppo in sinergia dei due
Continenti, con trasferimento di know.how e creazione di nuove opportunità di mercati, tra
ciascuna PMI europea e la corrispondente Microimpresa/Cooperativa in Africa.
– Le Microimprese in formazione in Africa, che diventeranno presto oltre 1 milione, ciascuna
con almeno 5 persone impegnate, metterebbero in opera una significativa parte di tutta la
forza-lavoro dell’Africa per il loro e il nostro sviluppo, portando all’Europa e all’Africa
nuovi grandi aree di crescita sinergica e più integrale, nonché la salutare riduzione delle
masse migratorie verso il Nord del Mediterraneo in cerca di lavoro.
Conclusione
Si raggiungerebbero per l’Europa tre obiettivi contemporaneamente:
– una crescita pluriennale dello sviluppo non solo economico ma soprattutto morale
dell’intero Continente;
– si ridurrebbe notevolmente la piaga della disoccupazione;
– si ridurrebbe significativamente l’immigrazione di massa con i conseguenti drammi di
integrazione in Europa.

Guarda il video dell’intervento della signora De Gasperi

Guarda il video dell’intervista della signora De Gasperi

guarda l’intervento dell’Ing. Rotunno 

Intervista Ing. Rotunno

 

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