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Per una politica più rosa, intervista con la giornalista Mariella Zezza, portavoce della lista civica di Renata Polverini.

Scritto da on martedì, 13 Aprile 2010No Comment

Finalmente si è conclusa la campagna elettorale, ieri infatti si sono svolte le ultime votazioni, conseguenza dei ballottaggi che hanno visto impegnati alcuni comuni. Si possono quindi tirare le somme e si può dire che il Centro Destra ha vinto un po’ dappertutto, lei  come commenta questa vittoria?

Il nostro diventa un commento a livello nazionale, l’Italia è l’unico paese dove le recenti votazioni hanno confermato la validità del governo centrale, indipendentemente dalla crisi economica che ha investito tutti i paesi. Questo ha dimostrato che il governo è stato in grado di occuparsi di fatti concreti, reali, dagli aiuti economici al sostegno all’Abruzzo, è ha ricevuto il giusto riconoscimento a livello nazionale. Per quanto riguarda la nostra regione, in particolare, la stravittoria della Lista Civica “Renata Polverini Presidente”, è un fenomeno nuovo che andrebbe studiato attentamente, tanto che 5 studenti dell’università di Roma Tre hanno chiesto di poter fare la tesi su questo argomento. Questa tendenza è frutto della volontà delle persone di rinnovamento, basti pensare che anche nelle province dove si poteva votare per i candidati del Pdl la nostra lista ha ottenuto il 6% dei consensi, la gente ha voglia e bisogno di volti nuovi.

Conclusa la campagna elettorale è tempo di pensare alla composizione della nuova giunta, secondo lei l’onorevole Polverini riuscirà a resistere al pressing dei partiti e a creare una giunta in cui sia dato spazio a quelle persone la cui professionalità ha fatto si che venissero scelte nel suo listino e nella sua lista?

Assolutamente sì, altrimenti l’esperimento che ha portato avanti sarebbe un fallimento, il suo metodo che si basa sull’ascolto, l’elaborazione di ciò che ha sentito e la decisione finale, che però prende in autonomia, è applicato in questi giorni e verrà applicato in futuro, anche se vi sono e vi saranno delle inevitabili trattative politiche, con gli alleati, con il Pdl che non ha potuto vedere i propri 41 candidati nella provincia di Roma. Renata ha un’esperienza alle spalle di 27 anni di sindacato, di  cui 4 passati alla guida dell’ Ugl e durante il suo mandato ha sempre fatto sì che il suo metodo e le capacità fossero le sue linee guida; queste le hanno permesso di rivoluzionare il suo sindacato e così farà anche per la Regione.

L’onorevole Polverini vuole dare maggiore spazio nella composizione della nuova giunta alle quote rosa, secondo lei riuscirà ad incrementarne il numero e a cambiare il modo di approcciare alla politica, così da creare una politica più rosa e meno maschilista?

Mi spiace, ma rifiuto il termine di quote rosa, mi fa pensare ad anni lontani in cui bisognava ancora affermare il talento e le capacità delle donne. Le donne oggi sono scese in campo e bisogna dare loro credito e capacità. La Polverini, ad esempio, ha dichiarato che rinuncerà alle spese di rappresentanza,confermando che lo stipendio come governatore è più che sufficiente e quanto verrà risparmiato, e non stiamo parlando di cifre esigue,  diventerà una voce di spesa che si utilizzerà per occuparsi di prevenzioni delle malattie per le donne. Queste misure non diventeranno mai una legge, ma nascono dalla volontà delle singole persone, dal loro senso civico, dal loro modo nuovo di fare politica, questo per me è governare al femminile. Le donne costituiscono il 52% della popolazione in Europa, tuttavia nelle istituzioni sono rappresentate solo dal 17% del totale, c’è qualcosa che non va, soprattutto se si va a controllare i concorsi in magistratura, ad esempio, o se, sono andata a controllare io stessa, si va a vedere i risultati degli ultimi test di ammissione alla facoltà di Medicina in Cattolica, ai primi posti c’erano  delle donne. Normalmente quando ci troviamo davanti a dei risultati che tengano conto del merito in cima alla lista troviamo sempre delle donne. C’è la necessità di una rivoluzione del pensiero, non si potrà mai obbligare una donna a votarne un’altra, bisogna creare una leadership femminile in cui le donne si riconoscano, non si può infatti imporre un modello la scelta deve avvenire in maniera spontanea. Lo stereotipo della donna di oggi non è reale, se continuiamo a proporre un modello che non corrisponde al vero, noi non avremo mai la rappresentazione di una donna reale. L’immaginario della donna che va in giro con la gonna corta e i tacchi non riflette l’immagine della società vera, dove ognuna si veste come ritiene più idoneo. Oggi le donne guidano i giornali, le regioni, sono ottime chirurghe, noi dobbiamo raccontare queste verità. A questo proposito, in collaborazioni con dei rappresentanti di Confindustria, del Ministero delle Pari Opportunità e del Lavoro, sto scrivendo un libro che avrà come protagoniste 60 giovani donne. Pensiamo infatti che se alle attuali liceali si propongono modelli come le protagoniste del nostro libro, da Samantha Cristoforetti, la prima astronauta italiana,  a Michela Pagliara, che a soli 32 anni è la prima donna nella storia dell’Arma dei Carabinieri a comandare una compagnia, sicuramente per alcune di loro diventeranno modelli da seguire, come la stessa Polverini che può essere un esempio, ma di quelli raggiungibili.

Se lei venisse chiamata a far parte della nuova giunta di quale assessorato vorrebbe occuparsi?

Io da sempre mi sono occupata di economia e mi piacerebbe continuare a farlo alla mia maniera, cercando di rendere comprensibile quello che accade nei palazzi dove si prendono le decisioni. Facendo un discorso più in generale invece, mi piacerebbe vedere le  5  donne della giunta Polverini sedere sulle poltrone di assessorati “pesanti”, come quello all’urbanistica, al bilancio o alle attività produttive. Ad oggi infatti il quadro, anche a livello nazionale, è un po’ deprimente, la tendenza è quella di relegare le donne in determinati ambiti, mi ricorda un po’ l’ora di applicazione tecnica alle medie dove mentre i ragazzi facevano lezione di educazione tecnica, le ragazze seguivano la lezione di economia domestica. Oggi le donne hanno le competenze per occuparsi di tutto.

Visto il recente polverone causato dall’esclusione delle lista del Pdl in Roma e nella sua provincia, si è parlato poco dei programmi elettorali, ma una volta stabilita la giunta che governerà la regione nei prossimi cinque anni, quali saranno le problematiche che verranno affrontate in primis?

I punti del nostro programma elettorale non sono parole gettate al vento, ma sono i pilastri su quale fondare le nostre azioni, quindi ci si occuperà prima di tutto di salute, lavoro, famiglia e futuro. I bisogni della gente devono diventare dei diritti garantiti.

Quale sarà il titolo del libro che sta scrivendo?

Come ho già accennato questo libro nasce grazie alla collaborazione di diverse istituzioni che da sempre si occupano di promuovere il talento femminile e proprio oggi ci sarà una riunione in cui si deciderà il titolo da dare a questo libro, che altro non è che la prosecuzione naturale dei precedenti tre volumi dedicati alle donne dal risorgimento in poi. Io ritengo che le donne del ventunesimo secolo incideranno in maniera decisiva sulle sorti, non solo del nostro paese, ma dell’umanità intera ed è giusto quindi cominciare a raccontare la loro storia.

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