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UNO, NESSUNO, CENTOMILA. VIOLAZIONI DELLA PRIVACY ON LINE: APRE UNO SPORTELLO A TUTELA DEL CITTADINO.

Scritto da on giovedì, 21 Ottobre 2010No Comment

Si parte dalla voglia di apparire, di presenziare, di essere trovati con un click. Si finisce per non sapere più se, quel che si trova, è il proprio profilo o no.
I dati della Sezione Crimini Informatici della Polizia Postale parlano chiaro: in meno di un anno ci sono state 1784 denunce in tutta Italia per violazione della privacy on line (133 a Roma), 800 segnalazioni per diffamazione giunte alla polizia stessa e 1022 ad altri uffici, 55 denunce per stalking sul web.
Numeri che da soli risultano insufficienti a descrivere un fenomeno complesso da circoscrivere. Basti pensare al numero di accessi che giornalmente si registrano in rete, oppure ai profili esistenti sui social network. Di queste identità informatiche, di questi accessi, bisognerebbe chiedersi quanti sono quelli reali, quelli reiterati da identici soggetti, quanti fittizi.
Ma cercata o del tutto subìta, una cosa è certa: il furto di identità è un reato, così come lo sono lo stalking, la diffamazione ed il non rispetto della privacy. Per questo dal 21 ottobre l’associazione Avvocato del Cittadino – con sede a Roma – mette a disposizione lo sportello Help Social Network. Aperta su strada, a diretto contatto con gli utenti, l’associazione da un anno offre consulenze legali gratuite agli iscritti. Tutti giovani professionisti che, in un quartiere come quello del Quadraro, hanno scommesso nell’impegno e nel servizio proprio a chi, come gli immigrati o gli anziani, difficilmente si rivolgerebbero ad uno studio legale per vedere garantiti i propri diritti.
Il web può essere uno strumento utile quanto deleterio e, purtroppo, soprattutto gli adolescenti sembrano ignorarne la pericolosità. Da fonte di informazioni, infatti, esso si è trasformato in interfaccia interattivo, dal quale non solo si attinge, ma si inseriscono dati, notizie, immagini. Se da un lato, dunque, ci si espone quasi consapevolmente a rischi di furto di dati sensibili (spesso ci si limita a pensare soltanto a quelli di natura economica), dall’altro c’è il problema della traccia indelebile che si lascia ogni volta che inseriamo materiale personale che potrebbe essere indebitamente sottratto.
Avere la possibilità di condividere una parte di noi con chi si vuole e nella forma scelta, è una conquista. Avere la consapevolezza che sta solo a noi scegliere di farlo, un diritto da difendere.

Uno, nessuno, centomila. Come teorizzava Pirandello agli inizi del Novecento. Siamo uno; rischiamo di essere nessuno, se non riconosciuti o annientati dalla calunnia; finiamo pericolosamente per divenire centomila, nelle mani di chi manipola le identità altrui ad insaputa del malcapitato.

di Donatella D’Acapito

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