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Crollo!

Scritto da on domenica, 15 Maggio 2011No Comment

Venerdì, a pochi giorni di distanza da Stop. In the name of Love: l’Orso, folgorante e innovativo adattamento dell’opera di Cechov, siamo tornati sul “luogo del delitto”, che sarebbe poi il TEATRO SALA UNO a San Giovanni, restando ancora una volta impressionati, spiazzati, piacevolmente sorpresi. Crollo! è uno spettacolo che si insinua progressivamente nelle coscienze degli spettatori, inizialmente irretiti dalla singolarità delle situazioni e da una cornice che non può essere subito metabolizzata (l’utilizzo sporadico di lingue straniere, il legame tra i terremoti finanziari nel sud-est asiatico e alcune vicende individuali, gli echi del linguaggio asettico e spersonalizzante dei media), condotti poi in un gioco scenico che mette sapientemente a frutto l’umorismo surreale, i siparietti cantati, i mutamenti talvolta bruschi di tono, preparando così l’humus per una escalation drammatica dal notevole impatto emotivo. Lo sfondo, cui si accennava in precedenza, è quello della durissima e inattesa crisi finanziaria che colpì alla fine degli anni ’90 alcune delle cosiddette “tigri asiatiche”, paesi come la Malesia, l’Indonesia, la Corea. Di origine singaporegna, ed impegnata sia sul fronte della scrittura creativa che in studi di economia, l’autrice del testo Jean Tay si è rapportata a tali fenomeni mettendone in luce, con uno stile rapsodico e comunque penetrante, la capacità di incidere in modo deleterio sull’assetto sociale e sui destini individuali. Succede così che agli algidi notiziari e al lucido delirio delle Borse internazionali si sovrapponga il diario privato di una ragazza, una studentessa, che insieme alla minoranza cinese verrà travolta in Indonesia da una follia collettiva, capace di affossare repentinamente i sogni di chi continua a impegnarsi per rendere il mondo migliore. Un’aspirazione soffocata con la violenza. Con le purtroppo prevedibili recrudescenze razziste. Con gli stupri etnici. Assecondando così quell’oscura pulsione tesa ad individuare e distruggere un ristretto gruppo di persone, ritrovatosi quasi per caso ad incarnare il capro espiatorio ideale e ad essere sacrificato al posto di un Moloch che andrebbe, invece, quanto prima abbattuto: il capitalismo selvaggio oggi imperante. 

Ed è, pertanto, attraverso un interesse in costante crescita per quanto avviene in scena che si approda allo scioccante finale, in cui la violenza sessuale sulla donna riassume ed amplifica le brutalità narrate a voce, alludendo più specificamente alla barbara uccisione dell’attivista indonesiana Ita Martadinata Haryono, appena diciottenne. Col suo tocco leggero e mai invadente, a livello registico, si fa molto apprezzare il lavoro di Giulio Stasi, autore di un adattamento che sa valorizzare al meglio l’impegno di attori eclettici, in grado di sostenere con estro e credibilità i ripetuti sbalzi da un registro grottesco, ironico, a scene molto drammatiche e impegnative anche sul piano psicologico. Valentina Izumi è la ragazza orientale che non vuole starsene a guardare, mentre il proprio paese cola a picco. Michela Bruni è l’annunciatrice del telegiornale che si sforza di rimanere neutrale ed asettica. Ma le trovate più surreali della piece sono affidate a un terzetto maschile molto affiatato, di cui fanno parte Ernesto D’Argenio, Luca Guastini, Gianluca Soli: i loro collegamenti dalla Borsa sono a volte esilaranti, ma contribuiscono anche a stimolare la riflessione, tramite intermezzi musicali stranianti che non si pongono mai come fini a se stessi. Sono tre broker clowneschi, costantemente sopra le righe, che accompagnano le notizie del disastro finanziario in Asia improvvisando coreografie da cheerleaders americane oppure commentando le scelte del Fondo Monetario Internazionale e di altre organizzazioni analoghe (si ride intelligentemente, di fronte a tali sberleffi) con stralunate citazioni musicali: su tutte il leggendario Sandokan di Sollima musicato dagli Oliver Onions e qui parafrasato con la genialità delle cose semplici. Grazie anche alla supervisione della danzatrice e coreografa Emanuela Panatta, simili siparietti assicurano un’indiscutibile originalità a questo spettacolo che ebbe già successo nel recente passato (ad esempio tramite la partecipazione all’E45 Napoli Fringe Festival, edizione 2010) ) e la cui ripresa non ha fatto altro che riconfermarne un’invidiabile vivacità, sia di contenuti che di valori scenici. 

Ora –  Domenica 15 maggio alle ore 18.00

Luogo – Teatro sala uno

Piazza di Porta San Giovanni 10

Rome, Italy

Rosabella TEATRO e Mallona presentano
CROLLO!
Di Jean Tay
Traduzione Mafalda Stasi
Adattamento e Regia Giulio Stasi
Movimento Scenico Emanuela Panatta
Luce Giuseppe Falcone
Assistente alla Regia Francesco Marino
Promozione Alessandra Griffoni
Con Michela Bruni, Valentina Cocco Izumì, Ernesto D’Argenio, Luca Guastini, Gianluca Soli

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