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Bullismo e violenza sociale

Scritto da on lunedì, 25 gennaio 2016No Comment

bullismo“Pordenone: è rimbalzata sulla tapparella aperta di una finestra al primo piano, che ha attutito la caduta. Ha riportato politraumi e la sospetta frattura di una vertebra ma non è in pericolo di vita. Ha scritto due lettere per spiegare il suo gesto. La polizia indaga su messaggi e social network. La Procura ha fatto sequestrare telefonino e apparecchiature informatiche… La ragazzina ha infatti scritto due lettere, con la data di un giorno della scorsa settimana, ritrovate stamattina in camera: una indirizzata ai suoi genitori in cui chiedeva scusa per quanto si accingeva a fare, una ai compagni di classe in cui diceva invece “ora sarete contenti”. (estratto dal messaggero veneto)
Alcuni sondaggi svolti su studenti delle scuole , tra cui, la  ricerca del portale Skuola.net su oltre 15 mila adolescenti.  Sono emersi dati agghiaccianti. Il 72%  degli intervistati ha subito atti di bullismo, è emerso anche  che i bulli agiscono soprattutto in gruppo; generalmente gli insulti e le violenze avvengono offline: l’87% delle vittime è stato infatti preso di mira esclusivamente o prevalentemente nella vita reale. E’ in continuo aumento anche il cosiddetto cyberbullismo, il bullismo via web e social. I più esposti sono bambine e bambini tra gli 11 e i 13 anni. Quindi, il bullismo colpisce uno studente su tre. Un dato allarmante, in una società, quella italiana, violenta dalle fondamenta.. Spesso chi è vittima di bullismo, non ne parla con nessuno, per vergogna. Ma cosa è il bullismo? Viene definito come: “Per bullismo si intendono tutte quelle azioni di sistematica prevaricazione e sopruso messe in atto da parte di un bambino/adolescente, definito “bullo” (o da parte di un gruppo), nei confronti di un altro bambino/adolescente percepito come più debole, la vittima”. Ma come riconoscere se la propria figlia o il proprio figlio è vittima di bullismo?
Partendo dal presupposto che: chi è vittima di bullismo non ne parla per vergogna, soprattutto con i genitori! Quindi bisogna fare attenzione alla cosiddetta comunicazione non verbale: le reazioni che ha, se ha cambiato comportamenti, se è silenzioso, se si isola, insomma fare attenzione ai cambiamenti repentivi e all’apparenza senza nessun motivo.
– Spesso chi è vittima di bullismo accusa sintomi di malessere e possono essere fisici e psicologici. I sintomi di malessere fisico possono essere: mal di pancia, mal di testa, mal di stomaco e altre manifestazioni, da valutare. Possono esserci anche manifestazioni  psicologiche: disturbi del sonno, incubi, attacchi d’ansia, attacchi di panico e altri sintomi da valutare
– Improvvisamente diventano taciturni  e  rifiutano di andare a scuola, senza valide motivazioni.
–  Improvvisamente diventa carente nel rendimento scolastico.
– Cambia repentinamente lo stile di vita al  di fuori della scuola, isolandosi e rifugiandosi nei videogiochi o nel mondo virtuale.
– Richieste di denaro improvvise, addirittura sparizioni di denaro, anche di piccole somme.
– Smarrimento o danneggiamento di materiale, scolastico.
– Il  bullismo violento cerca di colpire la vittima anche nell’abbigliamento: fare attenzione se il proprio figlio ritorna dalla scuola con vestiario mancante, oppure strappato o sgualcito.
-Mantenere il contatto con la scuola o, se pratica uno sport, con l’adulto di riferimento, per verificare cambiamenti nelle abitudini o negli atteggiamenti
– Al minimo indizio di un cambiamento repentino del proprio figlio, parlarne  gli insegnanti, o persone di riferimento all’interno della scuola.
-Rivolgersi alle forze dell’ordine.

Spesso pur riconoscendo i vari sintomi e operando correttamente, il genitore è spiazzato perchè non ha nessuna prova materiale di atti di bullismo. Le forze dell’Ordine pur operando in maniera egregia, hanno bisogno di elementi contìcreti, purtroppo sensazioni e linguaggio non verbale non bastano. Cosa fare allora? Intanto affiancare al proprio figlio un sostegno psicologico in grado di sbloccarlo e non farlo sentire solo, isolato, poi agire con determinazione, affidarsi ad un investigatore privato che sappia trovare prove concrete del bullismo cui è soggetto la propria figlia e figlio.
Sarebbe il caso di ricordare che: chi fa il bullo, quando diventa più grande si diverte a praticare lo stalking. Lo stalker a volte ha radici proprio nel bullismo.

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