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“La Regione che verrà”, contraddittorio. Il Consigliere regionale Luigi Celori, rappresentante del Pdl Vs il Consigliere regionale Giovanni Carapella esponente del Partito Democratico.

Scritto da on lunedì, 22 20 Febbraio10No Comment

Giovanni Carapella“La regione che verrà” si dovranno affrontare diversi temi, fra cui quello legato all’emergenza casa, che cosa è stato fatto a questo proposito? E cosa intende fare la Regione?
On. Celori

Luigi CeloriIl Piano Casa prevede una serie di misure volte a favorire lo sviluppo della green economy e della bioedilizia, tematiche delle quali mi sono occupato personalmente, e che successivamente sono state ricomprese all’interno della nuova normativa.Riguardo l’attuazione della legge regionale abbiamo deciso di astenerci, così che vista l’urgenza di varare provvedimenti in materia, abbiamo tacitamente reso possibile la loro attuazione. Tuttavia non abbiamo potuto dare il nostro consenso, poiché riteniamo che il Piano Casa risolva in modo parziale la questione. In merito alle regole di ampliamento degli stabili esistenti, un premio di cubatura del 30-40% risponde alle esigenze di un numero limitato di cittadini, permette un ampliamento limitato, noi vorremmo apportare delle modifiche, come l’ampliamento dei premi di cubatura.
On. Carapella
Diverse sono state le iniziative della regione in merito alla problematica casa in questi cinque anni; prima fra tutte il “Piano Casa”, nato dalla volontà del governo centrale, la regione Lazio ha permesso che diventasse uno strumento utile per le famiglie che necessitavano di un ampliamento della loro abitazione. Certo questo provvedimento ha i suoi limiti, non può coinvolgere, ad esempio, i centri storici o l’agro romano, non risolve il problema di chi una casa non ce l’ha, ma sicuramente porta ad un incremento nel lavoro degli artigiani, delle piccole imprese a cui si rivolgono tutti coloro i quali hanno necessità di applicare tale provvedimento. Sempre in tema di casa è stata ripresa e implementata una legge, il cui primo firmatario nel 2005 fu proprio il mio collega Celori, sulla bio-edilizia, le modifiche sono state approvate in consiglio il 4 dicembre 2009 per favorire una green economy nella Regione Lazio.

In una città come Roma ci sono più di 200 mila appartamenti sfitti, ma a prezzi astronomici, quindi sono inaccessibili alla maggioranza delle persone. Secondo voi il federalismo fiscale potrebbe essere per le regioni una leva di controllo su i “poteri forti”?
On. Carapella.

Noi abbiamo bisogno di meno “Bertolaso spa”, meno lobby e una maggior attenzione e cura per le famiglie, per la provincia. Come ho già detto il Piano Casa, applicato, ha permesso una rivitalizzazione delle medie e piccole imprese, soprattutto per quanto riguarda l’interland romano.
Proprio in questi giorni, inoltre, è stato approvato un ulteriore stanziamento di fondi, che permetterà di portare avanti tutti i progetti presentati nel bando del 2004, che durante la giunta Storace sono rimasti stagnanti, per l’edilizia pubblica agevolata; progetti presentati da cooperative e imprese, che prevedono la possibilità di riscattare l’affitto pagato ( dopo, 8 , 15 o 25 anni, a seconda della tipologia di contratto), e cooperative delle forze dell’ordine e dei militari.
Il centro destra, in particolare il sindaco Alemanno, ha detto che avrebbe messo a disposizione case a 100 mila euro, io non le ho visto; c’è la necessità di risposte concrete, come la possibilità di riscattare l’affitto.

On. Celori
Tra le priorità il governo dovrà inserire una serie di provvedimenti in grado di sostenere la popolazione. I disoccupati sono moltissimi, ma intervenire unicamente con procedure di tipo assistenzialista, come gli ammortizzatori sociali non elimina la radice del problema, sarebbe come dare del pesce anziché fornire una canna da pesca. E’ necessario rivitalizzare la piccola e media impresa. Attualmente le aziende sono più impegnate a difendersi che ad espandersi, a causa di un sistema troppo burocratizzato. Bisogna consentire l’accesso al credito, istituire fondi di garanzia, a bassi tassi d’interesse. E’ importante rivitalizzare i comparti per rimettere in moto l’economia. In merito all’emergenza abitativa, l’amministrazione comunale ha effettuato una variante urbanistica, consentendo di trasformare a vocazione residenziale il Distretto Industriale di Santa Palomba. Nonostante le critiche effettuate all’amministrazione comunale, l’atteggiamento della giunta Veltroni, non fu affatto efficace, le aree di costruzione edilizia economica e popolare non vennero varate.

