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Nina Hagen all’auditorium parco della musica.

Scritto da on giovedì, 2 20 Dicembre10No Comment

Venerdì 3 dicembre, alle ore 21.00, per la prima volta e per la sua unica data italiana, Nina Hagen e la sua voce riempiranno di note la sala Sinopoli, auditorium parco della musica.

Nina Hagen, nata a Berlino Est nel 1955, figlioccia del cantautore dissidente Wolf Biermann, ha intrecciato, quando ha esordito negli ultimi anni Settanta, il punk berlinese anomalo di una metropoli divisa in due dal Muro con i retaggi della musica popolare della Germania Est. Con la Nina Hagen Band, ex Lokomotive Kreuzberg, ha rotto il muro del suono, soprattutto proponendo i primi due album, Nina Hagen e Unbehagen. Testi neoromantici e una energia rock di facile fruizione nelle effervescenti cantine berlinesi di allora l’hanno immediatamente proiettata nel Pantheon europeo dei nuovi suoni.

Da allora, è iniziata una lunga parabola artistica, articolata in trent’anni non solo di ricerca musicale, ma anche di vere e proprie avventure private ed intellettuali attraverso il Vecchio continente, poi gli Stati Uniti, soprattutto la California, poi ancora l’Oriente e infine Ibiza, dove ha festeggiato con clamore i suoi ultimi compleanni. Anche il suo stile si è arricchito, lambendo il reggae degli inizi, “African reggae”, rielaborando il pop americano e aprendosi alla avventura della interpretazione e della produzione di video e performance in stile Kabarett. Non solo. Soprattutto nei suoi primi album, testi come quelli di “Superboy”, Unbeschreiblich weiblich” , “Incredibilmente femminile “Rangehn”, “Auf Bahnhof Zoo”, “Pank” si propongono come altrettanti piccoli manifesti del femminismo degli anni Ottanta e Novanta intrecciati con la cultura rock del tempo. Anche da questo punto di vista, Nina Hagen è stata una innovatrice, sia pure sghemba e irregolare, con quei riferimenti autobiografici alle “due” Berlino divise dal Muro fino al 1989.

Oggi ha deciso di incidere un album autoprodotto “dedicandolo a  Dio, per onorare la mia fede in Dio”. In “Personal  Jesus” Nina Hagen sa essere profonda e diretta, si veda  “God’s  Radar”, con echi di musica cajun, o “Nobody’s Fault  But Mine”, che riecheggia blues  tradizionali o “Sometimes I Ring Up Heaven” in cui sviscera l’essenza divina delle due  canzoni.  Più dura ed energica invece la  sua  versione  “bluesy” di “Personal Jesus”,  ammiccando ai Depeche Mode anche se non si tratta certo di una “Cover, la gospel song  “Mean  old  World”,  arrangiata con percussioni e chitarre, e la rilettura della canzone  politica di  Woody  Guthrie  “All  You Fascists  Bound  To  Lose”.

Biglietti: platea 35 euro; galleria 30 euro, riduzioni del 25% con Parco della Musica card.

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