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“La regione che verrà”, intervista al consigliere regionale del Lazio Enzo Foschi.

Scritto da on giovedì, 25 20 Febbraio10No Comment

Numerosi sono i cartelloni pubblicitari di questa campagna pubblicitaria, senza parlare degli slogan uno diverso dall’altro, alcuni decisamente  caratteristici, lei invece ha deciso di puntare sui cittadini per la sua campagna, come mai?

Le campagne elettorali sono tutte uguali, io ho deciso di fare una campagna senza trucco, con un tipo di comunicazione particolare, sobria che coinvolga il cittadino, che gli permetta di esprimere  la sua opinione.

Una legislazione complicata e difficile,  quella per il centro sinistra in questi cinque anni di mandato, partita con un debito enorme lasciato dalla precedente legislazione. Quanto ha influito questo “buco” sul vostro mandato?

All’inizio pensavamo si trattasse di una pioggerellina, poi,  dopo che i nostri tecnici hanno approfondito l’argomento, ci siamo trovati davanti ad un diluvio, 10 miliardi di debiti. La conseguenza è stata la necessità di pilotare determinate scelte per evitare il rischio di bancarotta; inoltre la Regione aspetta 4 miliardi di euro, le tasse dei nostri contribuenti, da parte del governo centrale, che fa leva su questo per imporre determinate scelte, ma la regione non ci sta.

Oltre a tutto questo, avete dovuto fare i conti anche con la crisi che investe tutto il paese?

Assolutamente si, il governo centrale, in particolare Tremonti, hanno negato questa crisi, solo l’anno scorso hanno, infatti,  votato una finanziaria a dir poco “scialacquona” . Abbiamo varato diversi provvedimenti per aiutare la gente in questo particolare momento, primo fra tutti allargare la cassa integrazione a quelle categorie escluse dalla legge nazionale,  così da creare degli ammortizzatori sociali. Altri interventi molto importanti sono stati; quello relativo ad Alitalia per evitare la liquidazione delle varie professionalità coinvolte, e il reddito minimo garantito, che è stato un primo segnale della politica del welfare.

Prima di parlare della prossima legislatura volevo chiederle,  secondo lei, oggi che regione lasciate?

Mi auguro che saremo sempre noi a gestirla, speriamo nella Bonino, in ogni caso, lasciamo una regione che non ha più un debito strutturato, grazie, come ho già detto, ai contributi versati dai cittadini,una regione che con i conti è a posto e che mi auguro segua una programmazione ben definita, che abbia delle priorità e le rispetti.

La crisi non è superata, dicono che il 2010 sarà l’anno più difficile, a peggiorare le cose, le istituzioni pubbliche non rispettano i tempi delle liquidazioni, per questo motivo nel 2009 molte aziende hanno chiuso, cosa bisognerebbe fare per rendere più  puntuali questi pagamenti?

Proprio a tale proposito, noi come Regione, abbiamo fatto un accordo con i nostri fornitori nel quale abbiamo messo come scadenza di un pagamento al massimo 180 giorni, tuttavia se lo stato non ci liquida quanto ci deve, come ho già detto, la situazione si fa molto complicata. Un ‘altra risorsa saranno sicuramente i fondi sociali europei e se dovesse vincere la Bonino, che, come sappiamo è stata un bravissimo commissario europeo, la loro gestione sarebbe sicuramente più facilitata.

“La regione che verrà” , il federalismo fiscale ci darà sicuramente una maggiore autonomia, ma questo comporterà un aumento delle tasse o non ce ne sarà bisogno?

Purtroppo le tasse nella regione Lazio sono già aumentate, a causa della necessità di rientrare del “buco” della precedente legislazione. Bisogna inoltre ricordare come  in certi ambiti, la sanità ad esempio, questo esista già; sicuramente una maggiore autonomia rispetto al governo centrale ci permetterà di programmare in maniera libera le nostre scelte di intervento, potenziando ad esempio i settori della formazione, dell’urbanistica o della cultura.

