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"Volevo essere Moccia" o forse no?

Scritto da on martedì, 6 luglio 2010No Comment

Al suo secondo romanzo, il primo, “Il Treno” , edito da E/O, è del 2007,   Alberto Bracci Testasecca si concentra su un temi di assoluta attualità, ma lo fa con gli occhi di chi li vede per la prima volta dopo tanto tempo. “Volevo essere Moccia” , questo il titolo del nuovo libro di Bracci, edito da “La Lepre”, ambientato a Roma, ci racconta la storia di diversi personaggi, per cui i libri di Moccia, e lo scrittore Moccia, diventano il  filo conduttore, quello che li terrà, in un modo o nell’altro, legati.

C’è Marilù, ex eroinomane, che si sveglia dopo un coma durato 12 anni e non riesce a ritrovarsi in una società dove la lira è diventata euro, Silvio Berlusconi, da volto quasi sconosciuto della scena politica, è diventato Presidente del Consiglio, i reality, come il Grande Fratello, impazzano in televisione e Federico Moccia è diventato, con i suoi romanzi mielosi e sdolcinati, il punto di riferimento sentimentale di un numero spropositato di persone, soprattutto donne. Poi c’è Roberto, quello che per lei era un fidanzato di comodo,  ma che, in realtà, scoprirà essere diventato suo marito. Roberto, negli anni di coma di Marilù, ha condotto una vita quasi parallela  a quella della sua compagna, evitando il mondo reale e rifugiandosi in quello virtuale del computer. Sarà proprio un romanzo di Moccia, che capiterà per caso nelle mani di Marilù, il primo libro dopo 12 anni, che risveglierà in lei la voglia di sentimento, di riscoprire il mondo con suo marito.

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Sono sempre i sentimenti suscitati dai libri di  Moccia a creare lo spunto per un altro personaggio; Luciano Košak, scrittore di poco talento, infatti,  è ossessionato dall’inspiegabile,a suo avviso, successo di  questi libri, giudicandosi un letterato, un uomo di cultura, non riesce a capire il fenomeno del “moccismo” e si dispera, arrivando persino all’aggressione fisica dello scrittore.

In ultimo, una donna che cerca l’amore, ma lo vuole come quello descritto nei libri di Moccia.

Questo libro, attraverso un tono fruibile e leggero, dipinge il ritratto di una società che sembra aver perduto la capacità di produrre idee e generare emozioni degne di queste nome ed è divenuta facile preda di un “moccismo” dilagante, le vicende dei protagonisti si intrecciano, si allontanano e si ritrovano nella comune e speranzosa ricerca di un altro senso a questa vita.

 

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