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“La regione che verrà” intervista all’onorevole Luigi Canali, presidente della commissione Sanità della Regione Lazio.

Scritto da on giovedì, 25 Febbraio 2010No Comment

Onorevole cominciamo l’intervista parlando di un tema a lei caro, la sanità nel Lazio.

Per prima cosa vorrei ribadire come siamo riusciti ad azzerare il debito  contratto dalla precedente amministrazione, grazie ad un’operazione di trasparenza, all’approvazione dei bilanci, alla razionalizzazione dei servizi e, purtroppo, all’aumento della pressione fiscale sui cittadini e sulle imprese. Un altro aspetto di primaria importanza sono, senza dubbio, le grandi professionalità sulle quali si può contare in questo settore, che, nonostante la crisi che ha investito il paese, hanno portato il sistema sanitario del Lazio fra i primi in Italia,grazie all’alto livello di efficienza.

A  cosa o chi si può attribuire il deficit della sanità?

“Attribuire la colpa del deficit ad una persona, o ad un gruppo di persone, farebbe sicuramente presa sulle persone, ma in realtà è il sistema stesso che crea il deficit. Purtroppo la legge di quasi sedici anni, che prevedeva per le strutture private il passaggio dalla convenzione all’accreditamento, non è stata mai attuata, e questo ha contributo al deficit, bloccando quel processo che avrebbe favorito una vera concorrenza nelle prestazioni fra pubblico e privato a tutto vantaggio del cittadino utente.  A gennaio, inoltre è stato approvato il Piano Sanitario regionale, che la futura legislazione dovrà rendere operativo. Dovrà essere fatta un’operazione di informazione e trasparenza”.

Cosa si potrebbe fare per migliorare l’informazione e far diminuire le lunghe liste di attesa?

Prima di tutto è importante che il servizio informazione funzioni  veramente, siamo stati i primi a chiedere e pubblicare i risultati delle prestazioni delle varie strutture, questo aiuta soprattutto i pazienti nel momento in cui devono scegliere dove andare. Il cittadino diventa protagonista se viene informato. Per quanto riguarda le lunghe liste di attesa, sarebbe opportuno poter valutare prima se effettivamente determinati tipi di accertamenti sono  necessari o se è il mercato che spinge verso determinate richieste; senza considerare che queste, a volte, possono essere pericolose per la salute stessa del paziente. Per farvi un esempio; avevamo delle liste di attesa molto lunghe per fare una tac, è stato aumentato di conseguenza il numero di macchinari per  farla, il risultato è stato che la lista di attesa si è allungata ancora di più.  Dobbiamo anche dire che tanti erogatori di prestazione dovrebbero essere tagliati, o quanto meno dovrebbero autofinanziarsi.

Forse bisognerebbe tornare al medico di famiglia?

Noi dobbiamo recuperare la figura del medico di famiglia, il mio programma punta a far diventare il territorio il primo filtro.

Cresce il numero di persone che ricorre alla medicina alternativa, secondo lei andrebbe fatta una regolamentazione a tal proposito?

Certo la medicina alternativa, se non controllata, può anche essere nociva; bisogna regolamentarla, ma non come per gli istituti di bellezza o le erboristerie. Nella prossima amministrazione si deve e si può fare, anche per evitare di creare false aspettative nei pazienti; questo sarà un altro impegno per la regione.

Vorrei parlare della situazione del precariato nella sanità, lei cosa ne pensa?

Il precariato va debellato, tanto più che danneggia la produzione perché  non crea fidelizzazione; penso ai giovani, a quanti ne abbiamo delusi, alle bugie che sono state dette su questo argomento, senza lavoro non c’è futuro, non c’è speranza; anche se una speranza mal riposta è peggio che non averne. I giovani sono costretti a stare a casa con i genitori, non riescono a crearsi una loro autonomia. La medicina, che ha creato una possibilità di vita molto più lunga, e le nuove tecnologie hanno abbattuto il numero di lavoratori, senza però creare nuovi posti di lavoro. Bisognerebbe creare un dialogo più diretto tra imprese ed università, io, ad esempio, sono stato il primo ad occuparmi di apprendistato, lo abbiamo regolamentato, così da favorire il lavoro per i giovani e permettere alle imprese di ampliarsi.   La politica non è una cosa mostruosa, bisognerebbe solo avere il senso del buon padre di famiglia.

E’ possibile vedere l’intervista sul seguente link : Italialivetube

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