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“La regione che verrà” intervista all’onorevole Tonino D’Annibale.

Scritto da on giovedì, 4 Marzo 2010No Comment

Prima di cominciare a parlare di programmi, secondo lei, le elezioni, visto i recenti problemi, verranno bloccate?

No, non c’è un impedimento così grande da dover arrivare a questo, il Pdl non ha presentato in tempo la sua lista, è un problema di chi doveva provvedere; i cittadini avranno ugualmente la possibilità di scegliere, da una parte la Bonino, con i suoi sostenitori, tra cui io, e dall’altra la Polverini, con le sue liste, fatto salvo il Pdl. Oltretutto è opportuno evidenziare, come questo episodio, non sia da imputare ad un banale disguido per un “panino”, ma come sia indice di problematiche interne al partito. Probabilmente non sono riusciti a trovare un accordo, hanno fatto dei cambi all’ultimo minuti e il risultato è questo.

Anche il ricorso che hanno fatto, io sono perfettamente d’accordo con il giudizio di primo grado, che sostiene che non c’è il nodo del contendere, la lista non è stata presentata, non è una questione di firme non riconosciute, non c’è nulla su cui discutere.

E di un eventuale intervento del governo con un decreto legge a questo proposito?

Sarebbe un colpo di stato.

Ma si può riammettere la lista del partito delle libertà a questo punto?

No, sarebbe fuori legge. L’appello al Presidente della Repubblica è un appello sconsiderato, lui opera all’interno della legalità.

Ma se facendo ricorso venissero riammessi, che cosa verrebbe riammesso?

Nulla, appunto; sarebbe opportuno che il gruppo dirigente del partito, che vorrebbe governare la regione Lazio, prendesse atto della sua incapacità e che gli elettori del centro destra chiedessero, a gran voce, che questi abbandonassero il campo. Vorrei ricordare due episodi: uno avvenuto durante le elezioni a Monte Porzio, dove per un errore simile, fatto dal centro sinistra, vinse l’unico altro candidato; stessa cosa anni fa, per un’elezione suppletiva del senato nel collegio di Frascati, dove vinse Zanda del centro sinistra, rimasto l’unico candidato. In quei casi non fu fatto niente, nonostante non vi fosse più la possibilità di votare un’alternativa, in questo invece, la possibilità rimane, la Polverini c’è e può essere votata.

Ma se per assurdo venisse riammessa, secondo lei la Bonino accetterebbe di concorrere ancora ?

La Bonino chiede come noi il rispetto delle regole, vediamo i giudici cosa faranno.

Cambiamo discorso, il 22 dicembre l’Udc era con voi, cosa gli avevate promesso, l’Acea?

No, non scherziamo abbiamo ragionato con l’Udc, lui ha fatto una scelta nel Lazio, ha deciso di schierarsi con il centro destra e a lui che bisognerebbe chiedere perché; anche se, ad Albano per le comunali, ad esempio, è con il centro sinistra, diciamo che nel Lazio ha un po’ forzato la mano.

Casini dice che questa è una loro strategia per far cadere il bipolarismo, allearsi con i due poli, così da creare la contraddizione fra questi e far nascere una nuova forza di centro.

Casini ha già fallito, il bipolarismo è un dato di fatto, sicuramente da consolidare e rafforzare, non certo da distruggere, c’è bisogno di governabilità.

È vero che con la candidatura della Bonino voi avete perso, la Binetti, Rutelli e molti altri sono in procinto di andarsene ?

Non so se sia vero che molti vogliono andare via dal Pd, per quanto riguarda Rutelli la sua è stata più una motivazione politica legata a sue aspirazioni personali, che alla scelta del candidato. La Binetti è un’altra questione, il nostro è un partito che vive di pluralismi, che lascia spazio a tutti, e lei, all’interno di questo, non ritrovava il valore etico del cattolicesimo che avrebbe voluto; ha deciso di andarsene, ma non ha trovato la spinta etica per lasciare il seggio, ottenuto proprio grazie alla pluralità di elettori del nostro partito.

Nucleare?

No, perché è antistorico. Bisogna puntare sulla ricerca di nuove fonti di energia, a basso costo, così incentivare anche le aziende a non lasciare il territorio.

Nuova legge elettorale per la regione Lazio?

Dopo le elezioni, sì, per permettere una rigenerazione della classe politica sia in consiglio regionale, che in parlamento, ci sono sempre meno donne e sempre meno giovani.

Privatizzazione Acea?

No, l’acqua è un diritto inalienabile.

Sostegno alle MPI?

Certo, e deve essere forte.

Reddito minimo garantito?

Si, ma legato ad una serie di iniziative volte, soprattutto per i giovani, a rimanere attivi nel mondo del lavoro.

Aumento tasse per risanare la sanità?

No, non serve, basterebbe che Berlusconi ridesse i 4 miliardi di euro che deve alla regione Lazio.

Turismo come risorsa fondamentale per creare posti di lavoro nella regione?

Turismo, ambiente, recupero dei centri storici, sono un volano straordinario, anche per creare posti di lavoro.

Come risolvere il problema di Malagrotta?

Serve, i rifiuti li produciamo e li dobbiamo smaltire. La raccolta differenziata è molto importante, bisogna investire su questa, oggi siamo ancora troppo indietro, smetterla di costruire temovalorizzatori e puntare maggiormente sul riciclo che è il futuro.

Federalismo, in particolare il federalismo fiscale, è un’opportunità o un problema per la Regione?

Il federalismo è una grande opportunità, ma deve essere gestito con accortezza; per esempio, il tema della sanità deve essere nazionale, lo dico perché ci sono regioni che rischiano il collasso per il problema sanitario, basti pensare al Lazio che, come dicevo prima, aspetta i soldi dal governo centrale, senza questi langue, poiché gli 11 miliardi, che ha scippato la giunta Storace, da “buco” si sono trasformati in un debito che grava sulle spalle di tutti, e a questo va sommato il debito strutturale, che ammonta a 2 miliardi.

Lei voterà la candidata Bonino?

Certo, Emma Bonino ha una grande capacità di governo, lo ha dimostrato sia come Ministro che come Commissario Europeo.

Lei voterebbe D’Annibale?

Sì, perché D’Annibale è quel militante che si è messo disposizione dei cittadini. Noi lavorando in squadra siamo riusciti a salvare alcune attività produttive, come le Sorgenti Appia, che hanno sviluppato un piano produttivo nuovo, quando in realtà si pensava dovessero chiudere, e sono passate da essere proprietà di Ciarrapico a essere date ad una cooperativa di lavoratori,come l’ ex Celestica e la Lazio Service.

E’ possibile visualizzare il video dell’intervista sul link: Italialivetube

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