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Areamag, si salvi chi può!!!

Scritto da on venerdì, 12 Novembre 2010No Comment

My generation, la rubrica musicale curata da “epikronos eventi” e prodotta da Roma Live Festival, parte alla grande, presentando ai lettori di RomaLive il progetto “Areamag”.

Gli Areamag sono una realtà indipendente ormai affermata a Roma e in tutta Italia a seguito dei loro concerti nei più importanti locali romani (The Place, Cube, Alpheus, Locanda Atlantide, etc….).

Il loro stile è unico nel loro genere e questo è ciò che piace ai loro numerosi fan. Non possiamo definirli un gruppo rock e nemmeno un gruppo pop cantautoriale, le loro note ricordano i deliri lirici di Syd Barrett misti allo stile ironico graffiante e giocoso di Vinicio Capossela.

Chiedo aiuto a Gabriele Ortenzi. Cantante, front-man e autore del gruppo.

So che è brutto etichettare una espressione musicale, incasellandola in un genere, ma come definiresti la vostra musica?

– Il problema è che in genere le definizioni servono più alla critica che non all’artista. Non mi definisco “portatore sano di genere musicale”. Io scrivo un testo, ci gioco, lo arrangio e cerco di veicolarlo nel modo che sento più mio.

– I testi delle tue canzoni anche per chi li ascolta per la prima volta, lasciano un senso di curiosità e voglia di andare ad approfondire e leggere attentamente le parole, perché spaziano da fini battute ironiche (come la canzone Feisbum) e messaggi molto forti come la fine del mondo (Si Salvi chi può). A cosa ti ispiri e che messaggio vuoi lasciare ai tuoi ascoltatori?

– Le canzoni, almeno in questo disco, raccontano storie di straordinaria normalità. I testi girano intorno alla dappocaggine e alla miopia di alcuni uomini, specialmente quelli cosiddetti “di potere”. Si tratta di canzoni che parlano di cattiveria e possono nascere da fatti di cronaca o dall’elaborazione personale dei fatti stessi.

– Ricorre spesso il tema dell’”omino”,  che cosa è?

– L’Omino è un personaggio che da molto tempo abita i miei pensieri. L’Omino è il risultato più eclatante del rifiuto costante di essere Uomini con la maiuscola. Un essere che porta i segni profondi della sua precedente condizione di animale, nonostante i vani tentativi di camuffarli: la coda che porto sul palco è uno di questi segni, ma anche la sua violenza gratuita, quella culturale in particolar modo. L’Omino guarda il mondo solo fino a dove vede.

– Avete all’attivo ormai due dischi, entrambi autoprodotti (Areamag – 2002 e Si salvi chi può – 2010) e ormai una ricca attività live.. in quale occasione vi sentite più a vostro agio? Come riuscite a creare effetti così fuori dal comune fuori dallo studio (dalle chitarre alle diverse cianfrusaglie elaborate)?

(Risposta di Gianluca alessi, chitarrista del gruppo) – Considerando l’universo dei suoni, anche solo per gioco, ci si perde facilmente, tanto è vasto. Gabriele ha sempre avuto un debole per i suoni, i rumori (specialmente per l’aspetto percussivo) e le possibilità timbriche della voce. Per quanto riguarda la chitarra elettrica, che per definizione è uno strumento anfibio, si tratta semplicemente di esplorare un poco le possibilità timbriche legate ad una applicazione dell’elettronica al segnale originale attraverso l’uso di delay e filtri in particolare. Il lavoro in studio è un lavoro di ricerca e di definizione, il palco è un banco di prova e di coinvolgimento emotivo con il pubblico. In entrambi i casi, comunque, ci si diverte moltissimo.

– Stiamo vivendo un momento molto difficile per la musica e la cultura in generale in Italia, come la vivete questa crisi e che prospettive future avete?

– Il momento è critico, è vero, ma non per l’arte in sé. Per colpa degli scarsi e mal diretti finanziamenti, per un certo modo di neutralizzare l’arte riducendo gli spazi di libera espressione ci si trova in molte difficoltà. Ma non c’è da disperare, anzi la reazione che questa “nebbia culturale” ha suscitato nelle persone mi sembra un buon segnale: c’è sempre più gente che la musica se la va a cercare, che esce, che frequenta locali, s’informa attraverso internet… Di conseguenza, credo che ci sia anche più libertà per chi la musica la fa; la Rete è un’ottima arena, hai la possibilità di farti conoscere e se vali il riconoscimento è immediato, in caso contrario non ti si fila nessuno.

– Avete qualcuno da ringraziare e che vi ha aiutato nel vostro percorso?

– La lista sarebbe lunga…il cane Zoap della zia Mafalda però merita tutto il nostro riconoscimento.

– Prossimi concerti o eventi?

– Suoneremo il 20 novembre all’ASINO CHE VOLA a ROMA in via Cimarra, 34.

– Che disco uscito negli ultimi 2 anni  di un artista “famoso” consiglieresti di ascoltare ai nostri lettori?

Beh, se è di “big” che si deve parlare allora ti propongo un classico della canzone italiana, Paolo Conte, con Psiche (2008). Buon ascolto.

Contatti: www.areamag.com

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