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Roma: diverbio sembrava concluso, invece l’indomani tornano a cercare un 19enne e lo aggrediscono

Scritto da on lunedì, 15 20 Novembre10No Comment

E’ stato un susseguirsi rapido di fasi e dalla richiesta di chiarimento si è passati alle minacce ed infine alla violenza. La vicenda ha avuto inizio qualche giorno fa, all’esterno di un istituto scolastico di via Bachelet. Un ragazzo di 19 anni stava chiacchierando in compagnia di alcuni amici, quando dopo aver salutato, una coetanea del gruppo sale in macchina per partire.
Improvvisamente un veicolo con 4 persone a bordo, 3 indiani ed un ucraino minorenne, nel transitare ha urtato lo specchietto retrovisore dell’auto della giovane, spaventandola. Prima il veicolo prosegue la sua marcia, incurante delle richieste di scuse del giovane. Successivamente, ingranata la retromarcia, il veicolo è tornato indietro e, fermatisi davanti agli studenti, i conducenti con tono minaccioso hanno chiesto se ci fossero stati problemi.
Per evitare polemiche, i giovani hanno cercato di rimanere, calmi, chiedendo al conducente soltanto di scusarsi.
Per tutta risposta, questi è sceso dal veicolo ed ha afferrato con forza il braccio del 19enne, minacciandolo, lasciando la presa solo dopo l’intervento di un amico, ma risalendo in macchina ha avvisato il giovane che sarebbe tornato l’indomani per chiarire la vicenda.
Il giorno dopo, all’uscita di scuola il ragazzo è stato avvicinato da un minore ucraino, che gli si è fermato davanti, fissandolo in tono di sfida. Il 19enne si è allontanato a piedi lungo il marciapiedi insieme ad alcuni amici, quando all’improvviso da dietro è sbucato il veicolo del giorno precedente con a bordo le stesse persone. Il giovane ucraino ha cominciato a correre verso il 19enne, mentre il veicolo cercava di investire quest’ultimo. Solo una mossa fulminea gli ha consentito di evitare l’impatto, ma il pneumatico della ruota anteriore gli ha schiacciato un piede, procurandogli traumi.
Gli occupanti sono scesi dal veicolo e il giovane ha notato che uno di loro, S.S. 27enne indiano, aveva in mano un coltello. Insieme agli amici, quindi, ha cercato rifugio nel portone di un palazzo ed ha chiesto aiuto ad una guardia giurata. Vano il tentativo di fuga del giovane da una porta antincendio. Il gruppo di stranieri lo raggiunge e lo colpisce con testate, calci e pugni. Caduto a terra, continuano a percuoterlo e poi scappano con l’auto.
La Polizia di Stato, chiamata sul posto dalla guardia giurata, ha condotto immediatamente le indagini per risalire agli autori della vile aggressione.
Dall’ascolto delle dichiarazioni della vittima e delle testimonianze dei presenti, gli agenti del Commissariato Viminale, diretto dal dott. Carmine Belfiore, hanno tracciato un primo “identikit”.
Alcuni testimoni infatti hanno descritto la fisionomia dei volti e gli indumenti indossati dai componenti il gruppo, fornendo anche il numero di targa del veicolo investitore.
Da accertamenti al terminale, i poliziotti del Commissariato sono risaliti all’intestatario, padre di S.M. 20enne e di S.H. 18enne, e zio di S.S. 27Enne. I 4 giovani sono stati tutti rintracciati dalla Polizia in via dello scalo di San Lorenzo nei pressi del veicolo. Alla vista delle Volanti, hanno tentato la fuga, ma sono stati raggiunti e bloccati.
I tre indiani. pasticcieri, sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto per tentato omicidio e successivamente sono stati accompagnati presso il carcere di Regina Coeli come disposto dall’Autorità giudiziaria. Il minore ucraino, studente, è stato denunciato in stato di libertà per minacce aggravate dall’uso delle armi.
La vittima è stata costretta a ricorrere a cure mediche a seguito dei traumi subiti durante l’aggressione.

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