Nel Lazio ci sono moltissime medie e piccole imprese, se vincesse il centro sinistra, come pensa di sostenerle? Si pensa di più al lavoro dipendente e meno alle ditte che lo forniscono.

Noi stiamo già intervenendo per sostenerle, coinvolgendo, ad esempio, le banche regionali, ma lo stato sembra voler boicottare i nostri sforzi. Basta pensare alla volontà del governo centrale di spostare in Lombardia, principalmente a Milano, tutta quella realtà che gravitano intorno al mondo dell’audiovisivo; storicamente il Lazio è legato al mondo del cinema, perché spostare queste attività, oltretutto per portarle in una regione che ha una storia economica molto diversa.

Rimando su questo tema, sembra che il centro destra abbia la tendenza a svuotare il centro sud di tutte le attività produttive e a noi queste cose non vengono comunicate, lei cosa ne pensa?

Il Presidente del Consiglio gestisce la comunicazione, sia nel pubblico che nel privato, ne consegue che diventa difficile informare le persone su tutto quello che accade. Noi dovremmo raccontare di più, questo è sicuramente vero, ma la gente se ne accorge, lo vive sulla su pelle.

Centro sinistra si è trovata la Bonino come capolista, lei cosa ne pensa?

Non ho nessun problema ad appoggiare la Bonino, non è stata imposta, si è proposta, le questioni di partito sono più una questione di dialettica che altro. La Bonino è una donna straordinaria, trasparente, coerente, anche la sua campagna elettorale è particolare, il suo programma si discosta dal governo centrale, è più libera rispetto alla Polverini, che è legata ai poteri forti, dietro di lei c’è tutto il gruppo Storace. Per concludere vorrei ricordare ancora una volta l’ottimo lavoro svolto da lei sia come commissario europeo che come ministro.

Quali sono le sue linee programmatiche?

Noi abbiamo bisogno di una politica più libera di testa, che ascolti di più i bisogni dei cittadini, il governo centrale blocca molto il sistema, bisogna fare una battaglia contro gli sprechi, contro l’opportunismo, contro i poteri forti.

Facciamo un po’ di domande veloci; Nucleare si o no?

No.

Privatizzazione Acea, per avere l’appoggio di  Casini?

Contrario alla privatizzazione dell’acqua e sinceramente non mi interessa dove va Casini.

Malagrotta, chiuderla o no ?

Chiuderla e magari creare termovalizzatori.

Corridoio tirrenico?

Favorevole.

Com’è il candidato Foschi?

Non si può chiedere all’oste com’è il suo vino.

I privati nello sport?

Si, purché gli sport vengano fatti in sicurezza.

Reddito minimo garantito a tutti?

Si con un controllo e, soprattutto, puntare sui corsi di formazione per permettere di riqualificarsi.

Secondo lei il Pd deve fare autocritica?

Si, ma ci pensiamo dopo le elezioni, magari durante il congresso romano, dove faremo una seria autocritica che, spero, ci porterà ad una maggiore coerenza con i valori che proponiamo.

Binetti vi appoggia ancora? E Rutelli?

Sinceramente non so come facesse la Binetti a far coincidere le sue idee con le nostre, per quanto riguarda Rutelli non capisco come un partito, in questo caso l’Api, possa schierarsi sia con il centro sinistra che con il centro destra, in politica bisogna anche saper perdere.

Udc a livello nazionale appoggia il centro destra, ma in alcune regioni appoggia il centro sinistra.

A mio avviso bisognerebbe abolire il trasformismo politico,nella mia Italia ideale l’opportunismo andrebbe abolito, la coerenza millantata da Casini nei suoi slogan non esiste, Udc vuole stare attaccato al potere.

Se l’Udc fa così, secondo lei il voto regionale sarà un’ incognita?

Il voto è un’incognita sempre, molto importanti sono le ultime settimane della campagna elettorale, io spero di riuscire a dare delle garanzie così da essere votato.

Perché votare per Enzo Foschi?

Perché prova a essere una persona seria, che è quello che dice di essere, senza inganni, onesta, coerente, che ha passione e ideali.

E’ possibile vedere l’intervista sul link: Italialivetube

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