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Presidente Giorgio Napolitano:senza commenti!

Scritto da on mercoledì, 15 Maggio 2013No Comment

beppegrillo_napogrilloQuesto sito esprime solidarietà a Beppe Grillo, per l’inchiesta e la perquisizione presso Casaleggio & Associati. In gioco non è “il vilipendio al Presidente della Repubblica” , ma la libertà di espressione in questo paese, purtroppo ancora “fascista”. Badate bene: spesso il “fascismo è  di sinistra e spesso oltre la politica”. Il fascismo appartiene ai poteri forti, alle caste, ai poteri finanziari, alle lobby internazionali, alle logge massoniche deviate, al fanatismo religioso, alle sette sataniche illuminate. Il fascismo è zittire l’altro, annichilire le idee altrui, il fascismo è la morte della democrazia, ma soprattutto la morte dell’individuo. Per questo esprimo solidarietà a Beppe Grillo e a Casaleggio. E’ vero, il M5S,  era e rimane una speranza di cambiamento pacifico in questo paese di “poteri” fascisti, arroccati, pronti a dirupare ognuno di noi, nazione compresa. Come tutti i movimenti, avrà bisogno di tempo e un minimo di esperienza, ma rimane l’unico baluardo ad una guerra civile. La gente non ne può più di subire tirannie e soprattutto essere governata da emeriti fannulloni, affaristi e sempre più spesso da persone in odore di mafie. Non hanno mai lavorato, non conoscono il rischio del fallimento, le notti insonni, come fare per uscire fuori da situazioni difficili, non conoscono la sofferenza e i sacrifici  di quella “persona” con un nome, un cognome , una dignità, la quale disperata compra una pistola e decide di farla finita, non ha trovato aiuto e sostegno da parte di nessuno. Spesso prima di arrivare ad uccidersi si provano tante strade: l’amico d’infanzia e chiude la porta, poi equitalia e con arroganza ti uccide una prima volta, poi la finanziaria che dice “ho affidato il tutto al recupero crediti e spesso sono o casalesi o la ndrangheta”, allora il prete in confessionale, il quale ti assolve e ti dice di avere fede, poi l’imprenditore amico, il quale con un ghigno famelico ti offre le “lenticchie andate a male”. La penultima spiaggia: i commercialisti e avvocati (spesso affiliati con la mafia o con le massonerie, ovviamente non tutti), i quali dicono che ormai è tutto compromesso è ti chiedono la parcella. Torni a casa guardi i tuoi figli e ti accorGi che sei un problema. se non scompari per sempre li porti in mezzo alla strada. Dormi sul divano e Dio non appare, la fede è lontana. Hai comprato la pistola, non ami la violenza, ma sai che è l’unica strada per salvare le persone  che ami. Loro sono innocenti. La notte è lunga e breve, percorri il passato e ti chiedi: dove ho sbagliato? Ho sbagliato a credere in questo paese, ho sbagliato a pagare le tasse, ho sbagliato a credere nella parola altrui, ho sbagliato a credere nella politica. Soprattutto ho sbagliato a credere nelle ISTITUZIONI!. la mattina in ufficio, è difficile premere il grilletto, la foto dei figli e le ultime parole “perdonatemi, vi amo con tutto il cuore, ho sbagliato tanto, ma voi no!” Il colpo di pistola alla tempia azzera tutto: lo spazio, il tempo, i giudizi, i debiti, tutto. Rimane un dato: quel colpo di pistola lo hanno sparato le istituzioni, tutti compresi, nessuno escluso. La vita è amore, libertà, sostegno, aiuto nel momento di crisi. Presidente Napolitano dov’era quando l’Italia è stata svenduta? dov’è ora, quando le aziende chiudono o falliscono e la gente muore? Scusi, non ricordavo, queste sono cose che non interessano, a lei interessa: “UN NUOVO ORDINE MONDIALE“. Non ho votato per Il M5S. Per questo paese però è l’unica speranza di una rivoluzione pacifica. Ultima domanda: “Presidente Napolitano, perchè ha accettato di continuare ad essere Presidente della Repubblica? Non mi dica per senso di responsabilità…” Quando fu eletto Scalfaro ci furono 16 votazioni e così per altri Presidenti della Repubblica…
Se proprio doveva accettare, non poteva aspettare un vero confronto in parlamento? Il Capo dello Stato più votato nella storia italiana è stato Sandro Pertini, eletto con 832 voti, il meno votato Antonio Segni con 443 voti. Al primo scrutinio sono stati eletti solo Ciampi e Cossiga. L’elezione più lunga quella di Leone che ha richiesto ben 23 scrutini prima della fumata bianca.

I ) De Nicola                                                                                                                                                              Banner_Elezioni_2013
Il primo Presidente effettivo della Repubblica fu Enrico De Nicola (Pli), eletto Capo provvisorio dello Stato dall’Assemblea Costituente il 28 giugno 1946. De Nicola ricoprì la carica dal 1 luglio 1946 al 31 dicembre 1947. a partire dal I gennaio 1948, a norma della prima disposizione transitoria della Costituzione, esercitò le attribuzioni e assunse il titolo di Presidente della Repubblica, mantenendolo fino al successivo 11 maggio, quando venne eletto Einaudi. L’elezione di De Nicola avvenne nella seduta del 28 giugno 1946 dell’allora Assemblea costituente (e non del Parlamento) che lo elesse Capo provvisorio dello Stat: venne eletto al primo scrutinio, ottenendo 396 voti su 501 votanti. era richiesta, in quel caso, la maggioranza di tre quinti dei membri (573) dell’Assemblea.

