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Liberalizzazioni: niente provvedimenti per banche e assicurazioni

Scritto da on lunedì, 23 Gennaio 2012No Comment

Rimangono immutate le spese per i conti correnti, i mutui e le polizze: il pugno duro annunciato dal governo si intravede solo nella prima bozza del decreto. Nella versione definitiva, invece, filiali e agenzie assicurative continuano a dettar legge.

Banche: per avere il mutuo, ora c’è la possibilità di scegliere tra due offerte di polizza, uno dell’istituto di credito, l’altro di agenzie concorrenti.

Meno spese e più trasparenza nei servizi bancari. Questo l’obiettivo dichiarato dal governo Monti per i suoi interventi in campo creditizio. Due le novità annunciate ieri. La prima serve a promuovere l’uso della carta di credito al posto dei pagamenti in contanti. Il governo vuole arrivare a una riduzione delle commissioni a carico dei negozianti che offrono al cliente la possibilità di pagare con la cosiddetta moneta elettronica, cioè la carta di credito. La fissazione di queste commissioni è però affidata a un macchinoso processo di consultazione tra i vari attori in gioco: Associazione bancaria, associazione dei prestatori si sevizi di pagamento, Consorzio Bancomat. L’accordo va trovato entro giugno. In caso contrario può intervenire d’autorità il governo.

Nelle bozze precedenti del provvedimento era previsto che il governo avrebbe deciso le condizioni del conto corrente di base con l’obiettivo di semplificare al massimo la confusione delle diverse offerte degli istituti. Offerte spesso difficili da confrontare tra loro. Su questo punto sembrerebbe invece che l’esecutivo Monti si sia alla fine orientato a lasciare che sia un accordo tra banche,Bankitalia e Poste a stabilire il funzionamento del conto corrente di base. L’altra novità riguarda invece le polizze assicurative legate ai mutui. Le banche di solito obbligano il cliente a sottoscrivere una polizza vita al momento della stipula del mutuo. Per gli istituti è un business supplementare, perché la garanzia viene da una compagnia legata alla banca e il mutuatario non ha possibilità di scelta. La norma annunciata ieri obbliga invece le banche a presentare al cliente almeno due preventivi di due diverse compagnie. Facile prevedere che allo sportello si cercherà di favorire la polizza della compagnia del gruppo, magari mettendola a confronto con un’altra pescata con cura tra quelle meno convenienti sul mercato. Nel merito si era di recente espresso anche l’Antitrust con una raccomandazione che suggeriva al governo di non rendere obbligatorio l’abbinamento polizza-mutuo. Un provvedimento che sarebbe stato ben più penalizzante per le banche. Ma Monti ha scelto diversamente.

Assicurazioni: L’intervento veramente incisivo e favorevole ai consumatori sarebbe stata l’abolizione della figura dell’agente monomandatario, cioè quello legato una sola compagnia assicurativa di cui è obbligato a vendere i prodotti. Se sul mercato si affermasse la figura dei broker capaci di illustrare al cliente più soluzioni per le sue esigenze, gli oneri a carico dell’assicurato finirebbero per diminuire. Purtroppo le liberalizzazioni del governo Monti non prevedono nulla di tutto questo. La norma annunciata ieri, circoscritta al settore delle Rc auto, riguarda soltanto l’obbligo a carico dell’agente di informare il cliente “in modo corretto trasparente ed esaustivo” sulle condizioni contrattuali e di prezzo proposte da almeno tre altre compagnie.
A dire il vero non si vede come e perché un venditore legato a un ben preciso gruppo assicurativo dovrebbe fare pubblicità alle polizze di un’azienda concorrente. Senza contare che il confronto tra proposte alternative può essere autonomamente fatto via internet dal cliente stesso. Insomma, anche in questo caso, la norma appare troppo prudente e finisce per tutelare le aziende assicurative e le migliaia di agenti che già operano sul mercato piuttosto che i consumatori.

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