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Da Hermes ai protagonisti del XX Secolo, la Sicilia svela il mito contemporaneo

Scritto da on lunedì, 14 Maggio 2012No Comment

La scultura di Gio’ Pomodoro a Taormina e Jiménez Deredia a Trapani,
la pittura di Gian Marco Montesano a Palermo e Pino Pinelli a Lipari trasformano la Sicilia in un grande atelier a cielo aperto.
Sculture monumentali in bronzo e marmo, vetroresine e grandi tele ad olio  ospitate in siti archeologici, teatri antichi, chiese, centri storici, piazze e musei.
La Rassegna d’arte fa parte del calendario de Il Circuito del Mito.
Info su www.ilmitocontemporaneo.it

Visitare la Sicilia attraverso la contemporaneità delle arti figurative di Giò Pomodoro e Jiménez Deredia, Gian Marco Montesano e Pino Pinelli. E’ un percorso sulle orme del Mito, piacevole e suggestivo, quello che Il Mito Contemporaneo, la Rassegna Internazionale di Scultura e Pittura promossa dall’Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana, ha costruito attorno alla storia e al fascino di alcune delle sue città più belle e famose: Taormina, Palermo, Lipari e Trapani/Segesta. La Rassegna Internazionale (Direzione Artistica a cura di Massimiliano Simoni), giunta alla seconda edizione, rientra nell’ambito del prestigioso cartellone de Il Circuito del Mito.

L’arte contemporanea trasforma la Sicilia in un grande atelier a cielo aperto. Siti archeologici, templi, teatri antichi, cattedrali, centri storici e spazi comuni sono i luoghi espositivi deputati. Filo conduttore: il Mito, le sue declinazioni diverse e più originali che accompagnano la storia (ed il percorso) dell’uomo, da Hermes ai grandi protagonisti del XX secolo, e lo sguardo contemporaneo di quattro artisti di fama internazionale che lo hanno continuamente rivisitato, rimodellato e plasmato.

Quattro eventi espositivi destinati a richiamare appassionati, cultori e turisti che da tutto il mondo arriveranno in Sicilia per scoprire, ammirare ed appassionarsi alle bellezze del nostro paese popolate da una varietà di opere che spaziano dalla scultura monumentale in marmo bianco e bronzo alla pittura figurativa, dalle resine plastiche alle grandi tele ad olio.

A Taormina, Gio’ Pomodoro (10 maggio / 8 luglio) esprime la sua rivisitazione acuta e moderna del Mito che è alla base della civiltà dei popoli del bacino del Mediterraneo, dal mondo ellenico alla Magna Grecia. Era da 25 anni, a seguito della mostra personale del 1987 tenutasi a Messina, nelle Sale del Palazzo dei Leoni, che il maestro della scultura astratta non tornava ad esporre in Sicilia. Dislocate nel cuore del centro turistico internazionale di Taormina tra il Teatro Greco Romano, l’ex cattedrale San Francesco di Paola, il Duomo, Corso Umberto, Piazza IX Aprile e Palazzo Corvaja, le sculture – alcune di grandi dimensioni – in marmo e in bronzo, affiancate da due grandi tele, ci accompagnano attraverso un ideale percorso di investigazione del Mito greco incentrato sulla figura diHermes, il Dio dei Ladri, partendo dalla rilettura dell’erma greca, uno dei tanti pilastri della ricerca artistica dello scultore marchigiano. Le opere si mescolano con la storia, con il tempo antico dei luoghi, proiettando nel presente il riflesso di un fecondo passato. La mostra taorminese regala al grande pubblico anche due sculture monumentali realizzate in vetroresina, restaurate per l’occasione. Le due sculture sono ospitate all’ingresso del Parco Archeologico di Naxos.

