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LA SERA ANDAVAMO LETTURE DI DIARI, BIOGRAFIE E LETTERE CON ACCOMPAGNAMENTO MUSICALE

Scritto da on mercoledì, 1 Settembre 2010No Comment

21 – 23 SETTEMBRE 2010 – Terrazza della Casa della Memoria e della Storia

In programma da martedì 21 a giovedì 23 settembre 2010 alle ore 20.30, presso la Terrazza della Casa della Memoria e della Storia, “LA SERA ANDAVAMO” tre serate di letture con l’accompagnamento musicale a cura del Circolo Gianni Bosio.

In questo secondo ciclo di letture dedicate ai diari, le biografie e gli epistolari l’attenzione è rivolta sia a un passato su cui la Casa della Memoria e della Storia torna frequentemente, cioè quello dei deportati e perseguitati dal nazismo e dalla dittatura fascista, con la particolarità però di agganciarsi al vissuto e al ricordo dei figli dei protagonisti, sia alla memoria più recente e quindi in certo senso più difficile degli anni 70-80, con una saggistica autobiografica o di reportage narrativo, che è una forma di scrittura molto originale.

L’iniziativa è a cura di Dipartimento Cultura – Servizio Programmazione e Gestione spazi culturali del Comune di Roma – in collaborazione con Aned, Fiap e Irsifar.

PROGRAMMA

MARTEDÌ 21 SETTEMBRE – ORE 20.30
“QUESTO È IL PAESE CHE NON AMO.
TRENT’ANNI NELL’ITALIA SENZA STILE”
ANTONIO PASCALE (Minimum Fax, 2010)

Presentazione a cura di ANED
Legge Massimiliano Vado
Accompagnamento musicale a cura di Sonia Maurer e Felice Zaccheo, mandolino e chitarra

In questo libro Antonio Pascale, una delle voci più amate e originali del panorama letterario di oggi, fa i conti una volta per tutte con il nostro paese. E scrive un saggio sull’Italia contemporanea a metà tra l’autobiografia sentimentale e l’inchiesta sul campo. Dall’arrivo dei primi senegalesi nella provincia campana alla nascita delle televisioni commerciali, dal caso Di Bella al caso Englaro, dalle passioni giovanili ai dubbi della paternità: Questo è il paese che non amo è un coinvolgente, implacabile dialogo con il lettore, chiamato a mettere in crisi le sue false certezze. A riconoscere il razzismo dietro l’interesse per gli immigrati, il voyeurismo dietro la curiosità per il male, la militanza ottusa dietro le nuove ideologie, il sopruso dietro l’amore. Con il suo argomentare piano e lucido, mai retorico o sentenzioso, Pascale ci mette davanti alle responsabilità che abbiamo rimandato per tutti questi anni: ammettere i nostri limiti, fare la fatica di crescere e provare a immaginare un’altra Italia.

MERCOLEDÌ 22 SETTEMBRE – ORE 20.30
“UN FILO TENACE. LETTERE E MEMORIE (1944-1969)”
WILLY JERVIS, LUCILLA JERVIS ROCHAT E GIORGIO AGOSTI (Bollati Boringhieri, 2008)

Presentazione a cura di FIAP
Leggono Gigi Palla e Gabriella Praticò
Accompagnamento musicale a cura di Franco Fosca, voce e chitarra

Una storia di intellettuali italiani che per una volta smettono i panni dell’auto-rappresentazione vittimistica facendosi essi stessi, lucidamente e consapevolmente, vittime dei loro carnefici. E’ una storia ambientata tra Torino, la Val Pellice e la Val Germanasca (le “valli dei valdesi”) e che si alimenta in un carteggio tra tre interlocutori: Willy Jervis (ingegnere della Olivetti, partigiano di Giustizia e Libertà), Lucilla Rochat (sua moglie da 11 anni e madre dei suoi 3 figli) e l’amico Giorgio Agosti (magistrato, commissario regionale di Giustizia e Libertà, che diverrà, dopo il 25 aprile 1945, per tre anni, questore di Torino). Willy Jervis fu arrestato l’11 marzo 1944, incarcerato, torturato, poi fucilato la sera del 5 agosto 1944. Una storia che lascia affiorare una profonda fede religiosa, un eroismo fatto di gesti sommessi e slanci contenuti, un amore e un’amicizia tanto profondi quanto discreti. Lo storico Giovanni De Luna, nell’introduzione, ricostruisce la vicenda collocandola nel contesto della guerra tra tedeschi, repubblichini e partigiani. Lo psichiatra Giovanni Jervis, figlio di Willy e Lucilla, nella postfazione, ricorda quel periodo visto con gli occhi di un ragazzino di undici anni.

GIOVEDÌ 23 SETTEMBRE – ORE 20.30
“SOPRAVVIVERE E VIVERE”
DENISE EPSTEIN (Adelphi, 2010)

Presentazione a cura di IRSIFAR
Legge Cinzia Villari
Accompagnamento musicale a cura di Sonia Maurer e Felice Zaccheo, mandolino e chitarra

Quando Irène Némirovsky viene arrestata, il 13 luglio 1942, la maggiore delle sue due figlie, Denise, ha tredici anni; la minore, Élisabeth, soltanto cinque. Tre mesi dopo anche il padre sarà deportato. Per le due bambine – vissute fino a quel giorno al riparo da ogni minaccia, da ogni bruttura, grazie alla barriera di amorosa felicità domestica che i genitori avevano costruito loro attorno – cominciano gli anni atroci della fuga. Braccate dalla polizia francese e dalla Gestapo, passano da un nascondiglio all’altro, spostandosi di notte. Alla Liberazione, Denise ed Élisabeth si recheranno, insieme a molti altri, alla Gare de l’Est, dove assisteranno sgomente all’arrivo dei treni che riportano a casa i sopravvissuti dei campi: ma da quei treni non vedranno scendere né l’uno né l’altro dei genitori. Di loro resta soltanto la valigia che Michel Epstein ha affidato alla figlia maggiore – quella valigia dentro la quale, molti anni dopo Denise troverà il manoscritto di “Suite française”, che ricopierà con straziata pietas filiale, per poi darlo alle stampe nel 2004.
In queste pagine, dense di emozione e non prive di punte polemiche, Denise ripercorre un’esistenza in cui le assenze hanno pesato più delle presenze, e la memoria (e la difesa della memoria stessa) ha svolto un ruolo determinante.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Info
Casa della Memoria e della Storia
Via San Francesco di Sales, 5, 00165 roma
Lun-sab: 9.00-19.00 Dom: chiuso
06-6876543 – 060608

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