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La Grattachecca

Scritto da on mercoledì, 13 Luglio 2011No Comment

La gratachecca è una fresca bevanda consumata a quintali nelle giornate estive e non ha niente a che vedere con le classiche granite. Il nome probabilmente nasce per emulazione e si deve a una signora romana , di nome Checca, che deve aver trascorso una gran parte della sua vita a grattare i blocchi di ghiaccio per ricavare la soffice farina di neve, insaporita con succo di frutta, limone, amarene e sciroppi vari.

A Roma la bevanda ha seguito l’evoluzione dei tempi ed è stata condizionata dalle mode alimentari, il suo pregio sta proprio nella capacità di adeguarsi ai cambiamenti e di riuscire a esprimere sempre una risposta modulata sulle moderne esigenze. In origine i chioschi dei grattacheccari erano poco ampi e permettevano l’ingresso solo a una o due persone. Molti storici dell’alimentazione considerano questi locali come il passaggio intermedio tra i Thermopolium (antiche locande adibite alla mescita ed al consumo di pasti frugali) e i moderni bar. Per secoli infatti i chioschi hanno rappresentato l’unica divagazione consumistica perché facilmente accessibili a larghe fasce della popolazione: dai ragazzi agli adulti. Attorno ai locali delle gratta- checche è nata la cultura del gelato. In questi spazi prima veniva prodotta un’artigianale granita di limone, successivamente si è cominciato a lavorare il gelato.

A testimonianza del valore storico e monumentale dei chioschi sono stati imposti dei vincoli dalle Soprintendenze per cercare di proteggerli e tutelarli, soprattutto i più pittoreschi e suggestivi, divenuti nel tempo presidi del gusto locale. La grattachecca ancor oggi è considerata un cibo popolare, e non c’è romano che possa dire di non aver consumato almeno una volta nella vita questa delizia ghiacciata, e la maggior parte di loro continua a preferire quella classica, nonostante l’arricchimento di prodotti (frutta tritata all’interno) avvenuta negli ultimi anni. La versione più antica insaporita con sciroppo d’orzata, tamarindo o amarena è quella che più coglie i sapori dell’estate e si presta nelle calde serate a divenire la consolazione dell’arsura estiva.

di G.M. Ardito

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