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American hustle, la storia oltre il film

Scritto da on mercoledì, 15 Gennaio 2014No Comment

 Il 3 gennaio è uscito in Italia American Hustle – L’apparenza inganna, la nuova pellicola di David O. Russell, con Christian Bale, Amy Adams, Bradley Cooper, Jeremy Renner e Jennifer Lawrence.

La critica ha apprezzato con entusiasmo la storia del film, che ripercorre un’operazione condotta dall’FBI alla fine degli anni Settanta per indagare sulla corruzione nel Congresso negli Stati Uniti.

L’operazione Abscam e’ stata ricostruita analizzando articoli di giornale dell’epoca, interviste televisive ai protagonisti, filmati dall’FBI, e grazie al contributo di alcuni agenti. Molti aneddoti sono ripresi da un libro del giornalista Robert W. Greene, “Il re della truffa”, che racconta l’operazione con gli occhi del truffatore interpretato da Christian Bale, Melvin Weinberg.american-hustle-o-russell-2014

Nato nel Bronx nel 1924 da padre ebreo e madre svizzera, come racconta il film, arrivo’ a possedere fino a 26 nel Queens e un’azienda che vendeva vetri e finestre insieme al padre. Sempre come da pellicola e’ vero che spaccava le vetrine dei negozi e non per far andare meglio l’azienda di famiglia, ma perché un sindacalista gli aveva chiesto di rompere quelle dei negozianti che si rifornivano da aziende non iscritte al sindacato.

Weinberg, utilizzava trucchi e raggiri meschini nel fare business, infatti vendeva ai clienti italoamericani vetro di scarsa qualità a cui appiccicava etichette con scritto “Made in Italy”. Successivamente inizio’ con le truffe di opere d’arte e piu’ avanti, grazie all’aiuto di una complice riusci’ a fare il colpaccio, entrando nel mondo finanziario.

Weinberg si calava nei panni del funzionario della “London Investors”, una banca di fantasia, che concedeva prestiti in cambio del versamento iniziale di una quota non rimborsabile. Poi la banca rifiutava il prestito e Weinberg intascava il pagamento iniziale. Nel film cosi’ come nella realta’ Weinberg per essere convincente e rassicurare i suoi clienti li accoglieva in appartamenti e camere d’hotel lussuosissimi, vestito con abiti firmati e con fare cortese ed elegante metteva a disposizione una limousine, piena di cimici con cui poteva spiarli. Per assicurarsi il successo delle sue operazioni, il truffatore newyorkese si serviva anche dell’amante, a sua insaputa, presentandola come una nobile inglese. La truffa fu scoperta e Weinberg fu arrestato nel 1977 in Pennsylvania per frode e associazione a delinquere. Da li’ inizio’ a lavorare solo a fianco della legge.

L’incipit del fim, dove si annuncia che «alcuni di questi fatti sono realmente accaduti», lascia intendere che la veria storia dell’operazione Abscam non verra’ ripercorsa fedelmente.
Abscam, fu un’operazione condotta dall’FBI dal luglio del 1978 al 1980, che si concluse con la condanna di 19 persone per corruzione e associazione a delinquere: sei deputati e un senatore del Congresso, il democratico Harrison Williams del New Jersey, il sindaco di Camden Angelo Errichetti, diversi membri del consiglio comunale di Philadelphia e un ispettore federale per l’Immigrazione. Fino al 1970 solo 10 parlamentari erano stati arrestati per corruzione, quindi segno’ il piu’ grande scandalo della storia del Congresso per reati di questo genere. L’inchiesta, inizialmente avrebbe dovuto colpire i trafficanti di opere d’arte, come si vede anche nel film, e i suoi risvolti finirono per ingaggiare alte cariche istituzionali, grazie anche alla furbizia e scaltrezza di Weinberg. Quest’ultimo fu proposto dall’agente John Good per partecipare attivamente all’operazione. Infatti Melvin Weinber, truffatore prosfessionista del Bronx, rischiava 3 anni di carcere che riusci’ a commutare in 3 anni di liberta’ vigilata in cambio di quattro arresti.

Anche dopo i quattro arresti Weinberg decise di continuare a lavorare con l’FBI, che lo pagava tremila dollari al mese: nacque così l’operazione

Per catturare nuovi “furbetti”, si finse rappresentante di un ricco e inesistente sceicco arabo che per ottenere la cittadinanza americana, licenze per investire e comprare opere d’arte rubate offriva tangenti a politici e altri amministratori pubblici.

L’FBI, segui’ l’operazione creando i personaggi nei minimi dettagli, infatti realizzò la “Abdul Enterprises”, una società che sarebbe servita da copertura per lo sceicco e che diede il nome all’operazione.

Gli incontri tra Weinberg, gli agenti sotto copertura e i politici avvenivano in appartamenti e camere di hotel di lusso, dove erano posizionate telecamere nascoste che registravano gli incontri. Le persone prese di mira, su suggerimento di Weinberg, furono in tutto 31.

Uno dei piccoli truffatori che Weinberg aveva preso di mira lo presentò ad Angelo Errichetti, il sindaco di Camden, in New Jersey, dicendogli che avrebbe garantito allo “sceicco” la licenza per i casinò che voleva costruire nello stato. Weinberg organizzò così una mega festa su uno yacht in Florida (scena che non compare nel film) per far incontrare lo sceicco con Errichetti. Nel corso dell’operazione, lo sceicco venne interpretato da due diversi agenti dell’FBI: un americano che non sapeva una parola di arabo e poi un arabo nato in Libano. Un particolare singolare fu che Weinberg decise che lo sceicco avrebbe offerto al sindaco un pugnale come segno di amicizia: lo stesso Weinberg racconta che il dono lo avrebbe trovato nella sua cantina, dopo averlo comprato al mercato delle pulci ad Atene per poco più di due dollari, e di aver poi convinto Errichetti che donarlo era un’usanza araba. Durante la festa, Errichetti accettò un acconto di 25 mila dollari su un totale di 400 mila per investimenti e licenze nei casinò. Venne poi arrestato, ma fece in tempo a presentare a Weinberg i sei deputati e il senatore che vennero successivamente arrestati.

Il 2 febbraio 1980, con un servizio su NBC Nightly News, la stampa rese pubblica la vicenda molto oscura e torbida, che raccontava in maniera univoca e disarmante il lato pregiudizievole della classe politica americana. Il tempismo di certo non aiuto’ i cittadini a recuperare la fiducia nella politica, gia’ minata dopo lo scandalo del “Watergate”.

Molti criticarono la gestione, i tempi e i ruoli dell’operazione che risulto’ essere molto controversa; altri si dissero preoccupati per l’intensiva violazione della privacy, altri ancora sostennero che i politici erano indotti e forzati ad accettare le bustarelle offerte dagli agenti sotto copertura. D’altra parte, la Corte d’appello confermò tutte le condanne per corruzione e associazione a delinquere del primo grado, ma criticò anche i metodi dell’FBI. Il 5 gennaio del 1981 il procuratore generale approvò linee guida piuttosto restrittive per le operazioni sotto copertura dell’FBI, tanto che ora realizzare qualcosa di simile ad Abscam sarebbe impossibile.

In ogni caso l’operazione Abscam segno’ un evento molto importante per la societa’ americana dell’epoca che vedeva finalmente riconosciuto il senso della giustizia, anche se in maniera un po’ forzata e improvvisa.

 

 

 

GIOVANNI MARIA LEPORI

 

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