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Intervista al Senatore Stefano De Lillo

Scritto da on martedì, 4 Maggio 2010No Comment

Cominciamo da un dato di fatto. Renata Polverini ha vinto.

Un risultato ottenuto grazie alla scesa in campo del Presidente Berlusconi, il quale ogni volta che si impegna in prima persona riesce a raggiungere l’obiettivo, e grazie anche all’acclamazione dei militanti del Pdl e del popolo del centro destra.

Tuttavia noi riteniamo siano state disattese le aspettative di Berlusconi che, pur di fronte all’esclusione del Pdl dalle elezioni, auspicava potesse esserci un recupero della classe politica nelle dinamiche dell’amministrazione regionale.

Molte persone legate non soltanto al gruppo De Lillo, ma anche ad altre realtà di Forza Italia, esprimono un certo malcontento, perché sembra che questa giunta non abbia voluto lasciare posto al nucleo storico di Forza Italia. Che cosa può dirci in merito?

Effettivamente le indicazioni date dai coordinatori non sono state eque. C’è stato un atteggiamento  da capi corrente, con l’assegnazione degli assessorati ad amici.

Io credo sia necessario superare la mentalità delle contrapposizioni interne, e sopratutto superare la logica delle quote perché, là dove ci sia la mancanza di una parte di esse, il risultato che si registra è il fallimento del progetto di Berlusconi, che vuole un partito omogeneo, popolare, che coinvolga tutti i soggetti e che non sia ristretto a pochi prediletti.

Si è da poco costituito il Laboratorio Romano. Come vedete questa operazione?

E’ un progetto interessante, anche perché nasce da chi ha ottenuto consenso politico, fatto estremamente importante perché è bene che le nomine provengano non dall’alto, ma dalla scelta effettuata dalle persone, altrimenti si rischia di andare incontro al fenomeno dell’ astensionismo a causa dell’assenza di un rapporto diretto tra elettore ed eletto.

Il laboratorio Romano è un luogo di proposta che si inserisce nell’ambito del Consiglio Comunale al fianco di Alemanno, il quale, peraltro, sta svolgendo un lavoro egregio di rinnovamento e di miglioria della città.

Tornando a parlare dell’amministrazione regionale, si profilava l’ipotesi di una possibile candidatura di Abruzzese alla presidenza del Consiglio, tuttavia la situazione è tale che si teme ci si possa orientare verso altre scelte.

Io mo auguro di no. Noi tutti sosteniamo Renata Polverini e il centro destra, per i quali abbiamo lavorato con impegno in sede di campagna elettorale. Tuttavia va evidenziato che manca in Consiglio la rappresentanza di quella fascia di elettorato moderato cattolico che tanto ha contribuito alla vittoria. Bisogna lavorare sul recupero di questa realtà.

Effettivamente la gente chiede che il nucleo storico di Forza Italia a Roma e nel Lazio coinvolga Berlusconi affinché intervenga per far rispettare i patti.

Chi lo rappresenta ha tradito i suoi impegni. Noi vogliamo che si superi la logica delle suddivisioni tra Forza Italia e Alleanza nazionale e che ci sia qualcuno che si assuma la responsabilità di ciò che succede; qualcuno che lavori per creare fattori di unione all’interno del partito e non che lasci fuori chi non è allineato con il coordinatore di turno.

C’è anche necessità di rinnovamento, di persone che siano davvero espressione delle forze in campo…

Indubbiamente c’è bisogno di persone che si assumano delle responsabilità. Centinaia di migliaia di elettori non hanno rappresentanza in Consiglio e sarà così per cinque anni. Di fronte a questa situazione non c’è stato nessuno che se ne sia reso responsabile, che abbia avanzato delle scuse.

Cosa pensate di fare?

Indubbiamente sosterremo la Polverini e la giunta con proposte, contributi e idee, con un’azione politica, così come è sempre stato nella nostra natura.

Differente sarà l’azione all’interno del partito, per il quale chiederemo delle regole democratiche.

Crede che lo scontro – confronto che c’è stato tra Berlusconi e Fini abbia delle ripercussioni nell’ambito della politica regionale? Che questo clima di malcontento che si respira possa in qualche modo essere riconnesso a questa situazione?

Io ritengo siano due problematiche distinte e separate. Certamente, comunque, noi siamo vicini a Berlusconi e non possiamo non esprimere il nostro dispiacere per certi atteggiamenti del Presidente Fini, che ha cambiato idea su alcuni temi importanti, quali quelli relativi ai valori della vita, alla sicurezza, mutando la sua stessa storia politica.

E’ possibile vedere il video dell’intervista al seguente link: Italialivetube

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