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Romalive remember: cancro, medicina alternativa e radionica

Scritto da on venerdì, 3 Maggio 2013No Comment

croceCelticaGrandeHo iniziato a pubblicare puntate del format Romalive andate in onda negli anni compresi tra il 2005 e 2008.
Ripropongo tali trasmissioni perché attuali e perché sono una provocazione al sistema  dei “culi attaccati alla poltrona e delle balle elettorali”. Vorrei partire da un’affermazione di Silvio Berlusconi durante la sua campagna elettorale (guarda il video  dove Berlusconi dichiara che sconfiggerà il cancro).  In reltà i passi ufficiali della medicina ufficiale risultano quasi nulli e la gente continua a morire. Chi prende altre strade viene scientificamente annichilito dai media servi vigliacchi del potere. Guardate cosa dice questa donna  che ha deciso di morire in Svizzera con l’eutanasia:  guarda il video della signora Piera. Un viaggio di protesta e di sofferenza. Un viaggio per capire che senso ha avuto ( ha?) lavorare per essere libero e informare i cittadini di cosa è il potere e di come  uccide le loro speranze e la loro vita. Le malattie uccidono la speranza, deprimono le persone anche quando sono in salute. La spada di Damocle del cancro è su ognuno di noi (nessuno escluso!). Quasi 300.000 persone ogni anno si ammalano di cancro e oltre 150.000 muoiono, altri rimangono in vita dilaniati e con l’incubo  del “mostro”. Ho notato questo: appena qualcuno propone trattamenti non convenzionali viene attaccato e distrutto mediaticamente. Vengono annientati, trattati  come furfanti e truffatori.  La scia è infinita. Ma mai i media hanno affrontato il tema delle  “mazzette” ad oncologi, primari, direttori scientifici, per dilaniare persone senza nessuna speranza. Mai hanno fatto inchieste su cosa consistono i farmaci chemioterapici e da dove provengono. Ma hanno fatto inchieste per informare il pubblico sui guadagni delle case farmaceutiche solo per i farmaci chemioterapici e quanto incidono sul debito pubblico. Un viaggio alla ricerca di verità e di speranza. Invece si è trasformato nel viaggio degli incubi e …dell’impotenza. Parlammo in una delle puntate di radionica con medici e pazienti… PREMESSA: La radionica non è una curiosità scientifica del XX secolo. Il tema che propone, studia e sviluppa interessa la fisica moderna; le sue realizzazioni pratiche messe a punto sino ad oggi – nel dimostrare le validità di una nuova idea – collaborano a risolvere scabrosi problemi come, appunto, quello Radiobiologico. La teoretica sarebbe una vana ginnastica del cervello se non conducesse alla scoperta di informazioni utili alla conoscenza ed alla organizzazione razionale. A maggior ragione non si può disconoscere, alla maniera di qualche ultra-conformista immemore delle lezioni del passato, come la scienza e la fisica abbiano dei limiti indefinibili! Una proporzione teorica della K-teoria (1945), è valida se viene confermata dall’esperimento e se si rivela utilizzabile sul piano pratico. Orbene, la radionica ha le carte in regola! La capacità di recepire una valida idea nuova, almeno per quanto concerne il “principio radionico”, è nient’altro che un problema di “crescenza” del pensiero collettivo. Vedremo a suo luogo che tale “principio” si inquadra tra le teorie più avanzate della Fisica: oltre ad apparire il giusto seguito alle idee di Maxwell e di Planck, essa costituisce un avanzamento su nuova direzione delle magnifiche realizzazioni di Hertz e Marconi ed apre alla Scienza un capitolo inatteso: la K-fenomenologia e i suoi effetti strumentalizzati dal metodo K – indagine.  Ha scritto Marconi (1903): “La telegrafia senza fili non è che una semplice conseguenza dell’applicazione dei mezzi impiegati dalla natura per ottenere gli effetti di luce, di magnetismo e di calore attraverso lo spazio”. Per concludere, la Radionica è: scienza che si occupa dello studio teorico ed applicato delle fenomenologie afferenti e conseguenti al regime della sub-eccitazione elettronica e naturale a livello della materia tutta. A tale premesse di Giambattista Callegari (Radionica e Radiobiologia, edizioni spazio uno 1980) possiamo aggiungere altri trattati di grandi filosofi e scienziati come: la filosofia di Vitruvio, per passare a Cartesio e continuando con Leonardo, il principio di scambio di Pannaria che lega la costante di Plance, il numero di Avogadro e la velocità della luce che rappresenta l’equazione della materia sempre ricercata da Heisenberg. Heisenberg si, ovviamente, ma tale fisica quantistica è soprattutto da attribuire all’attività svolta dagli scienziati italiani: Fermi, Marconi, Severi e Pannaria.  Prima di parlare della disuguaglianza di Bell, vorremmo riportare una citazione di uno tra i più grandi scienziati italiani, Francesco Severi. “La comprensione dei fenomeni è ciò a cui aspira ardentemente lo spirito umano: però questa comprensione non ha un valore che permane, ma è transitoria in funzione delle nostre conoscenze del momento.Bisogna che la scienza non sia più soltanto scienza, ma si elevi fino alla sapienza e dimentichi perciò – almeno come sosta – di essere stata creata sul principio di causalità e che tenga d’occhio le finalità e abbia la visione dell’armonia presente e la ragione del cuore”.Partendo dal presupposto che”lo spazio non è vuoto”, potremmo “immaginare di sorvolare l’oceano con un jet. Da quel punto di osservazione ottimale, la superficie sembra perfettamente uniforme e vuota. Sappiamo che se fossimo su una barca, vedremmo enormi onde tutt’intorno. Così si comporta il vuoto. Su grandi distanze – ovvero quelle che sperimentiamo come esseri umani – lo spazio ci appare completamente vuoto. Ma se potessimo analizzarlo da molto vicino vedremmo tutte le particelle quantistiche entrare e uscire dal nulla” I fisici chiamano tali particelle “fluttuazioni del vuoto”. E arriviamo alla disuguaglianza cosa  di Bell. La disuguaglianza di Bell è una formulazione moderna di un famoso paradosso escogitato dai fisici Einstein-Podolsky-Rosen, per dimostrare che la meccanica quantistica non poteva essere considerata una teoria esatta o quantomeno completa. Sia il paradosso di Einstein e altri che la disuguaglianza di Bell non poterono essere verificati sperimentalmente prima del 1982. Da quell’anno l’Università di Parigi approntò una serie di esperimenti con Alain Aspect, i quali permisero di seguire l’evoluzione spazio-temporale di coppie di particelle emesse da un’unica sorgente e dirette verso rivelatori lontani. Senza entrare in dettagli tecnici, Aspect con i suoi esperimenti dette ragione a Bell.  Guarda il video della prima parte della trasmissione

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