Benessere e Salute

Notizie per aiutare a vivere meglio e orientarsi nel mondo delle notizie

Cinema

Cosa succede nel mondo del cinema con le ultime novità in questa città

Cultura e Libri

La cultura, i libri, per acquisire conoscenza e vivere meglio.

Design e Moda

Il mondo del Design, della Moda, delle offerte, come cambia. Dagli acquisti nel negozio agli acquisti online

Psicologia

In questa categoria verranno affrontate tematiche riguardanti i giovani e gli adolescenti.

Home » Cinema, Primo piano

La Mirada Invisible

Scritto da on sabato, 4 Giugno 2011No Comment

La rassegna “IL CINEMA ARGENTINO FESTEGGIA I 150 ANNI D’ITALIA” si è aperta a Roma il 31 maggio con la proiezione dell’epico Belgrano, lungometraggio di Sebastián Pivotto focalizzato su una delle figure cardine di quel travagliato processo d’indipendenza, che coinvolse il paese sudamericano agli inizi del diciannovesimo secolo. Pur potendo contare su qualche buona interpretazione ed avvalendosi di una sceneggiatura capace di sottolineare alcuni, tra i contrasti più forti di tale periodo storico, il film è apparso un po’ succube, sia sul piano narrativo che su quello propriamente stilistico, della convenzionalità di una messa in scena prossima a quella di certe fiction televisive in costume. Tutt’altra musica con il film proiettato ieri, La mirada invisible. La pellicola di Diego Lerman, già presentata nel 2010 a Cannes nell’ambito della Quinzaine des Réalisateurs, ci è parsa fino ad ora la migliore, tra quelle selezionate per la rassegna in programma al cinema Farnese. Non solo. Ci verrebbe da definirla una delle opere più importanti giunte in questi ultimi anni dal continente sudamericano, insieme magari all’ottimo Post mortem del cileno Pablo Larrain.

Con La mirada invisible siamo sempre nei paraggi della grande Storia, nella fattispecie la storia dolorosa di una nazione offesa, calpestata, abbrutita, negli anni tra il 1976 e il 1982, dalla barbarie della dittatura militare. Il racconto si svolge proprio nel 1982, durante gli ultimi giorni di un tetro regime cui l’esito disastroso della Guerra delle Falkland diede il colpo di grazia. Lo scenario è quello di uno storico collegio di Buenos Aires in cui i passi degli studenti rimbombano cupi, le divise scolastiche vengono controllate accuratamente ogni mattina, la disciplina viene imposta a suon di occhiatacce, di infrazioni severamente punite e di eventuali espulsioni. Con una regia sobria e calcolata al millimetro, Diego Lerman si appoggia alle geometrie solide dell’edificio per avviare un’indagine meticolosa sulle esistenze grigie ivi imprigionate; a partire da quella della protagonista, Marita, giovane bidella dall’aria dimessa e frustrata che si propone agli occhi degli altri quale baluardo dell’ordine costituito, covando in realtà un profondo disagio. D’altro canto sembra beneficiare della protezione per niente disinteressata del signor Biasutto, viscido capo del personale dai modi impeccabili, di cui si intuisce l’appoggio offerto in passato alle azioni criminali dei militari al potere. Sarà lui a spiegarle la prassi della “mirada invisible”, lo sguardo attento e invisibile agli altri del delatore, disposto a denunciare chiunque minacci il sistema manifestando col proprio agire i sintomi della sovversione. Spetterà invece a lei venire a capo dei propri complessi, ben esemplificati dall’inconfessabile e morbosa attrazione per uno degli studenti, forse il più ribelle. Ma la scoperta della natura violenta ed ipocrita di una simile società non avverrà certo in modo indolore. Il trauma sarà anzi accompagnato, complice il sorrisetto sulfureo del pessimo Biasutto, da un’improvvisa esternazione di tensioni sessuali a lungo trattenute. Ma l’epoca degli aguzzini in divisa o in doppiopetto è destinata a tramontare. Alla veemente reazione di Marita va quindi ad associarsi l’eco di un fuori campo impazzito, in procinto di rilasciare tutte le energie fino ad allora compresse, coi rumori e i segnali di rivolta nelle strade circostanti che fanno finalmente breccia tra le mura spesse e austere del collegio.

Come un Haneke dell’emisfero australe, il cineasta argentino soppesa così i gesti, ed evidenzia le crepe di un sistema sociale malato attraverso le esperienze individuali. La mirada invisible diviene pertanto il vessillo di una finissima poetica delle rimozioni, dello sguardo in principio offuscato ed infine rivelatore, proponendosi in ciò quale possibile controcanto di un altro capolavoro recente del cinema argentino, Il segreto dei suoi occhi di Juan Josè Campanella. Quest’ultimo, premiato nel 2010 con l’Oscar per il miglior film straniero, con la sua maggiore effervescenza stilistica dovuta alla rilettura dei generi, all’utilizzo continuo dei flashback, all’impostazione barocca di certe sequenze, potrebbe anche considerarsi complementare all’ostentato rigore e agli ossessivi tempi di montaggio del film di Lerman; il quale, ispirandosi al romanzo Sciences morales di Martin Kohan, ne ha saputo cogliere le note più disturbanti appoggiandosi anche al valido, conturbante commento musicale di José Villalobos. Entrambe le pellicole, ad ogni modo, hanno dimostrato di saper scavare in modo intelligente e sottile nel torbido di un’epoca, quella della dittatura militare in Argentina, che non deve essere assolutamente dimenticata, minimizzata, rimossa.            

Comments are closed.

Cultura e Libri »

Euroma2 presenta: “Il Grande Libro delle Erbe Medicinali per le Donne

Euroma2 presenta: “Il Grande Libro delle Erbe Medicinali per le Donne

EUROMA2 PRESENTA
“Il GRANDE LIBRO DELLE ERBE MEDICINALI PER LE DONNE”
Euroma2 la aperto il nuovo anno al femminile, con un appuntamento del Caffè Letterario tutto dedicato al benessere delle donne. Il 17 gennaio l’autrice Roberta …