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Nancy Brilli al Teatro Sistina con lo spettacolo Sette

Scritto da on giovedì, 3 Febbraio 2011No Comment

Nancy Brilli
in

Sette

da un’idea di Nancy Brilli e Claudio Pallottini

scritto da
Barbara Alberti
, Iaia Fiastri,Francesco Freyrie, Piergiorgio Paterlini,Carla Signoris, Franca Valeri, Paolo Villaggio
e da

Claudio Pallottini

con

Dosto&Yevski
e la Musicomix OrchestraScene di Francesco FassoneCostumi di Patrizia Pontesilli
Disegno Luci di Maurizio Fabretti
Disegno Suono di Maurizio CapitiniRegia
Marco Mattolini

Nancy Brilli torna a Teatro portando in scena 7 donne. Sette figure femminili, sette vite, sette esperienze, sette monologhi come i  sette peccati capitali.

Uno sguardo divertito e divertente sulla vita moderna, sui suoi vizi, sulle sue paure e sulle sue nevrosi, per uno spettacolo tutto inedito, costruito intorno a una delle attrici più brave e più amate dei nostri palcoscenici.

A disegnare le sette figure di donne, altrettanti autori che siamo sicuri sapranno sorprendere gli spettatori (in ordine alfabetico): Barbara Alberti (lussuria), Iaia Fiastri (accidia), Francesco Freyrie (gola), Piergiorgio Paterlini (invidia), Carla Signoris (superbia), Franca Valeri (ira), Paolo Villaggio (avarizia).

A Claudio Pallottini si deve il testo che “cuce” tutto lo spettacolo.

Accanto alla Brilli, sul palco, con la loro comicità assurda e stralunata, ci saranno i musicisti Dosto&Yevski e la Musicomix Orchestra.

Le scene sono firmate da Francesco Fassone, i costumi da Patrizia Pontesilli, il disegno luci da Maurizio Fabretti e il disegno suono da Maurizio Capitini.

La regia è di Marco Mattolini.

Uno spettacolo per far ridere e far riflettere gli spettatori.

Sette

Chi l’ha detto che leggerezza e superficialità siano sinonimi, che il divertimento vero debba per forza andare a braccetto con la volgarità, che per catturare  il pubblico sia necessario ricorrere alla banalità degli stereotipi televisivi?

Parte da qui la nostra scommessa, la nostra piccola sfida nel  mettere in scena uno spettacolo un po’ diverso dal solito, ma con tutte le caratteristiche adatte a coinvolgere il pubblico in una serata divertente, emozionante, attuale, ma anche di un certo spessore.

Possiamo contare su alcuni punti di forza. Intanto la protagonista, Nancy Brilli, attrice eclettica. donna intelligente e spiritosa a cui si deve l’idea dello spettacolo e che lo che lo ha fortemente voluto. Proprio mentre scrivo dopo una giornata di prove – e sono le una di notte – mi arriva  un suo sms che mi pare perfetto per definire il clima in cui stiamo  Dice “Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni. L’ho letto ora. E’ di Saramago. E “Sette” è un sogno bellissimo”.

Poi ci sono i sette grandi autori che sono stati chiamati a scrivere altrettanti pezzi teatrali dedicati ai vizi capitali: Barbara Alberti, Jaia Fiastri, Francesco Freyrie, Piergiorgio Paterlini, Carla Signoris, Franca Valeri, Paolo Villaggio, scrittori dei più diversi stili e poetiche , che ci hanno onorato della loro disponibilità.  A loro bisogna aggiungere Claudio Pallottini, che ha lavorato sulla storia che farà da cornice e sul coordinamento degli autori stessi.

Fondamentale si sta rivelando il contributo creativo e musicale di un duo di originali teatranti  e validissimi musicisti Dosto e Yevski, che hanno raccolto attorno a loro e sperimentato con successo in molte occasioni un ensemble di 20 elementi, la Musicomix Orchestra.

Infine un nucleo ideativo produttivo, molto coeso, con qualche “vecchia volpe” e giovani operatori e artisti “con un futuro dietro alle spalle”,  mette a disposizione del progetto il suo talento con grande entusiasmo. Mi piace citarli tutti da Gianmario Longoni (produttore) a Carlo Buttò (organizzatore), da Francesco Fassone (scenografo) a Patrizia Pontesilli (costumista), da Maurizio Fabretti (light designer) a Michela Crescentini (coreografa), ai miei collaboratori Elena Bono (aiuto regista) e Marco Puggini (assistente alla regia).

Grazie a questi punti di forza lo spettacolo sta crescendo di giorno in giorno, di prova in prova, rivoluzionando gli schemi originali, arricchendosi del contributo e degli stimoli reciproci  di tutti.

Cercheremo di fare tesoro dell’insieme di queste opportunità, valorizzando lo stile proprio di ogni scrittore, senza fare il verso ai modi interpretativi di chi di loro è anche valoroso e storico interpreti;  giocheremo spregiudicatamente con la  musica, evidenziando quanto sia inutile e limitante la divisione e la gerarchia dei suoi  generi; tireremo fuori dal cappello, con affettuosa ironia, i cari vecchi trucchi teatrali, fatti di semplici elementi scenici e ingenue, ma ingegnose trovate per i costumi.

Ricapitolando, per quelli che non possono fare a meno delle etichette, direi che non sarà  un one woman show, nè un recital. E  nemmeno – nonostante i molti autori coinvolti – un varietà culturale che fa sfoggio di tante visioni del mondo  femminile. Non si tratta di  una commedia nel senso tradizionale , anche se si riderà, ci si commuoverà e magari ci sarà anche da riflettere.  Non è un musical, anche se la presenza di questa originalissima e stravagante orchestra  – alla quale si unirà a tratti la nostra protagonista –  è tutt’altro che  gratuita e occasionale, anzi  è parte strutturale del racconto. Non è uno spettacolo di satira di costume, anche se non si risparmieranno certo le frecciate contro l’ipocrisia e i luoghi comuni, con cui si liquidano troppo spesso i cambiamenti epocali del ruolo della donna. Non è nemmeno una piece di teatro civile che lamenta i troppi ostacoli che la società frappone alla realizzazione e alla felicità della donna, anche se non mancheranno puntuali teatralissime e divertenti analisi sul tema.

E allora cos’è? Ma come? L’abbiamo già detto : è una sfida, contro la prevedibilità, la noia, il conformismo che troppo spesso dilaga sulla nostra scena. In una parola:  teatro.

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