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I 50 anni di mestiere di Carlo Molfese che inventò col Teatro Tenda

Scritto da on mercoledì, 19 Settembre 2012No Comment
Una nuova formula di fare cultura sono l’occasione per ripercorrere, in uno spettacolo che farà tappa in molti quartieri romani, una intera vita dedicata al palcoscenico e ai rischi che esso, di volta in volta, comporta.

Guitto, buffone, pagliaccio: storia di un impresario, storia di Carlo Molfese che grazie all’idea delTeatro Tenda seppe inventare un nuovo modo di promuovere cultura, in nome di una crescita democratica improntata al talento e all’eccellenza interpretativa. Una storia che ora si concretizza in uno spettacolo itinerante dal titolo Le memorie di un impresario ovvero In principio era il teatro, che toccherà vari teatri romani, dal centro alla periferia, per ripercorrere,

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in una sorta di pellegrinaggio/giubileo e affiancato da un cast di attori ed ospiti “a sorpresa”, la sua incredibile avventura che proprio quest’anno coincide con i suoi 50 anni di mestiere.

I “festeggiamenti” di Molfese, nella sua tournée GiroRoma50, avranno inizio il 28 settembre 2012dal Teatro dell’Orologio per concludersi il 26 maggio 2013 (non a caso giorno del suo compleanno) alla Sala Umberto in un continuo “work in progress” tra centri culturali e di aggregazione sociale della Capitale dove Carlo ringrazierà e saluterà quel pubblico che ancora oggi ricorda quella esaltante avventura.

Le memorie di un’impresario è un'agile carrellata, divertente e ironica, tra gustosi aneddoti, poesie, molte canzoni e “macchiette”, per la regia di Marco Simeoli e la partecipazione, insieme a Molfese, diAntonio Coppola, Loredana Castrovilli, Maria Giordano ed Emanuele Pedini. Un pirotecnico pamphlet, personalizzato e diversificato di volta in volta ad ogni data, cui si aggiungeranno le testimonianze virtuali di tanti amici del Tenda Mancini, fra cui Federico Fellini che, in un filmato, dice tra l' altro: “Del Teatro Tenda ho un ricordo simpatico, di qualcosa di povero, modesto, umile, provvisorio. Aveva la stessa aria che suggeriva il circo la prima volta che l'ho visto”. 

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ly: Tahoma; font-size: medium;”>Dal 1976 al 1986 il suo teatro di  piazza Mancini rappresentò infatti il primo palcoscenico popolare non fatto di mattoni e chiuso in un palazzo, né arredato con velluti o poltrone rosse, ma un teatro “mobile” e non “stabile”, potenzialmente itinerante ed aperto ad un pubblico di ogni provenienza e classe sociale. In altri termini, per quell' epoca, un' autentica rivoluzione che però seppe ospitare il meglio della creatività teatrale del momento – dal classico alla sperimentazione, dalla grande tradizione alle novità drammaturgiche – con grandi autori, mattatori ed affabulatori del calibro di Eduardo De Filippo, Gigi Proietti, Vittorio Gassman, Massimo Troisi, Carmelo Bene, Roberto Benigni, Dario Fo, Domenico Modugno,  Mario Scaccia, Salvo Randone, Enzo Decaro, Lello Arena, Monica Vitti, Marcello Mastroianni, Tadeusz Kantor, Marcel Marceau, Jerome Savary, Victoria Chaplin e Jango Edwards. 

Un’operazione oltreché strategica, decisamente controcorrente dal momento che Roma, in quel periodo, viveva sotto la cappa degli anni di piombo: “Si sparava per le strade e la maggioranza della gente se ne stava rintanata in casa” rammenta Molfese “Ma noi riuscivamo a riempire il teatro, raggiungendo anche le oltre duemila presenze a sera come si è verificato per molti mesi con lo storico e ancor oggi ricordato da molti: A me gli occhi please con Gigi Proietti.” 

L’obiettivo di Molfese di portare il teatro in strada, abbattendo il classico concetto di sala teatrale,  prima ancora del Teatro Tenda ebbe in realtà inizio nei primi anni Settanta con uno spettacolo itinerante dal titolo Alle nove sottocasa con Pippo Baudo, Lino Banfi, Gianni Nazzaro, Solvi Stubing, Maria Luisa Serena e Carla Brait. Molfese ripetè poi l’esperienza l’anno seguente con il grande Aldo Fabrizi portando in giro nelle periferie uno spettacolo col titolo Baci, promesse, carezze, lusinghe e illusion…

Artigiano del teatro e della comunicazione, Molfese riprende dunque il suo percorso di decentramento culturale che oltre e ripercorrere l’indimenticabile esperienza del Teatro Tenda, mira a farla conoscere ai moltissimi giovani che ne hanno sentito parlare e ai quali è necessario indubbiamente consegnare una memoria storica ricca di avvenimenti, personalità e grandi cambiamenti.

GiroRoma50 è un progetto realizzato grazie al sostegno morale della Commissione Assembleare Permanente XII – Turismo e Moda di Roma Capitale.

Pubblicato da Irene Giarracca

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