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La storia del Colosseo a puntate

Scritto da on giovedì, 19 Luglio 2018No Comment

ColosseoIl Colosseo è il più grande monumento della Roma Antica con oltre 2000 anni di storia, con oltre 50.000 visitatori giornalieri. Il Colosseo e i Fori Imperiali sono forse la migliore testimonianza della grandezza e della magnificenza dell’Impero Romano.
Il Colosseo di Roma fu costruito in mattoni e rivestito di travertino in una valle tra i colli Palatino, Esquilino e Celio; l’edificio di quattro piani, con un’altezza di 48,50 metri ed un estensione che copre un’area ellittica di circa 19000 mq, misura all’asse maggiore 188m e a quello minore 156m. Il primo piano è alto 10,50m con semicolonne in stile dorico, il secondo, più alto di circa due metri è formato, da colonne ioniche, il terzo alto 11,60m ha colonne corinzie mentre il quarto è in muratura con piccole finestre quadrate. Il Colosseo è un monumento leggendario. Qualcuno disse:<finchè esisterà il Colosseo esisterà Roma, quando cadrà il Colosseo cadrà anche Roma>.

Tutti conoscono il Colosseo, il monumento più imponente della Roma Antica situato al centro della città, simbolo della grandezza dell’impero romano e della sua Capitale. Tutti sanno che in età classica l’anfiteatro ospito spettacoli gladiatori ed altre manifestazioni pubbliche. La sua storia successiva è pressochè ignota. Cosa succede al Colosseo quando Roma inizia il suo inarrestabile declino? Cosa fu il Colosseo medioevale? Quali trasformazioni subì nel corso dei secoli dalla sua originaria funzione ludica, fino alla definitiva sacralizzazione iconografica urbana nella prima metà del diciannovesimo secolo?VEDUTA-INTERNA-COLOSSEO

Questo particolare taglio di studio non è mai stato sviluppato in modo sistematico, se non recentemente, evidenziando come questo luogo si identifichi con la memoria storica di Roma, una sorta di scatola nera della città. Il revival del suo passato post-classico avviene quando una scoperta pone in luce un giacimento medioevale recuperato al suo interno. Nel 1985 viene rinvenuto fortuitamente in un sottoscala del piano terra un butto medioevale. Lo scavo eseguito dalla sopraindendenza archeologica di Roma da il via a nuove indagini ponendo il problema del riuso del monumento in età post-antica e medioevale. In tale ambito una innovativa metodologia viene ideata e messa a punto per studiare le tracce sopravvissute alla pulizia di quanto non considerato classico, 395 d.c.

”Nell’Anfiteatro Flavio è collocato un blocco architettonico dell’edificio conservato frammentato e integrato. Si tratta di un blocco di marmo grigio-chiaro, attualmente lungo .3,70 con un’iscrizione del V secolo d.c. che commemora un restauro dell amphitheatrum. Soltanto due pezzi del blocco di forma allungata sono antichi; su di essi sono conservate le parti essenziali dell’iscrizione tardoantica (Agli inizi del IV secolo l’area  del complesso severiano fu occupata da una nuova struttura: un edificio tardoantico, provvisto di balneun e di un vasto peristilio. La sua funzione è ancora allo studio. Il suo apparato di rappresentanza, suggerisce che fosse destinato ad  ospitare personaggi di grande rilievo, forse in attesa di essere ricevuti nei palazzi del potere.

COLOSSEO-GLADIATORIA questi palazzi lo legano la sua posizione privilegiata, il lusso e lo straordinario quadro scenografico nel quale dovevano svolgersi i riti conviviali.) in modo tale che il significato del testo si comprende senza difficoltà. L’elemento originale più piccolo corrisponde all’angolo sinistro superiore del blocco, quello più grande alla sua parte centrale e a quella sinistra, incompleta. Tutto il resto, cioè le parti in marmo bianco fra i due pezzi originali, incluso un pezzo più lungo del bordo superiore, e inoltre il terzo destro del blocco nello stato attuale, fu un aggiunto tra il 1814 e il 1822 in occasione di un intervento integrativo, eseguito in modo non molto esatto. L’elemento in alto più largo, in basso più stretto, che riempie lo spazio fra i pezzi originali del blocco è troppo stretto. Questo si evince dal fatto che le lettere dell’iscrizione tardoantica aggiunte su questo pezzo non sono state ricostruite nel modo giusto: le lettere, in particolare nella terza e quarta riga, sono troppo strette e troppo vicine una all’altra, e nella seconda riga, , dove oggi si legge RVFVS anzichè il nome giusto RVFIVS, erroneamente fu omessa una lettera”. Continua…

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