Tornando al discorso delle 200 mila case sfitte, la Regione non potrebbe acquistarle? Tanto i proprietari sono sempre gli stessi! Ed una volta acquistate darle in equo canone ai giovani?
On. Celori

Innanzi tutto sarebbe necessario ripristinare la certezza del diritto, altrimenti è naturale che i proprietari siano portati a preferire che gli appartamenti rimangano sfitti. Visto l’attuale stato delle cose non si sa mai quando è possibile rientrare in possesso di un immobile. Paradossalmente è più semplice separarsi da una dipendente a tempo indeterminato. I proprietari devono innanzi tutto avere la certezza che scaduto il periodo di affitto possano rientrare in possesso del loro appartamento. Con questo non voglio certamente dire che anche l’inquilino non debba essere tutelato, da parte sua deve avere la certezza di ritrovare la casa. Si potrebbe effettuare un intervento anche a livello tributario, magari giocare su diversi livelli, per esempio si potrebbe prevedere la possibilità di scaricarsi l’affitto dalle tasse.
On. Carapella
Ci sono case senza gente e gente senza casa purtroppo, ma né la regione, né i comuni possono intervenire in questo specifico caso, bisognerebbe fare una legge nazionale. I proprietari non affittano, non vendono, aspettano con ogni probabilità che il mercato cresca. Si potrebbe al limite intervenire sulla tassazione, aumentarla nei casi di appartamenti sfitti. Inoltre bisognerebbe creare una regolamentazione sull’argomento più puntuale, sia per quanto riguarda gli affitti in nero, che non ci permettono di avere un quadro reale della situazione, che per quanto riguarda il costo degli stessi, in periferia gli affitti partono dalle 900 euro al mese in su, è inaccettabile.

Tutti dicono che la crisi è superata, ma il Prodotto Interno Lordo è negativo. Qual è la ricetta per creare posti di lavoro soprattutto ora che le grandi aziende se ne sono andate?
On. Carapella.

La crisi non è superata, anche se psicologicamente non è sbagliato la volontà di avere un atteggiamento positivo a livello nazionale, tuttavia se ti scontri con la realtà ti rendi conto che la situazione non è facile; basta pensare ai 7000 cassa integrati di Fiumicino, che hanno risentito e patito la crisi di Alitalia, questo mese hanno percepito 30 euro come stipendio a causa del conguaglio. Noi interveniamo con la cassa integrazione, ma è ovvio che questo non può bastare.
Noi siamo contro al nucleare, abbiamo investito e vogliamo investire sulla green economy e sull’ambiente per rilanciare l’economia e soprattutto vogliamo e dobbiamo convincere le banche ad attuare differenti politiche per quanto riguarda il credito, noi abbiamo creato un microcredito di 20 mila euro, ma non basta. O creiamo ricchezza o rimaniamo stagnanti.
On. Celori
L’unico modo per aiutare le imprese, è sburocratizzare e agevolare l’accesso al credito. Ma sono necessari interventi di tipo infrastrutturale, che consentano dei costi di trasporto inferiori. Questi interventi non sono stati attuati ed il problema risiede nella eccessiva eterogeneità della maggioranza, composta di frange radicali dove prevale la politica del no. Il blocco della rete infrastrutturale deriva proprio da questo, ne è un esempio il corridoio tirrenico.

Altro settore importante per la nostra economia è quello turistico, sarebbe per esempio auspicabile aumentare i giorni di permanenza nel nostro territorio. Qual è la vostra posizione al riguardo?
On. Celori

