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Besson, le donne, il tennis e i fumetti.

Scritto da on venerdì, 1 Ottobre 2010No Comment

Luc Besson con Louise Bourgoin, sul set di “Adèle e l’enigma del Faraone”

Dal vulcanico Luc Besson, regista e produttore cinematografico nel cuore di molti per film come “Leon”, “Nikita” e “Il quinto elemento”, era lecito aspettarsi un atteggiamento spensierato, ironico, magari un po’ sornione anche nei contatti con la stampa. E così è stato. Piombato a Roma per presentare “Adèle e l’enigma del Faraone”, la cui uscita nelle sale italiane è ormai prossima, il cineasta francese ha parlato dell’ultimo film (e non solo) con estrema spigliatezza. Ecco alcune delle risposte più interessanti alle domande dei giornalisti, raccolte durante l’incontro tenutosi il 30 settembre a Roma. 

Da “Nikita” fino a quest’ultimo film, passando per “Il quinto elemento”, “Giovanna d’Arco”, Angel-A e volendo anche “Leon”, col personaggio fondamentale della ragazzina, si contano svariate eroine nel tuo cinema. Puoi dirci il perché di questa fascinazione?

Perché le donne sono davvero affascinanti! Nei film che ho diretto mi ha sempre interessato evidenziare le debolezze degli uomini e i punti di forza, le straordinarie qualità delle donne, anche per ribaltare certi stereotipi riguardanti i generi che altrove imperversano. Per esempio Adèle, la protagonista del mio ultimo lungometraggio, è un’avventuriera molto speciale, poiché sarebbe disposta a tutto pur di salvare la sorella, mentre dal suo disinvolto atteggiamento si deduce che forse, se si trattasse di salvare il pianeta, non si schioderebbe dalla vasca da bagno. Scherzi a parte, credo che le donne abbiano una conoscenza maggiore del valore della vita, soprattutto perché sono loro a donarla. Non a caso sono sempre gli uomini, d’altro canto, ad iniziare le guerre.

In Francia vi il patrimonio di fumetti d’autore è grande, ma poco sfruttato. In più alcuni film ispirati ad essi, come “Immortal ad vitam” e “Blueberry”, non hanno avuto grossi riscontri di pubblico. Con “Adèle e l’enigma del Faraone”, che sta avendo grande successo non solo in Francia ma in paesi come la Cine e il Giappone, sembrerebbe che le cose comincino ad andare diversamente… quali difficoltà si incontrano, nel fare l’adattamento cinematografico di un fumetto?

Luc Besson

Secondo me non c’è grande differenza tra l’adattare un romanzo o un fumetto, forse i fumetti vengono naturalmente incontro alla pigrizia di un regista che non abbia voglia di leggere troppe pagine. Dopo tutto i fumetti sono ugualmente racconti, corredati però di immagini, che qui sono state utilissime a focalizzare i personaggi; per quanto non fosse sempre facile accostarsi con attori in carne ed ossa alle figure disegnate da Tardi, che in certi casi hanno tratti somatici particolarissimi, come ad esempio orecchie enormi ed appariscenti. In più il fumettista Jacques Tardi ha carattere a tratti burbero, ed è gelosissimo del suo lavoro, per cui i precedenti tentativi operati da americani e giapponesi di fare un film che si ispirasse a Les Aventures extraordinaires d’Adèle Blanc-Sec  non hanno mai portato a niente. Nel mio caso ho pensato che non fosse importante rifare pari pari le storie già presenti gli negli albi, quanto piuttosto rispettarne le atmosfere, lo spirito, la natura dei personaggi. Ed anche così ho dovuto corteggiare a lungo Tardi, che con le sue opere ricorda un po’ quei padri siciliani che possono metterci anni e anni prima di concedere la mano della figlia. A me di anni ce ne sono voluti parecchi, per acquistare i diritti e convincere definitivamente l’autore, che fortunatamente ha espresso un giudizio positivo sulla sceneggiatura sin dalla prima stesura.

–  In “Adèle e l’enigma del Faraone” la sorella della protagonista è un’anti-eroina molto interessante, particolare. Differisce in qualche modo dal personaggio del fumetto? E ti sei forse ispirato alle sorelle Williams per il mirabolante match tra lei e Adèle?

Il personaggio di Agathe, in effetti, risulta nel film piuttosto diverso da come appare nel fumetto. Come accennavo poc’anzi non sono stati pochi gli interventi originali da me inseriti in sceneggiatura, rispetto agli albi cui mi sono ispirato, il che si nota anche nelle scene piuttosto buffe del risveglio delle mummie a Parigi: mia è ad esempio la battuta del Faraone, che vedrebbe bene una piramide nella capitale francese. Riguardo alla partita di tennis, trovavo divertente far iniziare la sfida tra le due sorelle con pose plastiche e movenze da ballerine simili a quelle che l’etichetta del tempo imponeva, del resto l’azione ha luogo nell’Europa di inizio novecento; tutto ciò, per far poi proseguire la partita a suon di colpi violentissimi, roba da far pensare in effetti al tennis moderno, quello delle sorelle Williams! Sta di fatto che oggi, forse, molte donne ignorano le costrizioni cui erano soggette un tempo, non solo nello sport, per cui mi piace far prendere loro qualche rivincita su tali ingiustizie storiche, mostrando ad esempio eroine particolarmente emancipate. Pensate solo ad Adèle che, in una scena piuttosto emblematica, fa il bagno nuda e fuma nella vasca.

–  A proposito di Adèle, come hai trovato una protagonista così graziosa e spigliata? 

Louise Bourgoin

Oh, seguivo da tempo Louise Bourgoin, perché lei si è fatta conoscere nella tv francese con una rubrica meteo del tutto particolare, poco attendibile per le previsioni ma resa originale dal suo look accattivante ed eccentrico. Lavorando insieme si è rivelata fantastica, non solo ha talento ma al contrario di certe attrici, che si atteggiano costantemente a dive, possiede molta professionalità, ama fare le prove, ed a volte la si poteva persino incontrare su una sedia all’ingresso del set, mentre da sola e con abiti semplici ripassava la parte. Qualcuno, in tali occasioni, l’avrebbe facilmente scambiata per una addetta alla sicurezza.

Un’altra attrice che a te è molto legata, Natalie Portman, ha espresso più volte il desiderio di interpretare un seguito di “Leon”. La accontenterai? 

Eh, lo so, Natalie continua a chiedermelo e ha confermato di recente la sua disponibilità, ma pur sapendo che tale film avrebbe grandissime potenzialità al botteghino, sono contrario all’idea di fare un sequel se non c’è una storia davvero interessante da raccontare. Da anni mi propongono di fare “Leon 2”, se avessi accettato sarei di sicuro molto più ricco. Eppure, finché non avrò l’ispirazione per scrivere un soggetto valido, l’ipotesi è da scartare. In compenso con la mia società ho diversi progetti in cantiere, alcuni come produttore, altri da regista: tra questi c’è anche l’idea di dirigere un altro film di fantascienza che possa rinverdire i fasti de “Il quinto elemento”, con effetti speciali adeguati ai tempi.

Natalie Portman

         

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