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Una 0,40 con poca schiuma, e un cornetto grazie!

Scritto da on sabato, 7 Aprile 2012No Comment

Era il 16 novembre 2011..”Che bella giornata!”…L’aria non è mai stata così fresca, gli usignoli, forse a Roma non ci saranno mai stati, bèh stamattina, come nella produzione più celebre Disney, in quattro, mi hanno sollevato il piumone, ma non mi hanno portato la colazione a letto, questa mattina me la concedo al bar…”Che bella giornata”…Oggi sono proprio contento, e con un raggio di sole insistente a riscaldarmi le tempie, decido di scrivere…Ho ancora qualche fastidioso indolenzimento muscolare, quasi come se durante la notte fossi rimasto addormentato appeso per un braccio…”Amore oggi alla Coop ci sono i BTP greci in offerta, e fatti fare due etti di bound tedeschi, che tra un pò se no scadono, e se ci stanno prendi due mozzarelle di bufala…AH!tosta il pane che me piace tanto con spread e marmellata”…Ormai tutto è diventato, spread, titoli di Stato, obbligazioni, mercato e c’è chi azzarda anche “rating” e qualche strana valutazione…diciamo tipo i sondaggi de “La versione di Banfi”…

E’ la prima volta nella storia della civiltà umana, in cui i popoli si rendono conto e per conto di chi sono schiavi…Noi abbiamo vissuto, la prima guerra mondiale senza morti: in genere nel passato quando il mercato arrivava a maturazione, prima del decorso, si faceva una bella guerra, per spendere tanto e poi ricostruire spendendo molto di piu’, cosi’ facendo ripartiva l’economia, la crescita, lo sviluppo. Oggi assistiamo agli effetti di una guerra, senza averla mai combattuta…Ci tengo a fare una premessa, un mercato, in qualsiasi caso, si fonda naturalmente per una reciproca intenzione nel soddisfare più o meno velocemente un bisogno insoddisfatto, scusandomi del gioco di parole,” Tu hai necessità di pane e io di acqua, che tu possiedi”…avviene uno scambio al fine di soddisfare un bisogno, e il concretizzarsi dell’ avvenuta transazione, sarà proporzionale al grado di utilità attesa e impellenza, a fissare un prezzo. In poche parole, più è impellente la tua voglia di soddisfare il tuo bisogno, più sarà bassa la tua voglia di desistere da una bassa offerta…come quello che si accontenta di bere, anche se sa che è aceto…Questa forte motivazione che spinge il fenomeno del consumismo, si fonda su queste regole…Più si possono realizzare sogni, più si può speculare su “l’aiutino” di cui hai bisogno per raggiungere il tuo scopo..E qui si entra nel mercato del credito…molto redditizio, di difficile interpretazione e molto vischioso, ma piuttosto rischioso di questi tempi…Le banche sono le mucche che mungiamo, ad un prezzo che si stabilisce con l’incontro tra il tasso d’interesse della Banca Europea, e il tasso di interesse imposto dalla banca e contrattualizzato attraverso la stipula di un finanziamento bancario..Es: 10000 (mutuo) + 3000 (interessi)=13000 (somma da restituire in rate periodiche, stabilite da contratto)..Quindi se determinate risorse, si investono  in qualcosa che facilmente perde valore, l’investimento porterà una perdita ancora maggiore…Es- Mercato dell’ auto: se si investono 10000 euro per l’ acquisto di un’automobile che ha una facile svalutazione, si pagheranno degli interessi per un bene che se immesso nuovamente sul mercato, non riuscirebbe a coprire i costi–>10000(valore auto)+ 3000(interessi)+ 20% (svalutazione minima, appena l’automobile viene fatta uscire dal concessionario, poichè giudicata di “seconda mano”)=costo operazione 15000 euro per un bene dal valore di 8000…Nel caso del 2007, la crisi finanziaria si ebbe in stretta connessione con la crisi del mercato immobiliare…In America si potevano concedere mutui con più basse garanzie di solvibilità…Le persone acquistavano case per un valore, che si svaluto’ più del 50%, perciò per un immobile che aveva una valutazione di mercato di 1500000, il costo dell’operazione era almeno il doppio, se non il triplo…quindi le persone non riuscivano più a saldare il debito con le banche…In questo modo, sono crollate le certezze della banca, di riavere i finanziamenti emessi…Crolla la fiducia nelle banche di saldare il debito nei confronti degli azionisti, e il titolo si porta giù tutto ciò che ha un collegamento con se..Nel mercato del credito gli interessi si alzano, la domanda di moneta cresce, perchè salari e industrie sono sotto stress, e tutto ciò che è legato agli istituti di credito costa caro, soprattutto perchè bisogna che le banche coprino le perdite avute dopo il volo ad angelo degli investimenti in titoli (quelli poi crollati)…E allora tutti quei sogni e quelle speranze si allontano, e la voglia di soddisfare quel bisogno cresce, a tal punto che un ragazzo di vent’anni, con uno stipendio quasi sicuro, di 1200 euro al mese, si accolla una rata da 300 euro al mese, per pagare 8000 euro di interessi in 5 anni, per l’acquisto di una macchina al valore di 10000, con conseguente perdita di valore…Le speculazioni, riguardo il mercato del credito e quello azionario si basano sulla fiducia…

