Tra polemiche e divieti il prossimo 13 Aprile arriva in Italia Poker Generation, opera prima di Gianluca Mingotto, distribuito dalla Iris Film in ben 100 copie. In questo periodo in cui si diffonde sempre di più la moda dei casinò online, tra slot machine e roulette virtuali, arriva il primo film italiano dedicato ad uno dei giochi di carte più seguiti e amati nel mondo. Mentre la cinematografia statunitense ha già dedicato diversi film al gioco d’azzardo con Rounders, 21, Casinò etc… Mingotto porta sul grande schermo il gioco anche in Italia, focalizzando l’attenzione in particolar modo sul poker e i tornei professionali di texas holdem. In una famiglia povera residente in un paesino siciliano, vivono due fratelli, molto diversi tra loro. Il più grande, Tony (Andrea Montovoli), è un fanatico dei film sulla mala americana e sogna di diventare un giocatore di poker professionista, l’altro, FIlo (Piero Cardano), è un genio introverso e scontroso, la cui sindrome semi-autistica lo porta ad analizzare l’ambiente che lo circonda in modo ossessivo e meccanico. I due ragazzi si ritroveranno uniti nella missione di trovare i soldi necessari per pagare le cure della sorellina Maria (Naomi Assenza). Poker Generation infatti sembra voler denunciare il fatto che il poker, se usato con intelligenza e abilità, può essere un mezzo per fare del bene e questo, ovviamente, ha suscitato delle polemiche e delle riflessioni a riguardo, facendo sì che ci fosse la richiesta di vietare il film ai minori di 18 anni, che possono fraintenderlo e mettersi a giocare per soldi cosiddetti facili, piuttosto che trovare un lavoro vero e proprio.

Con un montaggio abbastanza serrato, Mingotto racconta di questi due personaggi che utilizzano ognuno il proprio talento per raggiungere uno scopo onorevole, ovvero salvare la sorella dalla morte certa di una malattia. Filo che sembra un rain man siciliano, appassionato di numeri e parole, e Tony, il playboy di turno che gioca tutto sul suo fascino e sulla sua spavalderia. Così intelligenza e bellezza si uniscono per una causa comune, spostandosi da Scicli a Milano e poi a Malta, per partecipare ai tornei professionali di poker che si svolgono realmente in Italia e nel resto del mondo. Il cast è giovane ma abbastanza convincente, supportato da volti più noti come Francesco Pannofino e Lina Sastri e il ritmo dell’intero film sembra un’altalena tra pathos, adrenalina e calma più riflessiva, offrendo anche inquadrature che ricordano le atmosfere dei film americani come Ocean’s Eleven, Casinò, e altri successi di questo genere. Secondo il regista, Poker Generation parla della parte buona del poker, ovvero di quello agonistico che richiede abilità e concentrazione, che non ha nulla a che vedere con il poker dei casinò online, che spesso porta anche alla rovina alcuni appassionati. Vedremo come lo interpreterà il pubblico che andrà al cinema.

 

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