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Il brutto anatroccolo

Scritto da on lunedì, 31 20 Gennaio11No Comment

La serata conclusiva di questa ventiduesima edizione del Trieste Film Festival è stata caratterizzata, oltre che dal consueto appuntamento con la premiazione, da alcune proiezioni speciali, che hanno saputo tener viva l’attenzione del pubblico fino alla fine. Prima il palato dei cinefili più raffinati è stato stuzzicato da Chantrapas, il nuovo film di un regista di culto come Otar Iosseliani. A seguire una proiezione capace di smuovere i sentimenti di un pubblico anche più ampio, partendo ovviamente da chi ama l’animazione e le favole: il talento del russo Garri Bardin, un maestro nell’animare i pupazzi, si è infatti prestato in questo caso a una deliziosa versione, ora delicata ed ora incredibilmente buffa, de Il brutto anatroccolo. Una delle fiabe più amate del grande scrittore danese è così tornata a vivere sul grande schermo, in un tripudio di colori e di scene vivacissime, arricchite poi da una particolare colonna sonora.

Già, va detto che questo Gadkij Utenok (Il brutto anatroccolo, 2010) appassiona dall’inizio alla fine, anche per il fatto di essere impostato come irresistibile commedia musicale. Le canzoni sono infatti arrangiamenti di una nota opera di Čajkovskij. Quale? Neanche a dirlo, Il lago dei cigni. Ed è questa musica carica di pathos a rendere ancora più coinvolgente il racconto, incentrato come è ovvio supporre sulle disavventure del povero anatroccolo, che prima di scoprirsi cigno deve subire tutte le vessazioni degli alteri pennuti di una fattoria, immaginata nel cuore della Russia: galline, papere, oche, parimenti intente a maltrattarlo e ad idolatrare un gallo superbo, ma tutt’altro che coraggioso. Si alternano piacevolmente certi siparietti umoristici, come l’inseguimento che ha per protagonista il verme cui danno la caccia tutti gli uccelli del cortile, ed altri momenti piuttosto toccanti, come quello che vede entrare in azione i cacciatori: le fucilate sulle povere anatre selvatiche, con cui aveva appena fatto amicizia il protagonista, non possono non ricordare l’analogo trauma raccontato, in modo straziante, nel celeberrimo Bambi della Disney.

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