L’innovazione finanziaria americana si spinse con la creativita’ a tal punto, da creare il processo con il quale si sarebbero potuti realizzare i sogni di tutti: diventare ricchi, essere imprenditori di se stessi, sentirsi padroni del mondo. Tutto questo puo’ essere riassunto in una sola parola: Cartolarizzazione.

I vantaggi connessi all’utilizzo della cartolarizzazione erano piu’ che positivi se fossero stati regolamentati con la giusta attenzione. Di seguito:

I) Specializzazione produttiva. L’economia finanziaria aveva studiato la possibilita’ di   usare i capitali in maniera piu’ efficiente che mai, diversificando il rischio dei titoli in portafoglio. In sostanza, il portafoglio dei titoli o li strumenti derivati stessi (che erano stati creati grazie alla pratica del “tranching”) se si combinavano titoli con rischio basso a titoli con alto rischio, si riusciva a creare un portafoglio di titoli con rischio basso ma con piu’ alto rendimento, rispetto a titoli o portafogli non cosi’ “strutturati”. Si era trovato il modo per scommettere con il paracadute. Inoltre, si aveva la necessita’ di ridurre il livello del costo dei prestiti, e per questo furono tenuti bassi i tassi di interessi, ma la mossa non fece altro che gonfiare la bolla.SOLDI BORSA

II) Distribuzione del rischio. Il rischio di insolvenza che contraevano le banche nel concedere prestiti, veniva rivenduto al mercato tramite la cartolarizzazione. Infatti furono gli stessi debitori a scommettere sulla propria solvibilita’, se avessero acquistato strumenti finanziari. Il meccanismo si inceppo’ perche’, se da una parte le banche erano incentivate a concedere mutui, dall’altra i debitori non avevano nessun ritorno se avrebbero dovuto pagare un bene che perdeva valore. Nella prima situazione, la banca era propensa a concedere finanziamento, poiché il “mortgage broker” veniva pagato in base a quanti prestiti elargiva, senza dover badare troppo alla qualita’ del debitore. Il debitore a sua volta, quando vide che i prezzi degli immobili andavano a ribasso, tanto da dover ripianare un debito divenuto piu’ grande di quanto il valore immobiliare potesse risarcire, decise di non pagare piu’ le rate del debito. I due comportamenti esasperati portarono al fallimento del metodo di distribuzione del rischio attraverso la cartolarizzazione.

Non si puo’ escludere che con attenti accorgimenti, il disastroso strumento della cartolarizzazione avrebbe potuto funzionare in maniera migliore. Ricordiamo che il tutto parte dall’intensione di dare accesso al credito anche a chi non avrebbe potuto mai averne affinche’ avesse potuto costruire un qualcosa utile a far girare l’economia.

Inoltre, si sarebbe potuto sventare l’uragano finanziario, se solo si fossero ascoltati i consigli di Paul Krugman, o quelli di Ranghuram Rajan che nel 2005 scriveva “has financial devolopment made the world riskier?”

 

 

GIOVANNI MARIA LEPORI