“Il Coinquilino Di Merda” e’ una nuova pagina Facebook, che sta facendo registrare interessanti incrementi negli apprezzamenti e nel seguito, contando circa centomila “Mi piace”. Tra le informazioni della pagina, possiamo comprendere la sua mission:”Il Coinquilino di Merda è un progetto no profit volto a sensibilizzare la società sul dramma della convivenza fra estranei.http://coinquilinodimerda.wordpress.com/

Il creatore della pagina, e’ riuscito a strumentalizzare e sviluppare la “viralita’ esplosiva” attraverso immagini accattivanti e un continuo aggiornamento, riuscendo a cogliere con gusto, il risvolto ironico e piacevole delle convivenze, soprattutto quelle disastrose.

Un successo in piena regola, se si pensa che i contenuti sono forniti dai fan stessi. La redazione del CDM (acronimo del Coinquilino Di Merda) dovra’ quindi organizzare e gestire tutte le testimonianze in “posta in arrivo” e il gioco e’ fatto. La struttura di questi potenziali business e’ molto leggera e flessibile, in quanto le pagine Facebook, rappresentano un vero e proprio bacino di seguiti da gestire come meglio si vuole. Sotto il profilo marketing, la diffusione e lo sharing critico potranno arricchire i database di informazioni e fornire elementi concreti per definire, correggere e controllare l’implementazione della strategia aziendale.

Io credo che le companies che operano nel campo del social media marketing e che sviluppano queste idee virali che si propagano in rete, sono facilmente imitabili per i bassi costi che presentano in fase di produzione e lancio, per la mancanza di una legislazione universale in materia del web e del Copyright. Seppure mantengono un profuso e prolungato vantaggio di brand equity possono rivelarsi un’arma a doppio taglio, quando le attenzioni frenetiche del social web si riverseranno da un’altra parte. La cautela deve far sempre da padrona, percio’ e’ consigliabile sfruttare al meglio e in tempi brevi la propulsivita’ degli “sneezer” appena contagiati. In genere la parabola del ciclo di vita di una pagina Facebook, e’ molto piu’ ripida in fatto di crescita, ha una breve retta in fase di maturita’ e una discesa a picco se non riesce nelle “azioni refresh”. il coinquilino di merda

Sfruttando il know-how di persone specializzate e qualificate si potrebbe diventare “diffusori” e non semplici passivi “inseguitori”. I cosi detti “sneezer” di Seth Godin, potranno diffondere un passaparola esplosivo che puo’ coinvolgere milioni di utenti in pochi giorni. Youtube, fa da padrona in questo mondo, contando 1 miliardo di visite al mese, e’ il miglior strumento per una potente propagazione a basso costo. In correlazione Facebook e Twitter non fanno altro che amplificare uno “sharing” critico, grazie al tasto “Mi Piace”. Questa vasta parte di smart consumer necessita di frequenti stimoli, in quanto molto dinamico.

Per terminare, vorrei sottolineare che la maggior parte delle imprese italiane e internazionali sottovalutano questi canali, in quanto ancora troppo criptici e imprevedibili, che rendono difficile la comprensione di tali potenzialita’.

 

 

 

GIOVANNI MARIA LEPORI