II) Einaudi
Era l’11 maggio 1948 quando fu eletto secondo le norme della da poco varata (il I gennaio 1948) nuova Costituzione repubblicana il primo Presidente della Repubblica Italiana. Il liberale (Pli) Luigi Einaudi prevalse al quarto scrutinio, a meno di 48 ore di distanza dalla prima votazione, con 518 voti su 871 presenti (un astenuto). Einaudi fu il primo presidente effettivo della Repubblica italiana (1948-1955).

III) Gronchi
Fu eletto al quarto scrutinio, nel giro di due giorni, il democristiano (Dc) Giovanni Gronchi: era il 19 aprile 1955 e Gronchi ottenne 658 voti su 833 votanti. Fu il terzo presidente eletto (1948-1955).

IV) Segni 
Il democristiano (Dc) Antonio Segni (1962-1964), che è stato anche l’unico presidente della Repubblica a dare le dimissioni in quanto colpito da ictus il 6 dicembre 1964, fu eletto al nono scrutinio, il 6 maggio 1962, con 443 voti su 842 votanti. Proprio con l’elezione del sardo Segni, i tempi iniziano ad allungarsi: ci vollero nove scrutini e quattro giorni di votazioni per eleggerlo.

V) Saragat 
Il socialdemocratico (Psdi) Giuseppe Saragat venne eletto al ventunesimo scrutinio il 28 dicembre 1964. Ottenne 646 voti su 937 votanti e 937 presenti (dieci gli astenuti). per eleggerlo ci vollero 12 giorni e 21 scrutini, un’enormità, all’epoca. Saragat (1964-1971) fu il quinto presidente eletto.

VI) Leone
La sua è stata finora la più lunga elezione nella storia della Repubblica. Giovanni Leone (Dc) venne infatti eletto al ventitreesimo scrutinio, il 24 dicembre 1971, con 518 voti su 996 votanti. Leone fu il sesto presidente della Repubblica dal 1971 al 1978 e si dimise poco prima del termine del suo mandato per lo scandalo Lokheed.

VII) Pertini 
Sandro Pertini (Psi) è, a oggi, il Capo dello Stato più votato nella storia della Repubblica. Eletto al sedicesimo scrutinio, l’8 luglio 1978, ottenne 832 voti su 995, ma ci vollero 10 giorni e 16 scrutini. Pertini fu presidente dal 1979 al 1985.

VIII) Cossiga
Francesco Cossiga (Dc) venne eletto al primo scrutinio, il 14 giugno 1985. Ottenne 752 voti su 977 votanti e 979 presenti (due gli astenuti). Cossiga, ottavo presidente della Repubblica, restò in carica dal 1985 al 1992.

IX) Scalfaro
Oscar Luigi Scalfaro (Dc) è stato eletto il 25 maggio 1992 al sedicesimo scrutinio, come Saragat. Ha ottenuto 672 voti su 1.002 votanti. Un’elezione segnata e tragicamente sbloccata dall’attentato di Capaci contro il giudice Falcone e la sua scorta. Le votazioni, che erano iniziate il 13 maggio 1992 e si trascinavano avanti stancamente, si conclusero il 25 maggio con l’elezione di Scalfaro (1992-1999), nono presidente della Repubblica. . E poi Ciampi al primo scrutinio.

Mi scusi ma perchè alla veneranda età di quasi 90 anni ha accettato?
Il Parlamento è la massima espressione di democrazia e il confronto doveva avvenire in quella sede.
Le chiedo: perchè ha accettato?

Riporto ciò che ha scritto Beppe Grillo sul suo Blog (beppegrillo.it) e chiedo a tutti di ribellarsi a tale atto intimidatorio per la democrazia in questo paese.

“Nell’Italia repubblicana esiste un reato che richiama l’assolutismo monarchico e la figura di Luigi XIV: il vilipendio del presidente della Repubblica. L’articolo 278 del Codice penale lo riporta “Offese all’onore o al prestigio del Presidente della Repubblica. Chiunque offenda l’onore o il prestigio del Presidente della Repubblica è punito con la reclusione da uno a cinque anni“. Il reato di vilipendio deriva dal Codice Rocco del periodo fascista. Nelventennio si tutelava dal delitto di lesa maestà la figura del re e di Mussolini, dal dopoguerra i presidenti della Repubblica. Il reato di vilipendio non è qualcosa rimasto sulla carta, a monito. È stato invocato innumerevoli volte, spesso dai partiti a scopi politici, e anche applicato. Il confine tra critica e vilipendio (“considerare vile“) è materia più indefinibile del sesso degli angeli. Inoltre un cittadino, perché il presidente della Repubblica sarà il primo dei cittadini, ma sempre cittadino rimane, non può essere più uguale degli altri di fronte alla legge. Invito il Presidente della Repubblica a chiedere l’abolizione dell’articolo 278 sconosciuto nella maggior parte delle democrazie occidentali.” (*)

22 persone sono indagate per “Offesa all’onore e al prestigio del presidente della Repubblica” dalla Procura di Nocera Inferiore. In sostanza sotto indagine per “vilipendio“, un termine che può racchiudere qualunque opinione, giudizio, valutazione ritenute offensive. Chi può essere al sicuro di un’eventuale denuncia per una critica al Presidente della Repubblica? Allora, per difendersi, l’unico mezzo è non scrivere più nulla. Bocche cucite. Dita bloccatesulla tastiera. Commenti oscurati.
Questo post, per evitare denunce a chicchessia sarà, per la prima volta nella storia del blog, senza possibilità di commento. In futuro, magari, diventerà la regola per tutta la Rete in Italia.

(*) estratto dal post “Il vilipendio ai tempi di Internet” del 31 maggio 2012

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