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Il croato Skenderovic dirige l’Orchestra Sinfonica di Roma

Scritto da on giovedì, 19 Maggio 2011No Comment

patrocinata dalla Fondazione Roma, domenica  22 maggio ore 17.30 e lunedì 23 ore 20.30, Auditorium Conciliazione. In programma la Romantica di Bruckner e Le Quattro Stagioni di Vivaldi.

Auditorium Conciliazione, Via della Conciliazione 4
Info 800.904.560

ABBONAMENTO INTERO – 300 €
ABBONAMENTO RIDOTTO (dai 65 anni) – 180 €
ABBONAMENTO STUDENTI (fino a 26 anni) – 100 €
BIGLIETTO INTERO – 20 €
BIGLIETTO RIDOTTO – 15 €

La composizione della Quarta Sinfonia in mi bemolle di Anton Bruckner va a sovrapporsi a quella della precedente in re minore, la Terza, e con essa si pone parzialmente in contrasto, o almeno in complementarità: se l’altra aveva un’impronta più ieratica, questa si mostra più propensa al pathos, a tratti persino appassionata. La denominazione di Romantica non venne attribuita da estranei, ma scelta e giustificata dallo stesso Bruckner: che descrisse al maestro di coro della “sua” cattedrale di Sankt Florian il paesaggio immaginario cui si era ispirato: “Città medievale – dalle torri civiche risuonano i segnali della sveglia mattutina – le porte delle mura si spalancano – su fieri destrieri i cavalieri balzano fuori, verso gli spazi aperti l’incantesimo del bosco li avvolge – mormorio della foresta, canto di uccelli – e così prosegue a svilupparsi il quadro romantico”.
Questo è il significato del richiamo enunciato dal corno, proprio all’ esordio della Sinfonia: un semplice intervallo di quinta, niente più che un rintocco, il più “naturale” ed elementare dei rapporti fra suoni diversi; e sullo sfondo gli archi, in un sussurro che pare brusio di fronde.
Se la versione primitiva della Quarta Sinfonia venne ultimata già alla fine del novembre 1874, la revisione definitiva impegnò Bruckner ancora dal 1878 al 1880 e comportò modificazioni sostanziali.

Le quattro stagioni è il titolo con cui sono noti i primi quattro concerti per violino di Antonio Vivaldi: Il cimento dell’armonia e dell’inventione.
Uscirono dalle officine tipografiche dell’editore Michel-Charles Le Cène ad Amsterdam nel 1725, ma è lo stesso Vivaldi ad affermare, nella dedica al conte Morzin, che erano stati composti precedentemente: i diversi manoscritti ritrovati presentano alcune differenze che confermano quanto dichiarato dall’autore.
Ciascun concerto de “Le quattro stagioni” si divide in tre movimenti, dei quali due, il primo e il terzo, sono in tempo di Allegro o Presto, mentre quello intermedio è caratterizzato da un tempo di Adagio o Largo, secondo uno schema che Vivaldi ha adottato per la maggior parte dei suoi concerti. Ogni concerto si riferisce ad una delle quattro stagioni: la “Primavera”, l'”Estate”, l'”Autunno” e l'”Inverno”.
Si tratta di un tipico esempio di musica a programma, cioè di composizioni a carattere prettamente descrittivo. Ad esempio, l'”Inverno” è dipinto spesso a tinte scure e tetre, al contrario l'”Estate” invoca l’oppressione del caldo, oppure una tempesta nel suo ultimo movimento. Vivaldi preparò quattro sonetti, uno per concerto.

La Primavera è un concerto in Mi maggiore per violino, archi e clavicembalo. I tre movimenti di cui consta la Primavera descrivono tre momenti della stagione: il canto degli uccelli (allegro), il riposo del pastore con il suo cane (largo) e la danza finale (allegro). Il violino solista rappresenta un pastore addormentato, le viole il latrato del suo fido cane mentre i restanti violini le foglie fruscianti.

L’Estate è un concerto in Sol minore per violino, archi e clavicembalo. Il concerto per i suoi toni accesi e violenti riflette con maggiore efficacia rispetto agli altri la carica esplosiva della stagione. La tempesta viene descritta passo passo nella sua manifestazione al pastore: dapprima si avvicina da lontano nella calura estiva (allegro non molto allegro), quindi il pastore che si spaventa per l’improvviso temporale (adagio presto) e infine la virulenza sprigionata dalla tempesta in azione (presto).

L’Autunno è un concerto in Fa maggiore per violino, archi e clavicembalo. Vivaldi descrive la figura del Dio romano Bacco: un’iniziale panoramica della vendemmia è seguita dell’ebbrezza provocata dal vino, movimento dal titolo “I dormienti ubriachi”, in un clima trasognato e sereno. L’ultimo movimento coincide con i martellanti ritmi della caccia.

L’Inverno è un concerto in Fa minore per archi. Il concerto era stato concepito da Vivaldi perché fosse eseguito in chiesa, tant’è che i toni pastorali costringevano l’orchestra a suonare quasi in sordina, quasi a non voler disturbare i fedeli in preghiera. L’Inverno viene descritto in tre momenti: l’azione spietata del vento gelido (allegro), il secondo movimento, tra i più celebri de Le quattro stagioni, della pioggia che cade lenta sul terreno ghiacciato (adagio) e la serena accettazione del rigido clima invernale (allegro).

Berislav Skenderovic, nato a Zagabria (Croazia) è fondatore e direttore artistico della Sinfonia Vojvodina Orchestra e uno dei piu` famosi direttori in Serbia.
Dal 2006 Berislav Skenderovic e` stato nominato Direttore Artistico del Teatro dell’Opera Nazionale Serbo (SNP) a Novi Sad.
Ha studiato pianoforte e direzione d’orchestra presso l’ Accademia di Musica di Belgrado sotto Z. Zdravkovic e alla “Hochschule fur Musik di Monaco di Baviera sotto il professor M. Hermann e W. Sawalisch (Opera Studio). All’estero ha diretto molte prestigiose orchestre in Germania, Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Grecia, Bulgaria, Italia, Portogallo, Lituania, Russia, Messico, Canada, Cile, Brasile, USA.

L’Orchestra Sinfonica nasce nel 2002 sostenuta unicamente dalla Fondazione Roma e rappresenta uno dei rari esempi in Europa di orchestra sinfonica a gestione completamente privata. Fin dagli esordi è stata riconosciuta dalla critica internazionale come una formazione di grande prestigio e si è esibita alla presenza di quattro capi di stato, della Regina di Spagna e della Regina d’Olanda. Direttore Artistico e Direttore Musicale dell’Orchestra è il maestro Francesco la Vecchia. Ad oggi hanno collaborato con l’Orchestra alcuni dei Cori, dei solisti e dei direttori più importanti del mondo.
L’Orchestra ha già effettuato diverse tournèes che l’hanno condotta su alcuni dei palcoscenici più prestigiosi del mondo, incide per la Naxos decine delle più significative composizioni di autori italiani dei secoli XIX e XX, e è coinvolta in numerosi progetti di solidarietà.

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