A Trapani, sul sentiero storico – simbolico che porta al Parco Archeologico di Segesta, uno tra i siti dell’antichità più belli nel panorama mondiale, lo scultore costaricano Jiménez Deredia (10 maggio / 8 luglio) presenta un ciclo di sculture e di opere monumentali in bronzo e marmo bianco. Una selezione di opere monumentali dell’artista latino americano è ospitata all’interno dell’Aeroporto Birgi “Vincenzo Florio” per la prima volta deputato a luogo espositivo del contemporaneo, il centro storico di Trapani con il Corso Vittorio Emanuele di fronte alla Chiesa del Collegio dei Gesuiti (accanto all’attuale Liceo Classico “Leonardo Ximenes”) e la Piazza del Mercato del Pesce. Una parte significativa delle sua produzione artistica è chiamata a sfidare l’Agorà del sito archeologico – la più grande del Mediterraneo -, il Teatro ed il Tempio Dorico di Segesta, luoghi di culto e di adorazione dall’intatto fascino, creando un ideale ponte di collegamento tra passato e contemporaneo. Deredia presenta per la prima volta al pubblico la sua opera Armonia realizzata in marmo bianco di Carrara ed ultimata per l’occasione.

A Palermo, Gian Marco Montesano (11 maggio / 8 luglio) racconta i Miti del XX secolo. Al Teatro Politeama Garibaldi di Palermo, Sala Gialla, il pittore torinese, caposcuola del medialismo, la corrente di revival pittorico, di matrice neo pop e fumettista, rivisita in chiave ironica e surreale, quasi grottesca, la storia ed il passato rileggendo, in modo personale, gli anni drammatici e cruciali della formazione dell’Europa fino al momento della sua crisi.
La Storia e le Storie che Gian Marco Montesano racconta fanno parte di un vero e proprio monumento al Novecento, la sua creatività attinge da foto, film, giornali e da quell’immensa rappresentazione mediatica che proprio le dittature – da Hitler a Stalin – hanno così bene saputo usare per fini propagandistici. Nei suoi quadri Montesano scandisce un percorso visivo esemplare. Una Storia nella Storia, un inno al Mito e alle discipline come lo sport che è rappresentazione dell’ideologia, ma anche un tributo alla gioventù dei protagonisti. Accanto ai Miti, esposte nell’accurata selezione palermitana anche immagini dolcissime di bambini, seducenti ritratti femminili, vasti paesaggi di gusto romantico, vedute urbane di genere cinematografico, che Montesano dipinge con quel suo inconfondibile stile post-realista. Tra le opere in mostra per Il Mito Contemporaneo, Lui serrò i pugni e rimase fedele di giorno e fedele di notte, Il coro degli angeli che cantano per lui, Storie del Bosco Viennese, Den fruehen Morgenstünden in Berlin, Credere, Obbedire, Danzare e la grande tela formata da 100 opere Padiglionitalia presentata in occasione della Biennale di Venezia.

A Lipari, la Chiesa di Santa Caterina è lo spazio scelto per raccontare quarant’anni di lavoro del pittore Pino Pinelli (1 giugno / 8 luglio). Una vera e propria antologica, una mostra omnia, dove i tre elementi cari all’artista, lo spazio, il colore e la pittura si fondono nel contesto del Mito. Pinelli è celebre, ed in questo è Maestro assoluto, per le sue pitture disseminate che ci portano fin dentro il suo mondo. Se il Mito è una narrazione sacrale relativa alle origini del mondo, il lavoro di Pinelli (lui nato etneo in via del Teatro greco a Catania) può essere definito un riavvicinamento a questo momento sorgivo del mondo, i cui protagonisti non sono Dei ed Eroi, ma la loro stessa azione diinterrogare il Cosmo e la Vita. Come un seme la pittura ha anche la funzione di portare alla luce qualcosa che nasce al buio, ancora inconoscibile, e renderla tattile, concreta. Le opere diventano metope, il rosso, il nero le cui superfici sono vellutate o ricoperte di cristalli di roccia pungente.
A fianco dei quattro eventi espositivi, Il Mito Contemporaneo propone un ciclo di seminari su “Arte, Mito e Turismo” in programma a Taormina a cui parteciperanno artisti, critici e giornalisti specializzati, storici, archeologi, galleristi, tour operators nazionali ed internazionali, ed un simposio discultura a Lipari dedicato ai giovani artisti siciliani.

Con la Rassegna Internazionale di Scultura e Pittura il Mito torna a vivere nei luoghi dell’Antichità Siciliana.

Per info, siti espositivi, orari ed ingressi vai su www.ilmitocontemporaneo.it

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