Io Nina Potetos chiedo un prestito al mercato. Propongo il mio progetto di investimento, e chiedo una determinata somma affinchè si ottenga la sua realizzazione promettendo quindi delle rendite e sulla” parola”, ottengo dei finanziamenti in cambio di emissione di azioni…Il rendimento della mia azienda, i nuovi progetti, determineranno una valutazione rispetto all’apprezzamento del mercato… momento in cui viene a mancare questa fiducia, gli investitori si spostano, perchè iniziano a sentire “puzza di bruciato”, oppure cercano di stressare il più possibile il titolo: facendo svalutare il prezzo,  potranno acquistare alla più bassa valutazione di mercato un titolo che poi rifaranno risalire per venderlo al prezzo più alto…..Questo meccanismo ha portato alla forte perdita di valore del titolo di stato italiano…La soluzione è molto complessa, in quanto molte banche italiane, che primeggiano tra quelle di tutta Europa, sono piene di BTP  italiani, ritenuti “tossici”,  perchè soggetti a fortissime perdite ogni giorno…L’emissione del mutuo, viene coperta e garantita con delle risorse interne della banca, che sono per lo più titoli con la maggiore valutazione delle agenzie di raiting, che danno una votazione sull’affidabilità di una società quotata in borsa di assolvere i propri impegni nei confronti dei propri investitori…In ogni caso se crollano quei titoli con valutazione più alta e più solida, i prezzi degli interessi si alzano per pagare i buchi prodotti da queste perdite…E il debito strozza l’economia…Quella italiana si fonda sulla seconda proposizione del teorema Modigliani-Miller, che suggerisce il ricorso al finanziamento esterno in quanto è totalmente deducibile dal pagamento delle imposte e detraibile degli interessi pagati, in sostanza è molto meno costoso e rischioso investire con i soldi degli “altri”, che ai miei ci penso io…E così facendo, i divendi richiesti dagli azionisti si abbassano, in quanto la società si trova in debito con le banche…Questo cordone ombelicale tra mercato del credito e industrie, porta a non far muovere la crescita, lo sviluppo…Gli interessi aumentano, il mercato flette verso il basso in una curva immensamente concava e le fabbriche devono chiudere perchè strozzate e disequilibrate…Se si chiedono finanziamenti a breve termine per pagare le rate di quelli a lungo termine, è un cane che si morde la coda, fai debiti per pagare debiti…diciamo che date considerazioni portano a far si’ che grandi multinazionali vengano a fare shopping nel Nostro Paese, comprando cio’ che trovano piu’ indebitato possibile, per “quattro spicci”.. Noi i fondatori della civilta’….noi i padroni dell’umanita’, del patrimonio umano, storico e artistico di tutto il globo…dobbiamo pagare gli interessi di un debito che non potrebbe neanche lontanamente saldare i conti con la Francia (ah ridatece la Gioconda!) o con l’Inghilterra o con qualsiasi altro paese del mondo… Roma caput mundi!…Una 0,40 con poca schiuma e un cornetto, grazie! Oggi, si festeggia!!

 

Ps: se avessimo ancora la Lira,e fossimo fuori dall’Europa…ci avrebbero sbranati e la Montessori sarebbe stata costretta a diventare una escort, o sposare il figlio di Berlusconi…

 

 

GIOVANNI MARIA LEPORI

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