Prima di rispondere, volevo allacciarmi a quanto detto da Carapella sulla situazione di Fiumicino, affidata a 16 operatori esperti di finanza e di speculazioni, senza alcuna esperienza nel campo, che cederanno l’azienda dopo averci speculato sopra. Riguardo il turismo, per ottenere un incremento della permanenza nel nostro territorio è necessario creare delle infrastrutture di collegamento che permettano facilmente di raggiungere le diverse mete, è necessario che il patrimonio turistico venga messo a rete. Attualmente i turisti rimangono in media due giorni, ma li potremmo tenere qui per una settimana. A Castel Romano è in costruzione un importante parco divertimenti, grande attrattore turistico. Si chiamerà Cine-città World, se non si interviene al più presto sul corridoio tirrenico, non lo sfrutteremo mai adeguatamente.
On. Carapella
Noi abbiamo bisogno di ampliare il discorso turismo a tutta la regione Lazio, non solo a Roma, la nostra regione ha dei siti di rilevanza storico- archeologici unici, non dimentichiamoci che il Lazio è terra di Etruschi.
Tuttavia, proprio sull’immagine della nostra regione e soprattutto di Roma all’estero, ma anche nel resto di Italia, in questi tempi, a mio avviso, si è voluto drammatizzare troppo sul tema della sicurezza urbana, senza oltretutto risolvere il problema; da quando c’è Alemanno Roma sembra una città più triste.
Ma tornando alla valorizzazione del territorio, così da favorire il turismo, dobbiamo migliorare i collegamenti, riprendere in mano l’idea del corridoio tirrenico per favorire gli spostamenti, rinforzando però anche le linea ferroviaria periferica, senza considerare che, come diceva l’onorevole Celori, si è partiti con la costruzione di un centro divertimenti tematico sull’antica Roma, vicino a Castel Romano, se non si potenziano le strade il traffico diventerà insostenibile.

Nucleare si o no?
On. Carapella.

Assolutamente contrario in tutta Italia.
On. Celori
In termini generali sono d’accordo con Obama, con le centrali nucleari si produce energia pulita a basso costo. Non credo che nel Lazio abbiamo l’esigenza di istituire centrali nucleari, visto che c’è un surplus di energia. Più urgente è la possibilità di trovare una soluzione alla questione dei rifiuti.

Hanno ipotizzato di mettere le eventuali scorie in maremma e nell’alto Lazio cosa ne pensate?
On. Celori

Sono assolutamente contrario.
On. Carapella.
A mio avviso non si faranno le centrali, arriveremo ad un nuovo referendum abrogativo.

Non avete raggiunto l’accordo con l’Udc perché non gli avete dato l’Acea?
On. Carapella.

Penso di si , non volevamo appoggiare nulla.

L’Udc è favorevole alla privatizzazione dell’Acea, la vostra posizione?
On. Celori

Per quanto mi riguarda sono assolutamente contrario alla privatizzazione dell’acqua, che è un bene pubblico e tale deve rimanere, anche se cedere un piccola percentuale ai privati potrebbe rendere maggiormente efficiente il servizio.

Favorevole alla candidatura della Bonino?
On. Carapella.

Molto favorevole, la Bonino è una donna coraggiosa, competente e soprattutto coerente.

Favorevole alla candidatura della Polverini? E come vede la scelta di Velardi, ex uomo di D’Alema per curare la campagna elettorale?
On. Celori
Siamo contenti della sua candidatura, l’abbiamo scelta e non subita. E’ una donna che viene dal sindacato, e conosce le esigenze dei lavoratori.
Velardi è un professionista ed è stato scelto dalla candidata proprio per questo, non ci vedo niente di male.

Prostituzione, favorevoli o contrari all’istituzione di “Case chiuse”?
On. Celori

La prostituzione esiste da sempre, per questo non si deve fare come lo struzzo che mette la testa sotto la sabbia. Però il fenomeno viene incrementato dall’immigrazione clandestina, anche per questo è importante ridurla.
On. Carapella.
É un tema molto delicato, ma ciò che più mi preme è il problema della tratta di queste donne, quello su cui dobbiamo intervenire. La regione deve fare delle politiche sociali volte al recupero di queste.

Se lei non fosse un candidato, voterebbe l’on. Celori?
On. Carapella.

Non lo voterei perché scegliamo calendari differenti.

Se lei non fosse candidato voterebbe l’on. Carapella?
On. Celori

Non lo voterei, ma non tanto perché sono contrario alle sue idee, quanto perché avrebbe a fianco persone che non lo lascerebbero lavorare.

Voterebbe per Celori?
On. Celori

Si per il mio impegno di questi anni in regione. Votate per me se condividete le mie idee, il mio percorso e le mie azioni politiche.

Voterebbe per Carapella?
On. Carapella.

Se penso alla “sua” qualità della vita direi di no, se penso ai suoi programmi e alle sue idee si.

E’ possibile visionare il video dell’intervista al seguente link: Italialivetube

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