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Da martedì 3 maggio al Teatro dell’Opera: Bejart, Balanchine, Robbins

Scritto da on giovedì, 21 aprile 2011No Comment

Un trittico con i giganti della danza. Al Teatro dell’Opera, da martedì 3 maggio, un’eccezionale serata di danza con i capolavori di Maurice Béjart – George Balanchine – Jerome Robbins: tre nomi che condensano e racchiudono buona parte della migliore danza creata nella seconda metà del Novecento. Insieme ai Primi Ballerini della compagnia del Teatro dell’Opera, si esibiranno gli ospiti Giuseppe Picone e Alessandro Riga. Sul podio il maestro Nir Kabaretti. Dopo la prima rappresentazione di martedì 3 maggio, ore 20.30, sono previste quattro repliche: mercoledì 4, ore 20.30; venerdì 6, ore 17; sabato 7, ore 18; domenica 8, ore 17. Il trittico parte con Walpurgisnacht Ballet di George Balanchine. Già nel 1925 Balanchine aveva coreografato le danze per una produzione del Faust di Charles Gounod, all’Opéra di Montecarlo, con la Compagnia dei Balletti Russi di Diaghilev. La versione presentata a Roma e ripresa da Ben Huys è stata invece creata nel 1970 per un allestimento del Faust al Théâtre National de l’Opéra di Parigi, ma è solo nel 1980 che viene presentato per la prima volta come un lavoro indipendente dal New York City Ballet. A seguire, sempre di Balanchine, il Tchaikovsky Pas de deux, immancabile in qualsiasi gala internazionale di danza che si rispetti. Quando nel 1953 negli archivi del Teatro Bolš’oj si scoprì una parte di musica composta da Čajkovskij per il terzo atto de Il lago dei Cigni e mai pubblicata con il resto della partitura originale George Balanchine chiese ed ottenne il permesso di usarla per una propria coreografia destinata agli interpreti del New York City Ballet (1960). Al Teatro dell’Opera è stato eseguito nella stagione 1980/81 da due grandi interpreti quali Elisabetta Terabust e Peter Schaufuss. In the night, balletto in quattro movimenti di Jerome Robbins, debutta a New York il 29 gennaio 1970 allo State Theatre con il New York City Ballet. I sublimi Notturni di Chopin fanno da base alla lineare costruzione coreografica e cullano tre coppie di giovani dalle relazioni molto contrastate tra di loro. Nel vasto arco creativo di Robbins, In the night è, con Dances at a Gathering, uno dei suoi balletti di più puro stile accademico, ricco di passi e figure espresse in termini di ininterrotto movimento. È di Béjart la suite tratta da Gaîte parisienne, adesso ripresa da Piotr Nardelli e creata per il Théâtre Royal de la Monnaie di Bruxelles nel 1978. Sulla musica di Jacques Offenbach, Béjart, in una visione ampiamente autobiografica, racconta le fantasie oniriche di un giovane che arriva a Parigi per studiare danza. Léonide Massine aveva creato l Gaîte parisienne nel 1938 per la compagnia Ballet Russe de Montecarlo di cui divenne proprio in quell’anno direttore artistico. Il balletto, ambientato in un café alla moda della Parigi del Secondo Impero, accoglie in sé un’ampia varietà di danze (dal can can alla quadriglia) giustificate dalla presenza di personaggi appartenenti a diverse classi sociali. Il Teatro dell’Opera di Roma ha ospitato il balletto nel 1980 prop rio nella versione di Béjart con il Ballet du XXèmè Siècle e la partecipazione di Micha van Hoecke nel ruolo di Offenbach.

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